Pochi luoghi pei bimbi

Al cinema per l’Iraq che grida. Al piccolo cinema City di vico Carmagnola in programmazione “La torta del presidente”, scritto e diretto nel 2025 dall’esordiente iracheno Hasan Hadi. Regia naturalmente sensibile, viva di colori, per un neorealismo d’essai: “Camera d’Or” meritata.
Vai al cinema, di corsa, ma quanto dell’“USA” dei produttori è rimasto inciso nella pellicola? Vediamo. 1990, le sanzioni che tolgono cibo e farmaci al popolo (embargo di antibiotici), mica ai regnanti. I colori sgargianti dei secchi, sporte, tuniche, puntellano armoniosamente il paesaggio. Riprese sinuose, non prive di difficoltà tecniche (quelle acquatiche, ecco, forse lo zampino, in questo caso innocuo, dei fondi stellestrisce). C’è anche il rosso della cresta di un gallo quando, la sera, alla luce della lanterna, Lamia ripassa la lezione sulla barca di famiglia (che lei stessa pilota a 9 anni). Il lavaggio di cervello di ogni Nazione (la scuola è lì per quello). Obbedienza. Bambini, splendidi bambini, specchio del fallimento degli adulti. La storia di Mahsdi, il postino, Nonna Dibi, volata via…personaggi che solcano l'emozionante scenografia, con l'abbondanza di oggetti senza valore ad arricchire esistenze degne di essere vissute. Affidamento? Fuga! I rombi incombenti di aerei invisibili, poi apparsi. Dialoghi ben scritti. “One day in town” ostile e malsana per i cuccioli di uomo. Pure alle giostre! Fortunatamente, Hollywood non è all’orizzonte.
(depa)

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