Rimpallando
tra le epoche del cinema francese, impattiamo spesso con Claire Denis, autrice internazionale
di calibro, che col suo “letterarismo” cinematografico può stupefare, riflettere,
aizzare. E annoiare, come in questo caso. “Trouble every day” (t.it. “Cannibal
love – Mangiata viva”), del 2001, è il titolo ironico di un film (regista?)
che si prende orribilmente sul serio.
“Avec Vincent Gallo”, visioni di vita, di morte (in aereo, ci sta). Il
cinema di Denis, poche parole, qualche nota, un percorso di sensazioni. Sta a
te conoscere la pillola verde e la sezione del cervello. “Anche la Denis bella
disturbata”, sentenzia Elena, mentre cerco di unire i puntini spaiati della
sofisticata regista. Gli scienziati da talk show fanno danni, è
lampante. “Friessen”. “Un medico specializzato”. Sperimentazione (su essere umani,
almeno). Prigioniera divoratrice di uomini. Si aprono le scommesse sull’intendo
di Denis. Amare da morire, morte d’amore, eros e thanatos à cagar.
Intensità sourtout, Shane è rimasto solo con un cane. Anche Gallo
ha la malattia del vampiro mannaro. Sulla cattiva gestione delle emozioni e sul
sesso possesso, “merci Agnès B.”, la finanziatrice, ma bisogna essere cinefilizzati.
(depa)


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