Il prezzo dell'esercito

Altro DVD dall’archivio sopra “Principe”: dopo un film palestinese, a stretto giro uno israeliano. Mica perché brancoliamo tra gli estremismi, anzi abbiamo chiare responsabilità e strategie. Perciò ci piacciono i film come “Kippur”, 2000, autobiografico malinconico di Amos Gitai, che rincontriamo dopo 10 anni, con le immagini impietose e le riflessioni oneste.
[in EBRAICO 5.1] Prod franco-italo-israeliana. Si passeggia, si fa arte, si ama. Ma è il 6 ottobre 1972 e si è rappresentante di un esercito occupante. ‘Sti arabi, pure la scopata ti fan saltare… “E’ una guerra giusta”, gridano i giovani ufficiali. Ok, come no?, tra loro c’è che chi legge “L’uomo a una dimensione” e pensa di comprenderlo (invero, si sarebbe dovuto suicidare). Avanti. Anche un critico del consumismo può andare alla guerra, benché nella “Squadra soccorso e recupero”. All’inizio, i nostri paiono 2 soldati della nostra commedia postbellica. Ma è un film di guerra, che si tocca. Attimi apocalittici (lo specialista in trance) in un girato sul fronte che è tour de force che non sporca l’ottima fotografia. “La verità” ormai provata è che “non tutto fosse contro Israele” (I. Pappé). Che non ha mai dovuto usare prudenza, se non, raramente (sul piano diplomatico internazionale). “Professori e studenti mobilitati: coraggio!”, firmato “Università” (…). Poi le fasi intime e riflessive, tra le rievocazioni delle persecuzioni naziste subite dai genitori…
Che coppia, Weinraub e Ruso. Caos, sorpresa, confusione. Sotto l’elicottero, un minareto abbandonato. E vedendolo oggi questa determinata macchina del soccorso, un pensiero va ai palestinesi che ne sono stati del tutto privati (né medicinali, né acqua, né cibo). Fa male dirlo, ma per alcuni solo una parentesi da raccontare, benché autorialmente…
(depa)


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