Ben instradati ormai sui sentieri dell'Horror, è stato facile accettare l'invio dei ragazzi del'"Altrove". Il secondo titolo della rassegna sui Mostri, organizzata presso l'oggi “TiQu”, intitolata appunto “Monstrum”, “qualcosa di spaventoso, do bizzarro…”, ha previsto “Frankenstein contro l’uomo lupo”, del 1943. Diretto dall’irlandese statunitizzato Roy William Neill (1887-1946) è il “quinto capitolo della saga del rinato col chiodo in testa, primo crossover tra eroi e mostri vari…
Segreti non richiesti
Ancora cinema tedesco al “City”. Elena carica di domenica pomeriggio si fionda, d’altronde è un “Premio della Giuria” a Cannes 2025 che ci aspetta. Le nostre due curve emotive si allontaneranno…Lei soffrirà l’artificiosità dell’opera seconda della berlinese, classe 1981, Mascha Schilinski. Mentre io mi lascerò affabulare dal doloroso echeggiare de “Il suono di una caduta”, ancora e sempre annunciata (t.o. “In die Sonne schauen”).
Educazione nazista
Quindi ci siamo recati al "19’’" per riprendere il discorso con Fatih Akin, stavolta in sala. L’ultimo film del regista tedesco di origini turche è un intenso e rigoroso racconto storico, ambientato nel finis terrae delle guerre del Führer. Titolo scontato, ma è proprio attraverso gli occhi di bambino ancora innocente che, ne “L’isola dei ricordi” (t.o. “Amrum”, è l’omonima tedesca), il regista guarda l’assurdo che accecò le generazioni passate.
Zeri e giuda
Con l’ultimo film di Fatih Akin nelle sale, l’occasione è ghiotta (vegan raw) per risalire alla scelta dei ragazzi del “Soul Kitchen” di piazza dell’agnello, così spesso frequentati. Pellicola del 2009, il sesto lungometraggio del regista di Amburgo è una commedia leggera, ammiccante, non priva di critica verso il feroce mondo del commercio (ristorazione). Ma...
Maledetta maternità
Poi una qualche sera di marzo siamo tornati a casa ancora in forma. Quindi nella sala Navetta è partita la proiezione horror, “zerofatica” o “spegnicervello” si dica. Dallo schermo e sullo schermo, ma anche proprio fuori dallo schermo. “Ring”, “Ringu” per i sardi di Pavia, nel 1998 rese celebre all’estero il regista nipponico Hideo Nakata (classe 1961), che indicò la "nuova" strada per il cinema del terrore d’una volta.
Squali tra le cosce
Sì anche “Piranha II – Paura” (s.i. “The spawning”), del 1982. Abbiamo lasciato J. Dante per incontrarci con la “vecchia” quigiovanissima bolp James Cameron, in compagnia di chi? Quel Ovidio Assonitis cui abbiamo da poco azzoppato le qualità nel piovrolone.
Concessioni miltari
Allora, con Elena, l’idea era quella di approfondire l'horror, in particolare del biennio viola 1970-80. Poi c’è stata la traiettoria dei film squaleschi. Inevitabile, sempiternamente ricordato dai suoi più celebri mostriciattoli, bussare alla porta di Joe Dante, tra le firme da conoscere. Al suo primo domicilio: anche “Piranha”, del 1978, si rifà facendo. O facendo rifà? Da scoprire.
Optimus e orche
Questa cosa degli shark movie sta prendendo il largo. Pure una piovrona, crudele e melomane, riemerge dagli incubi di Elena. Era sempre il 1977, quando uscì “Tentacoli”, una piccola-grande produzione italoamericana, che fece l’autostop al recente successo Spielberg. Nulla a che vedere, eppure…niente. Il regista Oliver Hellman, greco nato in Egitto nel 1943, è il produttore Ovidio Assonitis, in evidente stato confusionale.
Cineasy
Di tutto in questo febbraio. Anche ultimi tentativi televisivi. Con “Fatale”, sottotitolo italiano "Doppio inganno", del 2020, raccattato su qualche canale, conosciamo il regista cicagoano, classe 1976, Deon Taylor. Thriller black coi mezzi, Hollywood (Sacramento) dalla scrittura facile, fa rimpiangere qualsiasi autore incontrato di recente nelle sale…
La vita in mezzo
Un'altra pellicola nella sale ci riporta al 1977. Ma siamo in
Brasile, nel brutto mezzo della tipica dittatura militare patrocinata dagli USA. “Un’epoca piena di bizzarrie” vere e personaggi inconsueti, quasi a far
dimenticare l’horror esistenziale in programmazione nelle Strade. Con "L'agente segreto", del 2025, il regista Kleber Mendonça Filho, classe 1968 di Recife, s'intrufola negli interstizi degli eventi, come gli autori saggi.
