GhettoPeople è tornato con la rassegna “CINEMA e RESISTENZA”. Due appuntamenti in solidarietà a Mohammad Mansour e alla Resistenza Palestinese. La guerra, tra linguaggio e tecnologia. Nuove retoriche istituzionali si affiancano a nuovi strumenti di morte. Il secondo appuntamento in via Pirlotto a Sampi è stato attacchinato come a good american, ma “Zero Days”, documentario del 2016 del newyorkese Alex Gibney (1953), rende comunque bene l'ideologia di un perfetto difensore della patria americano. Spionaggio informatico: la guerra ibrida non è meno mortale.
Documentarista scafato, Gibney, oscar come miglior documentario nel 2008, sciorina un reportage accattivante quanto inquietante. Sempre attuale, con la maggior potenza militare che ancora imperversa, appunto, tra parole e cannonate. Incubo Trump è la cristallizzazione di uno sciovinismo mai allentato e pronto a tutto. Anche ad hackerare per uccidere. Il nesso tra un bit di silicio e la carne di un essere vivente, ben oltre il semaforo impazzito: ti faccio saltare i controlli di sicurezza di qualsiasi tipo di impianto: nucleare se ne ho voglia (nell’era della domotica, si entra in un horror). Col virus Stuxnet I buoni sono cattivi e i cattivi non lo sono come i primi. Il volto delle democrature imperialiste s’imbelletta dopo aver massacrato i suoi sudditi globali. Attenzione: il complotto è già in corso da anni. USA e ISRAELE esistono.
Nessuno allo Zapata, peccato. Eppure siamo in mezzo alla battaglia.
(depa)


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