Diplomatiche internazionali

Dall’ultimo treno di DVD dall’archivio Marigrade, un film di Krzysztof Zanussi, conosciuto ormai una dozzina di anni fa a Trieste, che mi rende più simpatico il regista polacco. “Persona non grata”, del 2005, è una piccola ma apprezzabile produzione italo-russo-polacca. Buon intrigo diplomatico in mano ad abili interpreti: lo psycho-show di ambasciate e consolati è allestito.

La felicità non si parla

Poco nelle sale, Elena ed io finiamo con altri cinque nella piccola “FilmClub”. Per il Bhutan! A vedere la proposta “Agent of happyness” (s.it. "Il Bhutan e la felicità"), docu-film diretto a quattro mani dal bhutanese Arun Bhattari (1985) e la budapestina Dorottya Zurbó. Annunciato come valido ed ironico, è un lavoro ambiguo, dove le idee degli autori, se c’erano, si rivelano confuse e pavide.

Chi teta nu cianze

Ecco un altro squalone diretto contro il Cinerofum dal regista inglese classe 1966, specializzato (oua…) in action e horror, Marcus Adams: “Deep fear” (2023, s.i. "Dive to survive", s.it. “Squali negli abissi”). In questo caso, shark per una comparsa, tanto si è voluto condire con altre sostanze. A quanto pare, una 90-60-90 dovrebbe bastare in questo genere bistrattato…

A cercarsela

In questo luglio torrido, il Cinerofum non poteva evitare gli shark movie televisivi che gli giravano minacciosamente attorno. Il primo squalo è stato quello del recente “L’ultimo respiro” (2024, s.it. “Trappola negli abissi”), direzionato contro di noi dal regista svedese, specializzato in thrilling subacquei, Joachim Hedén (1967). Un relitto marino e tutto ciò che vi sta attorno: ragazzi in cerca di avventura e uno squalo in cerca di ragazzi. Per li genere, può bastare.

Meritato riposo

Dopo tanto cinema francese, d’essai et non, Elena ed io abbiamo bisogno di un purgante hollywoodiano, meglio se apocalittico. Quale occasione migliore per accogliere al 'Rofum il regista di penultima generazione (pagina 614 della “Bibbia”) Alex Proyas? Alla ribalta grazie ad un celebre morto sul lavoro, il regista di El Cairo emigrato in Australia si è attestato sul genere fantastico, raccogliendo botteghini e poco altro. “Segnali dal futuro” (t.o. “Knowing”), del 2008, è un tipico esempio di disaster movie senza pretese, tranne quelle degli autori. Unico risultato: fascinazione.

Cuori fragili

Un altro DVD dall’“Alliance” francoitaliana di via Garibaldi, pur senza sottotitoli, ci ha comunque spinto a reperirne una versione intelleggibile (è sul Tubo). Non male “La belle personne” diretto e scritto nel 2008 dal bretone, classe 1970, Christophe Honoré. Nell’“Età fragile” dei primi amori, una bella persona può far più danni di Carlo in Francia…

No autoinviti

In piena francomania cinematografica, su “Prime” una pellicola culto del 1969 diretta da Jacques Deray, con la quale il regista di Lione arrivò al grande pubblico. Attorno a “La piscina”, con la gran coppia di protagonisti, Alain Delon e Romy Schneider, passione e tragedia sono quasi inevitabili.

Un militare in un golpe

A 25 anni dall’uccisione di Carletto Giuliani, non me la sento dell’ennesima parata auto appagante. Piuttosto, corro col cinema al giorno del golpe cileno del 11 settembre 1973: “L’hangar rosso” del regista cileno, classe 1978, Juan Pablo Sallato. A quanto pare, la Violenza di Stato può scioccare anche i parà più decorati…

Metamorfosi hollywoodiane

Visione post prandiale di un luglio torridissimo, in sala Navetta un DivX di Clint Eastwood proveniente dall’Anonima Cineteca S. Brigida ambientato nell’arida della Grande Depressione. Dal romanzo omonimo, “Honkytonk man”, del 1982, è l’ennesimo travisamento della realtà da parte dell’autore californiano, come molti suoi colleghi di Hollywood così intriso della retorica dell’American Dream da riuscire appassionante solo ad un pubblico in "formazione" o...mai cresciuto.

Narciso e Boccarossa

Completato il dittico di Marco Ferreri proposto dall’Anonima Cineteca S. Brigida con “I love You”, del 1986. Ancora provocatorio, il regista milanese limò la sua arte sino a ridurla ad un fischio. E una voce che, obbediente e compiacente, ti dirà sempre “Ti amo!”…

Traiettorie deviate

Sempre per un po’ di lingua francese nell’orecchio (felpata), qualche sera fa “Foglio” ha reinvitato Bruno Dumont al Cinerofum. Il regista francese si conferma firma autor(evole?)iale, abbandonando i didascalismi sociali, pur condivisibili, degli esordi per dedicarsi al lento logorio esistenziale dei due protagonisti di “Twentynine Palms”, del 2003. Echi di Haneke e Denis, il cinema dell’Europa centrale è in quell’anfratto.

Puoi colorarlo

Quarto e ultimo appuntamento del ciclo intitolato “Venere”, organizzato dai “CineLercari”, è stato “Uccelli, orfani e pazzi”. Pellicola del 1968 follemente grottesca, travolge col suo infantile caos di piume e stracci, di fango e fotte. Siamo all’ingresso del memorabile sentiero della Nová Vlna cecoslovacca, dove a far gli onori c’è il praghese Juraj Jakubisko (1938-2023).