Ridere di noi

Nella Sezione "New Korean Cinema", "Il giorno che un maiale cadde nel  pozzo" (1996), intrigante pellicola d'esordio di Hong Sang-Soo. Blues coniugale, tra solitudini umane e nevrosi urbane, col taglio ironico depresso degli innovatori.

Lavori come altri

Robusti i western di Anthony Mann. Col fidato James Stewart, un personaggio determinato a far giustizia, vendetta. "L'uomo di Laramie", del 1955, mostra il technicolor della curata scenografia del regista, il battito d'un intreccio fatale.

Il Giorno della sfiga

Western
, western...come "La legge del fucile", del californiano Harry Keller (1913-1987). Prima delle grandi scosse sessantesche, le pellicole ricoperte dalla polvere dell'Ovest, s'avvolgevano attorno a intrecci per tutti, caratteri e gusti. Anche questa, del 1958, narra di un amore finito in sparatoria.

Lealtà d'oro

A testa bassa con Sam Peckinpah. Sfogliando la filmografia del regista di Fresno, si transita per la "Sfida nell'Alta Sierra" (1962, t.o. "Ride the High Country"). L'implacabilità che verrà, muove i primi lievi passi in un intrigo, complicato, matrimoniale.

Destino cretino

Tra i registi italiani che, negli anni '60 del XX° secolo, s'iscrissero al rodeo del western, vi fu anche Armando Crispino (1924-2003). Il poliedrico autore biellese, già fondatore di cineclub e critico su "L'Unità", nel 1967 realizzò un racconto di intima ricerca di vendetta, per una paternità disprezzata, una vita declassata. "John il Bastardo".

Pseidos

Torna Yorgos Lanthimos, lasciando entrare aria algida dalle vette della disgregazione sociale. Con "Alps", del 2011, il regista ateniese picchia, forte, sempre. Supporto illegale dal capitale a responsabilità imitata. Ma "andrà tutto bene".

Pagare rompe

Più d'un anno che Robert Altman non passava di qui. Ai ripari. Nel 1998, il raffinato autore di Kansas City, ambientò in Georgia un legal thriller godibile, senza impegno. "Conflitto d'interessi" (t.o. "The Gingerbread Man"), carrellata sulle pedine, maschere, d'una società corrotta da aggressivo protagonismo. Chi rompe prima, poi paga.

Non capire

All'ultimo Florence Korea, anche lo stralunato "Me e me" (2020), esordio alla regia dell'attore, classe 1964, Jung Jin-Young. Thriller psichiatrico, c'è di mezzo un famarcum venenoso, green pass delle nostre esistenze, meglio non indagare...

Fregola con carne

Elena chiede di vedere un Fassbinder. Cose dell'altro cinema...il nostro. Permessi per le Sale, la "Valéry" s'attrezza. Da altra produzione televisiva, sempre sempre la stessa messa in scena dei contrasti forti dell'anima. "La moglie del capostazione" (t.o. "Bolwieser"), del 1977, mi ricorda Rainer Werner Fassbinder.

Gatti di mercato

Nel giorno in cui fa capolino il promettente blog de Marigrade (nuovo link a dx -> !), vengo colto da gioia e cruccio, come il celebre duo di "Borsalino" (1970). Conosciamo, quindi, il lionese Jacques Deray (1929-2003), regista della mala e di chi la segue. Molti sorrisi, sino all'ultimo.

Chatting mambo

Nel 1955 Michelangelo Antonioni sfiorò il Leone di Venezia, finendo in argento causa Ordet maggiore. "Le amiche", eleganti e disperate, beccano coi polli della zona, per qualche briciola in più. Gite in auto e vesti pregiate risolvono nulla.

Passato Pressa

Diretto dal cagliaritano classe 1913, Anthony Wileys, ehm, Mario Sequi, un titolo quantomeno intrigante. "Gli uomini dal passo pesante", del 1965, è una produzione italiana che suona bene anche in americano (?), "The tramplers". Merito di regista, collaboratori e una banda di ottimi interpreti, nessun paura dei primi piani.

Human flesh

Nel 1969, Federico Fellini, al centro della sua creatività, si fece guidare dalle provocanti avventure dell'Eros, discendendo nei vuoti amplessi dell'Uomo. "Fellini Satyricon" è forse il più pachidermico dei Fellini, non per questo il meno scatenato.

USA tremens

"Iris" propone, Cinerofum raccoglie. Nel 2008 i Fratelli Joel e Ethan Coen si prodigarono in un divertissement in salsa spy. "Burn after reading" (s.i. "A prova di spia") è commedia senza fronzoli; cogli orpelli estetici, ironici quanto pungenti, dei due grandi registi, quello , ma senza bucare. Non il loro più "strutturato"...

Young boarder

Nella sezione "Independent Korea" dell'ultimo Festival del cinema coreano di Firenze, ha partecipato anche l'attore-regista, classe 1979, Lee Hwan. Suo secondo lungometraggio, "Anche i giovani contano" (t.o. "Young adult matters", "Eo-reun-deul-eun mul-la-yo"!), del 2020, è un racconto ai limiti delle adolescenze urbane. Tanto chiasso, molto spreco.

Tocco di classi

Il penultimo del cofanetto DVD lo è stato anche per Ernst Lubitsch. "Fra le tue braccia" (t.o. "Cluny Brown"), del 1946, appartiene alle vette del regista berlinese. Capolavoro della commedia sofisticata, mostra il Lubitsch raffinato e affascinante, provocatorio e acuto: è sempre la Classe.

Turbe ferme

Rincontrando, nella sezione "Orizzonti Coreani" dell'ultimo "Florence FF", il regista Hong Sang-Soo (1960), si può nuovamente soffrire della sua impalpabile leggerezza. "La donna che fuggi" (t.o. "The whoman who ran"), del 2020, turbe femminili, è stato votato "Insulso, *" da uno spettatore severo...

Revolution de libertad

Il Cinerofum ha già incontrato Tulio Demicheli. Ne vengon fuori sempre western godibili. Con l'eroe giusto, con sane simpatie rivoluzionare, a difesa degli oppressi. Mica per dollari, ma per qualche amico in più. "Un uomo e una colt", 1967.

Happy Così

Avanti anche coi sudcoreani. All'ultimo Florence Festival partecipò anche la regista cinquantenne Hong Ji-Yeong, con una romantica commedia corale. "New year blues" fa come insegnano i registi newyorkesi, accoppiando angeli e demoni ai tempi del Denaro.

Dirty vengeneananence

Aridaje uno spaghetti all'italiana. Ancora una volta Django. Eh no. Scritto e diretto dal romano, classe 1925, Sergio Garrone, "Django il Bastardo" (1969) è un western che, diretto oltreoceano, sarebbe cult. Qui, da noi, resta maiuscolo.