Questa cosa degli shark movie sta prendendo il largo. Pure una piovrona, crudele e melomane, riemerge dagli incubi di Elena. Era sempre il 1977, quando uscì “Tentacoli”, una piccola-grande produzione italoamericana, che fece l’autostop al recente successo Spielberg. Nulla a che vedere, eppure…niente. Il regista Oliver Hellman, greco nato in Egitto nel 1943, è il produttore Ovidio Assonitis, in evidente stato confusionale.
Grande perché con John Houston e “la partecipazione straordinaria di Henry Fonda nel ruolo del presidente” che ti chiedi come ci siano finiti. Piccola perché, nonostante l’impegno e la dedizione, il budget per sceneggiatura (Sonia Molteni!?) e interpreti non sono quelli hollywoodiani. Si dovette pagare anche Bo Hopkins. Musiche di Stelvio Cipriani, con le sei note della suspense ben consolidata. Poi uno zoppo si fa lasciare a pochi metri dalla battigia, mentre una mamma è china sul passeggino…Era il cinema nostrano di quegli anni.
Un’assenza è presente, ma non si vede. Ma Bill l’ha vista. Inquadrature oblique, stacchi inconcepibili, wow! Vai Turner! Scenografie subacquee geniali, non si capisce una fava (di mare)! Un tentacolo, due tentacoli! Lunghe sequenze di contorno, come la regata, si alternano ad altrettanto prolissi accumuli di tensione. Non privi di efficacia. Fermo immagine. Cattivo. Con tutti (nessuno) che guardano lo spettacolo, come nel “modello”. Una strage di bambini, non compiuta, ma arrossata dalla fotografia.
Infine venato di animalismo come non avrebbe mai fatto Spielberg. Solo se tutti liberi! W le Orche!
(depa)


Nessun commento:
Posta un commento