La vita in mezzo

Un'altra pellicola nella sale ci riporta al 1977. Ma siamo in Brasile, nel brutto mezzo della tipica dittatura militare patrocinata dagli USA. “Un’epoca piena di bizzarrie” vere e personaggi inconsueti, quasi a far dimenticare l’horror esistenziale in programmazione nelle Strade. Con "L'agente segreto", del 2025, il regista Kleber Mendonça Filho, classe 1968 di Recife, s'intrufola negli interstizi degli eventi, come gli autori saggi.
Si presenta con l'alloro della "Miglior regia" a "Cannes" questo film sulla memoria carioca e che rappresenterà il Brasile agli Oscar (se le polemiche passate abbandoneranno regista e autori).
Indifferenza fai da te, ma c’è il carnevale, samba fascista, che non sempre ti salva. “Il twist è la macumba dei poveri!”. All’incipit segue la “Parte I – l’incubo del bambino”, con la fotografia colorata e contrastata dei buoni film brasiliani. Avanza il disvelamento di particolari e intrecci. C’è il famigerato sgherro corrotto, scagnozzo da guardia Euclides (Oliveira Cavalcanti). Repressione sentimentale e clima tropicale creano un desiderio che si vede. Qualcuno sbadiglia, Elena mi chiede se lo trovo noioso. Eppure no. A chi avverte i crampi sentendo “golpe”, chiaramente, andrà a noia. Chi non ha il minimo interesse su come possa instaurarsi una democrazia tumorale tra gli omuncoli, vorrà vedere altro. Qui, invece, trattasi di sicari eletti e protetti. Qui siamo circondati da sergenti e colonnelli e…dottori. Alla scritta “Parte III”, qualcuno che non si cala nei tempi e personaggi, addirittura esce dalla sala, perdendone la “Trasfusione di sangue”. Figurarsi, poi, l’empatia col disagiato che scappa dal malavitoso, mentre il nostro scartabella in archivio…In quel folle 1977, anno della “gamba pelosa” e dei gatti dal doppio muso sfasato, due o tre personaggi di Recife, con tutta la Storia attorno. Per me il film vince proprio perché non calpesta i boulevard curati e sicuri delle tipiche pellicole brasiliane sul “Regime dei Gorillas” (1964-1985), cercando i cunicoli nascosti e bizzarri di relazioni su cui gli eventi sociali nefasti hanno gli stessi effetti di un 14 agosto sul Ponte Morandi.
(depa)

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