In piena francomania cinematografica, su “Prime” una pellicola culto del 1969 diretta da Jacques Deray, con la quale il regista di Lione arrivò al grande pubblico. Attorno a “La piscina”, con la gran coppia di protagonisti, Alain Delon e Romy Schneider, passione e tragedia sono quasi inevitabili.
Jean-Paul, bicchiere d’acqua sdraiato a bordo piscina (pausa alcolica). Sa fare i grattini sulla schiena, per i quali Marianne va in estasi. Una coppia ancora in pieno trasporto ormonale. Ma, inaspettatamente, arriva Harry e, ancor più sorprendentemente, ha una figlia. Diciottenne. Pénélope da Losanna (è Jean Birkin…). Nella coppia scattano gli sguardi, rivelatori di una fiducia tutt’altro che riposta. Sospetti e gelosie a complicare. Ex scrittore, pubblicitario annoiato, “ragazzo viziato”, Jean-Paul non si distrarrà nemmeno per un’irruzione di una trentina di sciamannati (e scatenate) da Saint-Tropez. “Ci sono sere in cui tutto è permesso, non è importante”. Se lo dice Jean-Paul…Paura ed eccitazione, provocazioni di coppia. “Gattamorta, insopportabile” Marianne, sentenzia la tradizionalista e competitiva Elena. Ma, tant’è, la tragedia è pronta, cotta a fuoco lento, nonostante la carne sul. Senza alcuno scotto. D’altronde, come se nulla fosse accaduto è il dogma dei borghesi, non solo annoiati.
(depa)


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