Il giro del Mondo in ottanta giorni

Flop XXXIX:
Auguri Cinerofum! Era il 29 Settembre 2009 quando ci incamminammo, all'inizio solo quattro imburruti senza barba, alla fine mini platea di una decina di persone che si danno il cambio per affrontare la lunga marcia della Settima Arte. Li elenco tutti? Dispersi e non? Ultimissi ed indecifrabili? Eccoli: Albert Aporty, Albert Monzy, Apix, Depa, Doris, Lelena, Elio, Fox, Lamichela, Paoletta, Tigre, Tommy Fish & Peco, Zippino.
Chi per una volta, chi per quasi tutte; un grazie va ad ognuno. Per la grande occasione vino, pasticcini e spumante! Alèèèèè! Ed una pellicola d'eccezione (si spera). Siamo ancora sotto l'effetto del ciclo rosa, del cinema al femminile, e le ragazze hanno scovato qualcosa di unico per una serata identica. Anche, forse, per ricordare il mitico viaggio intrapreso un anno fa, la chiavetta USB ci offre "Il giro del mondo in ottanta giorni", del regista londinese Michael Anderson (classe 1920, al suo quinto lavoro, di una decina), del 1956. Verso la fine del film, in sala scopriamo il motivo di questa proiezione: in una sala da ballo americana, una cinquantenne berlinese, ci mostra le sue gambe leggendarie. Marlene Dietrich. Dopo un po' spunta "The Voice" che suona il piano, non ci è sfuggito "Don Camillo" alla guida di un carretto...insomma non è "Via della Povertà", ma la palla al balzo presa dal produttore Mike Todd per mettere in bella vista la sua nuova tecnologia TODD-AO, simil-Cinemarama, in grado di rendere panorami e scene in movimento (eg: i bufali che attraversano i binari), quantomeno, con un effetto nuovo, che all'epoca spalancò qualche bocca tra il pubblicò. In tempi di 3D abbagliante, è stata una bella esperienza ricordarsi che il caro vecchio buon Cinema da sempre arranca e le prova tutte in fase di sperimentazione. Ed allora ecco, Jules Verne (e chi se no!?) che viene scomodato per l'ennesima volta; lui che fu il primo, 50 anni prima di questo film di Anderson, ad essere stato chiamato in causa, quasi sul letto di morte, dal quel mitico "Viaggio sulla Luna" di Méliès (1905). Quasi come se passasse il testimone alla nostra amata arte: "Vai avanti tu, sei l'unica...". Certo, non so se intendesse proprio un film in cui facili ironie stereotipizzanti si mescolano a banalità che taglierebbero le ali al sogno più terra-terra...Ma, forse, avrebbe apprezzanto l'intento, la molla, la ricerca fantascientifica dello stupore. Nei suoi libri la verità.
Per noi, un'occasione per scoprire questo tipo di pellicola, per poter dire al bar di sapere chi compare in 'sto film, e per vedere come il londinese David Niven, a metà della sua gloriosa carriera, ci mettesse il cuore in ogni opera.
Grazie alle "Girls" per l'inaspettata deviazione (e quindi più sorprendente!) sul tragitto stabilito. Facciamo però chei film con Le Grandi li scegliamo "noi" Boys; voi quelli con gli analoghi col pisellino, eh, se no ci aspettano tempi duri! ;)
(depa)

8 commenti:

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  2. Se si pensa che in un anno ne abbiamo visti solo 50 e che i film d'obbligo sono circa 1000... mi viene la depressione..... :-(
    Però non molliamo. NO.
    Per il film di ieri, mi limiterò a dire che è meglio di un calcio nei creapopoli. Guardatelo si, ma solo se prima avete telefonato a tutti i vostri amici e sono tutti impegnati in una riunione nella quale si decide se per andare in duomo è più conveniente la metro verde oppure farsi trainare da un cinese che passa sotto casa.

