Ed eccoci all’ultimo provoca(nte)torio appuntamento di questa provvista autoriale agostana. Dal “genio assoluto contemporaneo” Alain Guiraudie, altro regista occitano (Aveyron, 1964), “Lo sconosciuto del lago”, del 2013. Per nulla thrilling è un erotico, omo, che esplora con una certa freschezza e profondità, non priva di d’ironia; rigorosamente guardone.
Misure di sé
Guardiamo la programmazione nelle sale per i resti dell’estate. Ne esce un film francese, bene, con Angelina Jolie, uhm, e Louis Garrel, e vabbè andiamo. La parigina classe 1976 Alice Winocour, “Couture” (2025) fa capolino nel backstage del feroce ballo mascherato delle fashion week (...), drammi e sogni di giovani e meno giovani donne. Scrittura sapiente per non cadere nell’ovvietà.
Armature
Già consigliato da SimonMi, ora anche passato, “Chien de la casse”, del 2023, è un film sull’amicizia con cura e intensità che colpiscono se scritti e diretti da un regista esordiente: Jean-Baptiste Durand, classe 1985 del sud della Francia (Hérault), sembra meritare una sua futura pagina web enciclopedica. Vedremo…
Corse annebbiate
Dal rifornimento di SimonMi anche l’occasione per progredire con Hou Hsiao-Hsien. “Millenium mambo” del 2001, è un vezzo artistico dalle tonalità uniche, un poster da pied-à-terre radical chic. L’abulia dei protagonisti rischia di invadere gli spettatori che giungevano dalle precedenti sale hongkonghesi…
Inconsolabilità e cane lurido
Visione pomeridiana con Mino in sala Navetta per introdurre tardivamente al ‘Rofum il regista ungherese, scomparso quest’anno dopo lunga malattia, Béla Tarr (1955-2026). “Perdizione”, del 1988 ha le fattezze di una pietra miliare.
Finis, tutti a casa
Il prezioso SimonMi ha portato alcune chicche in sala che non potevo lasciar lì. Come “Goodbye, Dragon Inn”, del 2003, decimo lungometraggio che accogliamo su Rofum' del regista anagraficamente malese, artisticamente taiwanese, Ming-Liang Tsai. Ripresentato a Venezia nel 2019, chissà se la sala si svuotò per riempirsi di altre assenze…
Cartelli vuoti, popolo muto
Dopo essere stato colpito in piena coscienza dall’ultimo film di Jude Radu, l’occasione per conoscerlo meglio è arrivata, che ve lo dico a fare, dal buon SimonMi. A ritroso nella filmografia del caustico regista rumeno, abbiamo impattato contro “Non aspettarti troppo dalla fine del mondo”, Premio della Giuria a Locarno 2023. Allucinante desolazione umana e sociale.
Crescere
...e qui arriva un’infornata agostana di tutto rispetto. Partiamo dal noi ormai apprezzatissimo Hou Hsiao-hsien. Cinese esponente di punta della "New Wave" taiwanese, nella sua variegata filmografia anche delicate pennellate ozuiane a raccontare i padri e i figli, la campagna e la città. Come “In vacanza dal nonno”, del 1984.
Mensonges d'amour
Anche in lingua francese (da "Prime"), può capitare di dover trattenere Elena…dall’abbandonare la visione! Che passa per la mente di certi cinefili, convinti di dover vedere ciò che si aspettano di vedere? Il cinema non è così. Ti può chiedere di pazientare e, quindi, apprezzare maggiormente la curva disegnata dagli autori. Prendete “L’uomo fedele”, scritto, diretto e interpretato nel 2023 da Louis Garrel, il figlio, può storcerti il naso (sì, il film, fisicamente!), ma anche raddrizzartelo (…) come a dire: “Rappelez-vous, nous sommes français”, porgendoti un divertente amaro film sentimentale sul maschio cornuto e mazziatissimo.
Il Sol della Polizia
Nulla nelle sale che non richiedano di mettersi delle cuffie audio (per?). In Sala Navetta, con Elena, a volgerci al cinema dell’Estremo Oriente. Da “Foglio” una proposta, che “taiwanese” non è, e che supera le mobili frontiere nazionali per approdare in Vietnam. Pellicola del 1984 diretta da Ann Hui, “People boat” è un accorato quanto sgomento affaccio dietro le quinte di una vittoria sedicente comunista.
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