Tutti a casa

Recensione XXXXVIII:
Ciao a tutti, in extremis, prima della proiezione di questa sera, mi accingo a riportare qualche impressione raccolta durante la visione dell'ultimo film della nostra immancabile rassegna: grande film di Luigi Comencini, "Tutti a casa", del 1960.

Che ne dite? Vorrei davvero sapere la vostra su questo film in cui il regista, nato a Salò e scomparso tre anni fa alla notevole età di 90 anni, ci ha regalato un piccolo gioiellino narrativo-storico. Con l'aiuto di un Alberto Sordi che lascia il segno ("meno mattatore..." ???) per la capacità di mettere in scena tutti i passaggi emotivi del sottotenente Alberto Innocenti. L'ufficiale italiano ci crede di brutto (non ha mai detto "Heil..!"), è ligio al dovere ma, piano-piano, i fatti lo costringono a far fronte alla catastrofe di un esercito senza comando; lo fa con dignità, per poi mollare quando proprio non c'è alternativa; diventa umano quando è lasciato solo dai compagni di specie; personalemente non vedo grandi meschinità da parte sua (anche senza mettere sull'altare la sua finalissima "redenzione"). Ma il film è un concerto di caratteri e personalità, figli delle tradizioni e delle situazioni contingenti. Ecco, Comencini padre ci porge, realisticamente e senza ghirigori, la naturale reazione delle vittime di quelle circostanze, le quali non possono, e non debbono, essere giudicate da un regista cinematografico che si propone di narrare le strade polverose di quei tempi. Attenzione: non sto dicendo che un'analisi dei fatti non debba essere fatta. Ma in altra sede, magari dai spettatori stessi, magari subito dopo la visione del film. Tale analisi risulterà più appropriata proprio grazie all'enorme lavoro sotterraneo di raccolta dati, indispensabile per allestire un'opera di tale valore. Ci sono le tradizioni locali, vi si trovano canti, credenze e modi di reagire del popolo italiano (e non, quelli di fuori). Le battute geniali dell'Albertone e degli altri grandi attori partecipanti sono un di più che impreziosisce questo grande.
Per gli amanti di Sordi obbligatorio, per gli altri anche (volete capire, o no, che l'arte cinematografica non si eredita geneticamente?...).
(depa)

ps: ci si becca stasse, per il primo anniversario! Auguri 'Rofum, e buon 49o incontro.

3 commenti:

  1. Il Prof. Sinigaglia disse:
    Ceccarelli-Reggiani: "sono proprio sfortunato!" ... " Tengo l'ulcera. Devo mangiare poco e spesso".

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  2. Non posso che ringraziare il buon Tigre per la qualità costantemente introdotta in questa nostra. Riconosco una grande sensibilità applicata alle distese dell'arte cinematografica.
    Ci voleva proprio una ventata di arte italiana apprezzabile quanto apprezzata.
    Thanks.

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  3. Io dico: "Signor colonnello, accade una cosa incredibile... I tedeschi si sono alleati con gli americani! Ci stanno attaccando!"

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