Sempre per un po’ di lingua francese nell’orecchio (felpata), qualche sera fa “Foglio” ha reinvitato Bruno Dumont al Cinerofum. Il regista francese si conferma firma autor (evole?) iale, abbandonando i didascalismi sociali degli esordi, pur condivisibili, e lasciandosi trasportare dal lento logorio esistenziale dei due protagonisti di “Twentynine Palms”, del 2003. Echi di Haneke e Denis, il cinema dell’Europa centrale è in quell’anfratto.
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Quarto e ultimo appuntamento del ciclo intitolato “Venere”, organizzato dai “CineLercari”, è stato “Uccelli, orfani e pazzi”. Pellicola follemente grottesca, travolge col suo infantile caos di piume e stracci, di fango e fotte. Siamo all’ingresso del memorabile sentiero della Nová Vlna cecoslovacca, dove a far gli onori c’è il praghese Juraj Jakubisko (1938-2023).
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