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  3. In attesa del ciclo “cinerofum al femminile”…

    Aspettando l’inizio ufficiale del nuovo ciclo pensato per il cinerofum abbiamo festeggiato il compleanno del nostro affezionatissimo appuntamento con una vivace e COLORATA pellicola
    (ha vinto un Oscar per la migliore fotografia) realizzata da un cast di attori piuttosto bizzarro e improbabile (un altro Oscar l’ha ottenuto come miglior film)
    Il primo personaggio che tutti (o quasi) abbiamo riconosciuto è il prete più famoso del piccolo schermo nostrano che per l’occasione veste i panni di un buffo cocchiere francese. All’anagrafe Fernand Joseph Désiré Contandin, meglio conosciuto come Fernandel, per noi italiani semplicemente Don Camillo;
    In questo fantastico viaggio in giro per il mondo può accadere l’impossibile e non deve sorprenderci se alla guida di un treno il conducente di turno si chiama Buster Keaton, chi?? Dai ragazzi quell’ometto che nei film muti che guardavo da piccola con mio padre si schiantava contro porte e vetrate… Da grande ho scoperto che non era un buffone qualunque capace di suscitare in me momenti di incontrollabile ilarità, ma un mito del cinema muto. Insieme a Chaplin ha sperimentato l’arte cinematografica prima che diventasse una forma d’espressione ben definita e che acquisisse le caratteristiche che oggi attribuiamo al cinema. Sono stati entrambi antesignani di tutte quelle forme di cinema e di teatro che poi con gli anni, grazie all’inserto del sonoro e delle nuove tecnologie si sono evolute in categorie precise, penso al genere comico, al cabaret…All’inizio non c’era alcuna distinzione, quello era il cinema!!
    A proposito di suono, un altro Oscar il film lo ottenne per la miglior colonna sonora e il brano eseguito al piano da Frank Sinatra può aver avuto un ruolo fondamentale per l’assegnazione di questo premio. Che stile!
    E infine lei, in questo caleidoscopico intreccio di luoghi e personaggi, compare la donna tanto attesa, Marlene Dietrich, non immediatamente riconoscibile, interpreta un ruolo marginale di
    pochi, pochissimi minuti, solo una breve comparsa, giusto un assaggino per far abituare il palato e gli occhi del pubblico maschile alle future proiezioni in cui le Donne (e che Donne) saranno PROTAGONISTE.

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  6. Innanzitutto che avete combinato stanotte su sto blog, non si sa...avete deparavato. Eh ma ci sta. Principiante (senso autentico) di tutto Buster Keaton, se vi dicessi che ve lo citai ai tempi in cui vedemmo qualche opera di Charles Chaplin, ma ebbi la stessa sensazione di quel tizio che mostrò Pamela Anderson ad un cieco gay? Spero che l'ottimo edit di Doris vi abbia stimolato maggiormente. Aspetto che lo proponiate voi. E' un po' come Beatles e Rolling Stones, c'è chi ha sempre detto che Buster supera tutti e chi, invece, è un ultras dell' U.C. Charlot.

    ps: Henriette, l'ultimo mezzo di Sir Fogg per tornare in Europa, è omonimo della madre della madre reale del protagonista, David Niven (che visse, tra l'altro sull'isola di Wight, che combattè con l'esercito inglese conquistando medaglie e che disse "mi pagano per giocare e travestirmi, come Peter Pan!", insomma questo 'avventura ce l'aveva nei globuli tutti). Volete una sfida tra lui e Sordi? "I due nemici" del 1962, di Guy Hamilton.

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  7. Dai ragazzi...a me ha ricordato tanto i film di Walt Disney tipo Mary Poppins!! Un vero ritorno al "passato" con la P maiuscola :D

    Grazie Doris....ci stava!!
    ...come preparazione alle prossime mattonate :D

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  8. Io approvo la proposta del DepRa, sono curiosa di vedere Mr Fogg (che ha ragone Lelena è troppo stile Mary Poppins)austero ed elegante recitare sullo schermo insieme a Sordi, camaleontico e "caciarone". Me lo immagino come un viaggio nel passato intrapreso da un Milanese autentico e da un Romano de la Garbatella...interessante no?

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