Fremori e terrori

Il 12 gennaio, invece, Elena deve aver detto qualcosa tipo “ci vorrebbe una pellicola nordica”...Da subito con la mente a Roy Andersson e alle sue graffianti carrellate, ho sbattuto contro “Una storia d’amore”, del 1970. “Swedish”, così simile e diversa dalle altre. Tanta accecante bellezza, biondissima, un primo amore indimenticabile, in attesa delle future macchie di pelle adulta.
Gli svedesi sono tanti, milioni di milioni no, ma vari. Sensibilità diverse. In officina, il Medio D’Oro ispira gli aspiranti Fonzie. Hendrix sul muro, motocicletta 50cc in all-star, ma senza casco. La m.d.p. indugia sui tristi dettagli di personaggi dolceamari. Chi smania, chi soffre. Prime cotte, primissimi sguardi, quando gli ammonimenti di uomini soli sono un impercettibile fruscio di sottofondo. Con l’andamento spensierato della gioventù. Prime sigarette, seconde delusioni. Note vascheggianti per una Silvia dagli occhi di stella. Annika di pupille magnetiche. Si, il futuro, “sarà una gran festa”, a portata di mano! Ma il finale è amaro. Poveri gli adulti! E i giovani, sinché non lo diventano!
(depa)

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