Ed eccoci all’ultimo provoca(nte)torio appuntamento di questa provvista autoriale agostana. Dal “genio assoluto” Alain Guiraudie, altro regista occitano (Aveyron, 1964), “Lo sconosciuto del lago”, del 2013. Per nulla thrilling è un erotico, omo, che sonda con una certa freschezza, profondità non priva di spruzzi d’ironia, autorialmente guardone.
“E’ ancora un po’ moscio” capolavoro, quantomeno dei traduttori. Franck, giovane ex fruttivendolo, si reca spesso in una spiaggetta appartata di un lago circondato dal verde. Poi ci si aggira, nelle frasche, a caccia (di orgasmi). Uno sguardo tra i rami sull’annegamento al crepuscolo e il thriller è fatto. E disfatto. Guiraudie va matto per le inquadrature fisse, un po’ meno per le panoramiche (menomale vista la fauna). Tanto una bella tripletta di basanotti spiaggiati con sguardo in camera te la becchi. Un cicinin voyeuristico, con SimoMi ci siamo scambiati riflessioni SMS a sufficienza sulla necessità di mostrare (tun, come m’ha stroncato col pennarello BLUE). Scene singolarmente hard che mi ricordano che la provocazione può conquistare i cuori (anche dei cinefili). Girato interamente in una spiaggia per nudisti, figo, ma il thrilling? Magnum P.I. è una mantide religiosa che non vuole testimoni, né ambasciatori. Il killer diventa seriale e allora a posto così, con tutte le voglie godute. La vittima che chiama l’assassino, mai visto, come un finale che stuzzica. Mi dicono dalla regia che, dopo quest’esordio, il pur tecnicissimo regista Guiraudie ha smesso di farsi le pippe. Vedremo, poiché è certo che, se il nostro cinefilo della Barona ci propone un regista, noi ce lo succhiamo tutto.
(depa)


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