A volte...
I film persi nelle sale si contano sulle dita di che? Sulle loro punte non sta nemmeno “Il filo del ricatto” (t.o. “Dead Man's Wire”), del 2025, che traccia il ritorno di Gus Van Sant. Ancora a raccontare le reazioni degli ultimi dinanzi ai primi, alla loro inspiegabile arroganza. A volte, come l’8 febbraio del 1977, davvero tutto va come dovrebbe. O quasi...
Agnes
Questa volta per Chloé Zhao. Sino al Sivori, tuttasalita, a cercare la conoscenza della regista cinese naturalizzata USA che ha fatto incetta di plausi e premi negli ultimi anni. Per nulla attirato da quella che parrebbe essere l’ennesima riesumazione di un eroe del passato in chiave romantica. Ma qui l’eroe è il genio. Quello del Bardo. Protagonista quindi è il teatro, che diventa vita. In “Hamnet”, un’ispirazione fantasiosa e suggestiva, quanto una moglie da avvolgere nell’oblio.
La scienza dei bulli
GhettoPeople è tornato con la rassegna “CINEMA e RESISTENZA”. Due appuntamenti in solidarietà a Mohammad Mansour e alla Resistenza Palestinese. La guerra, tra linguaggio e tecnologia. Nuove retoriche istituzionali si affiancano a nuovi strumenti di morte. Il secondo appuntamento in via Pirlotto a Sampi è stato attacchinato come a good american, ma “Zero Days”, documentario del 2016 del newyorkese Alex Gibney (1953), rende comunque bene l'ideologia di un perfetto difensore della patria americano. Spionaggio informatico: la guerra ibrida non è meno mortale.
Escamotage urbain
Sempre a gennaio, Elena ed io abbiamo seguito i ragazzi del CineLercari
sino ai “Cumba”, sotto “Spianata”. L’occasione è quella della rassegna “Il miracolo”,
che diventa d’oro facendo la conoscenza di Jean-Pierre Mocky, all’anagrafe Jean-Paul
Adam Mokiejewski: regista, attore montatore, sceneggiatore e produttore
nizzardo (1929-2019), ricordato come “anarchico”. Ma “Il miracolato”,
del 1987, non è certo mosso da etica rivoluzionaria…
Blitz mortali
Era ancora gennaio quando ci recammo a recuperare il rappresentante del cinema spagnolo all’ultimo “Cannes”, che tante lodi raccolse alla prima. Elena ed io ci accodiamo al “Premio della giuria” per una película originale e potente. Scritta e diretta dal galiziano, ma nato a Parigi nel 1982, Óliver Laxe, “Sirat” è un’esplosiva opera esistenziale, coi militari che non cessano di aggredire la vita.
Stupid White
Forse causa ultimo discutibile lavoro, nell’ultimo mese Elena ha ripercorso i primi passi di Jim Jarmusch. Per capire. Compiuto il notevole paso doble urbano inziale, il regista di Akron si cimentò nel western, trasfondendovi la sua poetica di spirito libero ed eterno vacanziero. "Dean man" è il fantasma dei morti ammazzati.
Hi-Fi Society
Sentire annunciare che Park Chan-wook è nelle sale col suo ultimo film, che fai? Ci vai. Nonostante gli sconsigli (“volevo uscire, è identico a quello…” (?!)), perché al regista coreano, alla sua roboante e vendicativa narrazione, siamo affezionati. “No other choice”, però, sa molto di già visto, recentemente, nonché di sentito: il mondo del lavoro come vasca di squali.
Ultras Libere
Sempre grazie a “Foglio”, all'attacco col quinto lungometraggio di Jafar Panahi. “Offside”, del 2006, parlerebbe di un gioco bellissimo, ma è costretto a parlare di patriarcato soffocante. La condizione della donna messa in fuori gioco da regole e strategie teocratiche che non cercano i sorrisi dei liberi, ma la grinta degli sgherri. Trofeo "Leone d'argento" in bacheca, con la disinvoltura del regista iraniano.
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