Come la sabbia

Per rimanere nel cinema francofono che sia Cinema, quale modo migliore che rivedere Marcel Carné? Il maestro francese dei drammi individuali e, quindi, sociali, nel 1939 rincrociò la poetica di Jacques Prévert annunciando l’“Alba tragica” (t.o. "Le jour se lève") di un assassinio ormai diffuso.
Un omicidio? Già le chiacchiere fantasiose mischiano gli elementi. Tutto chiaro, ma non grazie a François, per nulla collaborativo (ma “tranquillo”, mica “un violento o un ubriacone”). Il presunto assassino, che non è cieco, risale alle circostanze che han condotto ai tragici fatti: solo 12 ore prima andava a morire in fabbriche disumane. Sotto assedio, i ricordi corrono alle circostanze che portato a tutto ciò. Il padre…ma sarà vero?! Prévert lo sa. Donna scorpione, col pungiglione rigonfio di Gelosia, che è il sottotitolo di questo classico (diagonale e ai bordi) del realismo poetico. “Gli assassini sono ovunque…per le strade!”. “Come la sabbia” che ti s’attacca nella mortifera fabbrica, miseria e degrado ti si infiltra negli stracci. Ma ecco che arrivano la celere a sgomberare e “i ratti” lancia gas sui tetti. Quello che fa piangere, stordire, un uomo già morto.
Grazie a SimonMi per il rifornimento.
(depa) 

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