Ultras Libere

Sempre grazie a “Foglio”, all'attacco col quinto lungometraggio di Jafar Panahi. “Offside”, del 2006, parlerebbe di un gioco bellissimo, ma è costretto a parlare di patriarcato soffocante. La condizione della donna messa in fuori gioco da regole e strategie teocratiche che non cercano i sorrisi dei liberi, ma la grinta degli sgherri. Trofeo "Leone d'argento" in bacheca, con la disinvoltura del regista iraniano.
“Per carità raggiunga quel minibus!”. Sono tifosi! Ma non interferite con le donne, le pregiudichereste i piani! Ehi, l’autista del bus se ne va! Che euforia! Allo stadio è diverso: “gridare, cantare, seguire il flusso” (soprattutto “maledire”). Ma non vi sono zone franche. Anche là, prevaricazione di genere, dominio, non si può fumare, né entrare. Lo ordinano ragazzi in uniforme, alle prese con Responsabilità, il Capo. Vi sono alcune tifose che piscerebbero addirittura nei bagni degli uomini (in mancanza d’altro)! Soldati, che conoscono bene quella società che hanno contribuito a forgiare, infettandosi a loro volta. Con sottile ironia, Panahi ci mostra come le incongruenze dei militari in servizio vadano poi a mescolarsi con quelle dei familiari di queste giovani ragazze. GOOOL! Grida, baci, abbracci, cori! I 3 minuti di tempi supplementari, secondo per secondo. E’ fatta! Iran in Germania. Botti nel pullman del ritorno! Basta repressione! Festa, si balla! LIBERTA’!
(depa)

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