Il Sol della Polizia

Nulla nelle sale che non richiedano di mettersi delle cuffie audio (per?). In Sala Navetta, con Elena, a volgerci al cinema dell’Estremo Oriente. Da “Foglio” una proposta, che “taiwanese” non è, e che supera le mobili frontiere nazionali per approdare in Vietnam. Pellicola del 1984 diretta da Ann Hui, “People boat” è un accorato quanto sgomento affaccio dietro le quinte di una vittoria sedicente comunista.
Il secondo film da noi visto della Hui, nata in Cina da padre cinese e madre giapponese, poi emigrata a Macao, quindi ad Hong Kong, ne conferma la grandezza. Incipit con le immagini festanti e militaresche della Liberazione di Danang da parte dei vietcong (29 marzo 1975). Poi i titoli di testa e Akutagawa, fotoreporter giapponese acclamato e presente al tempo dei fatti, ritorna nel Vietnam a vedere che piega ha preso il radioso avvenire. Fra incontri e conoscenze, repressione e fucilazioni, si scopre che i canti gioiosi dei bambini erano pura propaganda. In particolare, La Nuova Zonza Economica n° 16 era tutta una montatura del governo per ingannare emissari e testimoni stranieri. Disvelamento a colpi di cadavere. Solidale con gli oppressi (non tutti traditori!), quanto impietosa con ogni divisa che s’intrometta nella Libertà, la pellicola della Hui colpisce per la fotografia dai contrasti forti e l’andamento schizofrenico d’ogni rivoluzione già tradita. Cessato il furore, oggi i tempi dovrebbero essere maturi per non definirla una pellicola reazionaria, anzi…
(depa)

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