Era un mercoledì sera al “Sivori”, ritorniamo al cinema statunitense del giorno d’oggi. Ma...! Per una firma norvegese, al quarto lungometraggio, che si dimostra matura, drammironica, intrigante. Kristoffer Borgli, classe 1985 , con “The Drama” (s.i. “Un segreto è per sempre”), si presente come nuova firma graffiata.
Un incontro, già ossessione. Sorda! Una storia diventa una storia, o due (come minimo). Ancora Pattinson nei panni di un illusione rose e fiori che diventano spine e cannoni. Sit-com poi scatta il gioco dei segreti (mai farlo). Già visto, anche di recente (sempre USA), ma no, son cazzate! Cugini invadenti, incubi (o sogni) di stragi. Bigotteria d’alto bordo, anche a me viene da ridere. Ancora i portici delle scuole frequentate dalla californiana classe 1992 Alana Haim e da altri bianchi. Gli schiaffi, sul più bello! Invero la materia si fa sempre più scomoda e scottante. Non è imbrogliona la socialità, le relazioni, sane e volontarie. Un bigotto psicanalizzante come pochi. La scenografia è importante, ché rivela la classe che si arrovella sulle “questioni sociali”. Meccanicismo psicobanalitico, povera Emma. L’intreccio potrebbe apparire volatile, ma il regista è capace di ancorarlo. Ai vomiti degli ottimi interpreti. Non si dovrebbe mai vedere una donna piangere…
(depa)


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