¡A la mierda!

Poi bisogna chiudere forzatamente con Ruben Östlund. Sempre di fino non si può e il regista svedese mette su celluloide senza falsi pudori e imbarazzi, lo scempio d'una società sempre più naufraga di spettacolo. "Triangle of sadness" fa così ridere che lascia una ruga impietosa. Nessun rispetto per chi non sa cosa sia.
(depa)

Autore è l'attore

Anche Frank Capra ha voluto dire addio alla "Valéry" per il suo contributo. L'ultima volta, si è presentato con "La grande sparata" (t.o. "The strong man"), film muto del 1926. Prendeva le misure, il regista emigrato e speranzoso, in mano metro e metronomo. Le interpretazioni travolgenti, slapstick, battevano il tempo.

Spack One

Domenica che, in realtà, cominciò nel segno di Clint Eastwood, o meglio, di Don Siegel. Il duo storico, cinematograficamente parlando, produsse anche il primo capitolo di una saga che risuona nelle orecchie degli ultra quarantenni: "Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo!" (t.o. "Dirty Harry"), del 1971, è un poliziesco avvincente per intreccio ed estetica, col protagonista, sì, già "vera cargona", ma che ancora non ammorbava il proscenio.

Giallo Gemonio

Quella trascorsa una decina di giorni fa è stata, sì, una giornata "Corbucci". Ma era iniziata con Bruno, fratellino minore del parente più celebre che lasciò segni in western e commedie (scomparso esattamente 32 anni fa). Infatti, il canale "Cine34" propose una delle commedie (poliziesche, si fa per ridere) più riuscite di Bruno Corbucci, così ben cucita sul fisico, sulle smorfie e sulle esclamazioni, lombarde d.o.c.g., di Renato Pozzetto: "Agenzia Riccardo Finzi...praticamente detective", del 1979, lo lecchi come un gelato.

Dollarentola

Parliamo delle ultimissime apparazioni nella significativa, storica, insostituibile sala Valéry. Folle abbraccio cinematografico, che poteva congiungere Pozzetto e Capra. Frank Capra venne a trovare Elena, mal ciapo', e me, già inscatolante, col suo "Signora per un giorno", l'originale, quello del 1933. Commedia affettuosa, ancora mollemente credulona nei rapporti di classe, dove le svettano le migliori interpretazioni.

Paura del Boom

Ieri è stato decisamente una domenica Sergio Corbucci. Regista tra il buon mestierante e l'inatteso autore, il romano diresse commedie che, nel bene e nel male, manutengono la sua vis caciarona e satirica quanto il ricordo dei migliori attori italiani del XX° secolo. "Di che segno sei?", del 1975, ricorda anche le penne notevoli di quella "stagione".

Il tempo, la terra

Il freddo nelle ossa, ci respinge verso Franco Piavoli e la sua ricerca di particelle umane, che giunge al gioioso sgomento settimanale: "Domenica sera", del 1963, ha inaugurato una serata dedicata ai corti del poetico regista di Pozzolengo. Il trascorrere del tempo e dello spazio nei versi affini della Settima Arte.

Non capire

Tutti a bere criticamente, domenica pomeriggio, tra una scatola e l'altra, ho preferito passarla con Sydney Pollack. Il regista mi ha circondato di rum, donne e tavoli da poker. "Havana", del 1990, è un romanzo d'amore al centro, con la rivoluzione cubana attorno. Bildungromance d'un americano. Giocatore, donnaiolo, fancazzista come tanti, Robert Redford vedrà l'amore e oltre attraverso gli occhi di un sentimento di giustizia inesprimibile.

Davanti a un piatto

Nella "Valéry", sere fa, si cercava una pellicola ma leggera, da tenersi addosso nel primo freddo dell'anno. Tra le ipotesi, spicca nuovamente il nome di Ettore Scola. Può andare, tessuto caldo sui casi propri che ogni animo sensibile, e non, si porta appresso, dalla trama genuina, dalle fantasie vivaci. Buon appetito, "La cena", del 1998, si può anche mangiare, coi suoi appetitosi stuzzichini.

Baby is business

All'"Ariston" per "Broker", di Hirokazu Kore'eda. Il regista giapponese, la cui filmografia è sotto la lente del fidato "Foglio", prosegue il suo viaggio fuori patria, ritornando però al tema, a lui caro, del legame di sangue. Sfruttando, non a fondo, uno dei tanti, assurdi e disumani, servizi che i moderni Stati offrono. Commedia leggera, picarescamente tra le piccole-grandi tempeste famigliari.

Falla e ti aspetta

Dopo mesi, torna Josef von Sternberg. Il raffinato quanto spregiudicato autore viennese, nel 1941, realizzò una delle sua opere più ispirate. Arte cinematografica consolidata, fatta di intensi travolgimenti, cui grandi e piccole donne e uomini inconsapevoli si uniscono. "I misteri di Shanghai" sono quelli d'ogni Babilonia.