Fregola con carne
Elena chiede di vedere un Fassbinder. Cose dell'altro cinema...il nostro. Permessi per le Sale, la "Valéry" s'attrezza. Da altra produzione televisiva, sempre sempre la stessa messa in scena dei contrasti forti dell'anima. "La moglie del capostazione" (t.o. "Bolwieser"), del 1977, mi ricorda Rainer Werner Fassbinder.
Passato Pressa
Diretto dal cagliaritano classe 1913, Anthony Wileys, ehm, Mario Sequi, un titolo quantomeno intrigante. "Gli uomini dal passo pesante", del 1965, è una produzione italiana che suona bene anche in americano (?), "The tramplers". Merito di regista, collaboratori e una banda di ottimi interpreti, nessun paura dei primi piani.
USA tremens
"Iris" propone, Cinerofum raccoglie. Nel 2008 i Fratelli Joel e Ethan Coen si prodigarono in un divertissement in salsa spy. "Burn after reading" (s.i. "A prova di spia") è commedia senza fronzoli; cogli orpelli estetici, ironici quanto pungenti, dei due grandi registi, quello , ma senza bucare. Non il loro più "strutturato"...
Young boarder
Nella sezione "Independent Korea" dell'ultimo Festival del cinema coreano di Firenze, ha partecipato anche l'attore-regista, classe 1979, Lee Hwan. Suo secondo lungometraggio, "Anche i giovani contano" (t.o. "Young adult matters", "Eo-reun-deul-eun mul-la-yo"!), del 2020, è un racconto ai limiti delle adolescenze urbane. Tanto chiasso, molto spreco.
Turbe ferme
Rincontrando, nella sezione "Orizzonti Coreani" dell'ultimo "Florence FF", il regista Hong Sang-Soo (1960), si può nuovamente soffrire della sua impalpabile leggerezza. "La donna che fuggi" (t.o. "The whoman who ran"), del 2020, turbe femminili, è stato votato "Insulso, *" da uno spettatore severo...
Famiglia gelo
Difficile rimanere incolumi all'avvolgente e angosciante cinema di Rainer Werner Fassbinder. Percorrendo i suoi lavori per la [TV], si scoprono preziosi terribili scorci sui mattatoi della terra, sui mortiferi marchingegni del pensiero: "Selvaggina di passo" (t.o. "Wildwechsel"), del 1972, avvisa tutti di una rivoluzione violenta.
Piccoli amici grandi
Risalendo la filmografia di Andrej Tarkovskij, si passa per il celebre mediometraggio, del 1960, con cui il regista sovietico si diplomò all'istituto cinematografico di Mosca. Prime foto d'infanzia, che poi svilupperà, coi colori dell'immaginazione. "Il rullo compressore e il violino": una giornata fantastica, rovinata da un lockdown, non fermerà il cinema.
Tornare è morire
Ritorno al Western. Ma a quello singolarmente autoriale di Peter Fonda (1940-2019). Il primo dei tre lungometraggi dell'attore e regista newyorkese, figlio d'arte, di avi genovesi, che scrisse lo splendido spensierato cavalcare, stavolta ci racconta d'un tribolato ormeggio in porto, non più possibile. "Il ritorno di Harry Collings", 1971, finirà come scritto nei destini dell'Ovest.
Vuote a prendere
Il tempo beve energy drink. Quanto è passato dall'ultima volta che Rainer Werner Fassbinder bazzicasse il Cinerofum? Un lustro... .. . Matti. Quindi ci ritroviamo, almeno io, a bere distrutti in una baracca da soldati, a guardare, donne e uomini che si dimenano, rotolandosi in amori di poltiglia: "Pionieri a Ingolstadt", sceneggiato [TV] del 1971.
Piazza pulita
Nella sezione "Orizzonti coreani" dell'ultimo Florence Korea FF, era ospitato anche "Innocenza", del 2020, scritto e diretto dal sudcoreano, classe 1977, Park Sang-hyun. Esordio alla regia che conferma-ribadisce la maturità della scuola cinematografica coreana, da cui ormai ti aspetti sempre di più, ma senza lamentarti. Thriller che finisce in aula, senza risentirne.
Gretabla
Al Trieste Film Festival 2021, tra i "DOC." anche l'angosciante quanto stimolante (per i non dormienti) "Paesaggio zero" (2020) dello zagabrese, classe 1988, Bruno Pavić. Uno può girarsi dall'altra parte, ogni giorno, ma Moloch Irrisolto resta lì, immobile, a ridere della sua colpevole assassina retorica filiale.
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