Flop in

Ambizioso diventa fallimentare quando l'idea, e il budget, di partenza, viene piegata, e impiegato, per un consenso che delude di per sé. Incetta di produttori, apprezzabile determinazione indipendente, ma tra il "Dovrebbe andare in Francia" e il "Negli Usa riderebbero" c'è di mezzo un oceano di splendide possibili Celle di Loide. Nel film del romano, classe 1976, Gabriele Mainetti, invece, non c'è una fava. "Freaks out", 2021.

Stacci

In TV ho impattato contro le temperature del regista nizzardo Georges Leutner (1926-2013), raddoppiate dal platino bollente di Mismy Farmer. "Quando il sole scotta", del 1970, è un thriller psicologico, dove solitudine ed erotismo si rotolano nella schiuma di onde rischiose.

Serie versa

Nel 2005 il danese Nicolas Winding Refn abbellì il suo intenso e violento corridoio criminologico con un terzo quadro: "Pusher III". "Terzo ed ultimo capitolo dell'omonima trilogia uscito a nove anni di distanza dal primo capitolo e ad appena un anno dal secondo", condensa, raggrumandosi su cellophan, la sua poetica dei dannati del crimine.

Nascita di una finzione

Sentiero di gradevoli conoscenze, il western. Guardando "Gli avvoltoi" (t.o. "Return of the bad man"), del 1948, ho incontrato lo statunitense Ray Enright (1896-1965). Regista dalla gradevole "parlantina"; quando dirigeva attori scafati, evidentemente, mostrava le sue inattese capacità.

Ultima signora

Camminando all'indietro per la rete s'incontra l'ultima pellicola di Frank Capra. Il regista palermitano, emigrato picciriddu sognando la West Side, nel 1961 chiuse la filmografia con "Angeli con la pistola" (t.o. "Pocketful of miracles"), testamento intriso del tipico ingenuo ottimismo, un remake politically correct speranzoso alla sua misura.

La legge sopra di te

Vediamo cosa riserva ancora il cilindro di Frd. Sfondo giuridico, quindi (a)sociale. "Il mistero di von Bülow" (t.o. "Reversal of fortune"), del 1990, oltre della complessità del reale e della miopia di codici e canoni, testimonia di un regista, lo svizzero classe 1941 Barbet Schroeder, attento a costruzione e rappresentazione, qui fredda quanto un processo.

Auguri Shirley

A tre giorni dall'ottantottesimo compleanno di Shirley McLaine, Elena ed io a renderle omaggio. L'attrice di Richmond, nel 1961, fu diretta da Robert Wise, in duetto sofisticato con Robert Mitchum. Il risultato fu "La ragazza del quartiere" (t.o. "Two for the seesaw"), perfettamente squilibrato, nel dare e avere di una coppia già rimorso, ormai rimpianto.

Al centro dei dolori

Sempre un piacere...incontrare Luis Buñuel. Quant'era? Cincos anos! Del 1951, "La figlia dell'inganno", splendido dramma sulle miserie umane, è la quinta pellicola del suo "brillante" periodo messicano. Da vedere.

Scali di vita

Ormai sul sicuro, mi affido alla filmografia di Josef von Sternberg. Anche "I dannati dell'oceano" (t.o. "The docks of New York"), del 1928, è un'intensa immersione nei sentimenti induriti e anelanti degli ultimi. A rischio il conto dei capolavori muti del regista di Vienna. Brividi.

Troppi vani

Sulla lunga scalinata del cinema italiano disegnata dall'"Amico Foglio", tra i primi gradini sta il secondo lungometraggio di Michelangelo Antonioni. Il regista ferrarese, nel 1953, scolpì con delicatezza un petalo di ragazza, bella quanto sola, in mezzo a tanti elementi tossici. Elena ed io, in sala Valéry, per "La signora senza camelie".

Paese a modo

I western non mollano mai. Anzi, dopo più di un anno, sono io che mi appiccico per la sesta volta alla filmografia di Juan Bosch. Nel 1978, il regista tarragonese realizzò una pelìcula giallo-rossa, con l'indagine investigativa diviene repulisti del paese. "La notte rossa del falco" (t.o. più consono "La ciudad maldida") è da bollino rosso, non tanto per "i temi trattati", quanto per gli sgorganti fori di pallottola frontali e le meravigliose picconate clavicolari.

Nuovi Soli

Rispettosamente entusiasta verso il "nuovo" Josef von Sternberg muto, che sprigiona un autore ancora più raffinato di quando (de)cantato, proseguo con "Le notti di Chicago" (t.o. "Underworld"), del 1927, intenso gangster movie, coi caratteri che prendevano statura.

Tipo che scorre

Ancora da Ste una proposta pregiata. Summa di alcune autorialità, tra cui fa capolino una nuova intrigante conoscenza, "Ten minutes older: The trumpet" è un film collettivo di sette registi, in sette episodi. Visioni del tempo, dalle menti sparse di: Aki Kaurismaki, Victor Erice, Werner Herzog, Jim Jarmusch, Wim Wenders, Spike Lee, Kaige Chen.­

Mud & Sun

Pesce d'aprile pescato dal porto di San Pedro (L.A.), dagli splendidi docks di Josef von Sternberg. Il regista viennese, emigrato a Hollywood prima di altri e capace di "sontuosi drammi psicologici", nel 1925 esordì con lo splendido affresco dei "Cacciatori di salvezza", Figli del fango in cerca di luce, testimonianza di un autore sensibile e, ancora, indipendente.

"Stupendamente vano"

Appena finito di vedere un'altra proposta dal Frd. Interessante questa tangente che taglia le filmografie, con l'obiettivo puntato sulla società. Dopo nove anni, torna al 'Rofum Ralph Nelson. Nell'anno 1968, poco prima del suo più celebre, il regista newyorkese era già sul campo, con frecce scagliate contro la "Scienza moderna: aggressiva tecnologia, coscienza meccanizzata": "I due mondi di Charlie" (t.o. "Charlie").

Mare Sicuro

Sala Valéry memore del ciclo dedicato a Monica Vitti, da due mesi al Verano. La spigliata e complicata interprete, nel 1969, impreziosì una commedia rosa, irrimediabilmente finita in dramma, scritta e diretta da Alberto Sordi. "Amore mio aiutami", sotto gli svolazzi d'una passione ossessiva, nasconde ipocrisie e stereotipi maschili e di tutti.

Vreso in giro

Poi alla fine l'ho visto quel film che credo m'abbia suggerito Simone impanicato "da buon milanese" (31 tiri nel nulla di Giove vivo l'altrieri sera). Respiro. E' un file video con "Mike Cahill" (1979) e "Another Earth" con pure l'anno 2011 quindi "Riproduci con" trovandomi nel bel mezzo di un marasma planetario. Ahhhf. Pare ci sia qualcuno lassù, belle copie, forse. Con finali migliori, magari.

Fuori corrente

In mezzo a cotanta autorialità, nella sala Valéry si aggirano minori che non stonano nemmeno. Come "Barquero", del 1970, diretto da Gordon Douglas (1907-1993), regista newyorkese con lunga quanto variegata "gavetta", un western che poggia su sceneggiatura e interpretazioni robuste e accattivanti.