Tempi di recuperi estivi. Nella mezza manciata di pellicole sfuggiteci quest'anno, c'è stata "Past Lives" (2023). Pollice in su da Marigrade, mi ritrovo nel cortile del "Ducale" con un paio di cuffie in testa. Come se i dogi dormissero ancora. Vabbè, l'esordio alla regia della sudcoreana Celine Song, classe 1988 emigrata in Canada, convince per cura e delicatezza. Sballottati dal capitale in veste di "impegni di lavoro" e "realizzazioni", ecco grandi amori che fermentano in rimpianti autobiografici.
Itching thrilling
Classici e chicche dalla "Anonima Distribuzione Santa Brigida". Ad esempio, per Brian De Palma, la prima categoria trova in "Omicidio a luci rosse" (t.o. "Double body", 1984), un esemplare indelebile. Ode alla suspense e alle prurigini, a tutto ciò che ha suonato, e suona, sui colori carnosi e sanguinei del grosso telo bianco.
Il lavoro brucia
Balzando all'indietro, abbiamo concluso il miniciclo di tre proiezioni firmate Ridley Scott. Non certo un crescendo. Ad ogni modo, dopo l'ultima commediucola provenzale, "Il genio della truffa" (t.o. "Matchstick men"), del 2003, emerge come tra le più riuscite del londinese. Soffiate le recente lezioni nolaniane su nevrosi e smarrimenti, le declama a modo suo, in elegante e assillante galoppo.
Lasso per caso
Dal "grande perfezionista, autore di classici del cinema; dalle azioni spettacolari e complesse", Michael Curtiz, ci si aspetta qualcosa di più. Ma vedere nuovamente l'ungherese emigrato cimentarsi ancora nel western, genere allora più in voga, permette di intravederne il "mestiere". D'altronde, "Lo sceriffo senza pistola" (t.o. "The boy from Oklahoma", 1954), è un personaggio così poco carismatico da chiedere il contributo a tutto il set.
A tuono tra pazzi
Ieri sera era proprio da distopia. Manco a farlo apposta, che il canale TV Iris, all'interno della rassegna "L'altra dimensione", presenta una pellicola di culto pei miei coetanei: "Mad Max - Interceptor" (1979) del regista australiano George Miller, classe 1945. Evitata sinora, mi è toccato ammetterne l'atmosfera tangibile e coinvolgente, senza però unirmi alle grida disumane dei furiosi.
Quadri fermi
Ottima abitudine intercalare hollywoodianate con qualcosa di più. Che, ad esempio, alla voce "Slovakia", può venirci suggerito da "Foglio". Fratello minore, poiché successivo, del lavoro postumo di A. Munk, eccolo un vero fotoromanzo dall'oltremondo, album fotografico di uno ieri irriconoscibile: "Immagini del vecchio mondo", del 1972, di Hanák Dušan, regista classe 1938, di Bratislava.
Ricchi di love
Causa problema audio, così caro al rombante Ridley Scott, con Elena in sala Negri siamo saltati all'anno 2006 della sua filmografia. "Un'ottima annata" (t.o. "A good year") è una commedia sentimentale con il miliardario Russel Crowe che riscopre la calma in una vecchia magione di famiglia e ritrova l'amore nella micia ferita Marion Cotillard. Bisogna aggiungere altro?
L'orrido cosciente
Risalendo la filmografia polacca suggerita da "Foglio", si fa tappa al 1963. In quell'anno, Andrzej Munk (1921-1961), due anni prima scomparso in un incidente di ritorno da riprese ad Auschwitz, ivi ambientò il suo ultimo atto d'accusa su sopraffazione e indifferenza. Incompiuto, terminato da collaboratori, tra cui ufficialmente Witold Lesiewicz (1922-2012), "La passeggera" ne ha guadagnato in fascino, permettendo di riconoscervi un capolavoro del cinema.
Il lavoro uccide
Un inatteso DVD della rediviva "Anonima Santa Brigida" permette di darci una botta con Ridley Scott. La prima è fragorosa. Col "Il gladiatore", del 2000, il regista londinese tornò alla sontuosa spettacolarizzazione. Da un soggetto convincente, un peplum kolossale che fa brillare gli occhi, tremare i timpani. Tra i più riusciti di Scott Sr.
La fine del grano
Giugno senza western, luglio galoppa ai ripari. Ieri pomeriggio ho fatto la conoscenza di Arnold Laven (1922-2009), regista statunitense che, oltre ad una piccola casa di produzione, non lasciato grossi segni su pellicola. Ma "Geronimo!", del 1962, un po' tardivo nei temi, è ancora in grado di intrattenere con la classica letteratura dei vincenti del Lontano West.
Oh mio zio...!
Chiudiamo giugno col provocatorio eroico "Hardcore" di Paul Schrader, del 1979. Dopo aver sondato i sindacati, il regista delle alienanti perversioni (...) mise i panni di padre devotissimo con figlia a pecora. Il risultato è una robusta azione diretta, senza contare su altre "forze".
Mentirsi
La scorsa settimana, il giugno delle sale si è concluso con una firma agognata. Nuri Bilge Ceylan, regista di Istanbul che ha già lasciato il segno sul Cinerofum, col suo ultimo lavoro, "Racconto di due stagioni", del 2023, si allontana dal paesaggio per concentrarsi sulle minime bugie, i minuscoli tradimenti verso se stessi. Verso gli altri.
Amore terrorista
Famelici sulle orme di Leos Carax e, soprattutto, Denis Lavant. Quindi in sala "Negri" il pulviscolo luminoso colora il telo bianco di "Rosso sangue" (t.o. "Mauvais sang"). Interessante film di genere e di rottura, del 1986, noir sper e sent-imentale, rivisto con la lente post Nouvelle Vague del regista parigino.
Soffocati
Questo mese, col compare SimoMi, ci siamo attaccati alla giacca della nostra ultima fiamma registica, Michael Haneke. Nel 2001, nel romanzo della connazionale, classe 1946, Elfriede Jelinek, il regista austriaco trovò il terreno fertile, melmoso, in cui piantare l'appuntita m.d.p.. Proiettato in sala "Negri", "La pianista", Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2001, ribadisce un regista magistralmente terrificante.
Sviolinata di classe
Raminghi sopra via Acquarone abbiamo recuperato, assieme alla mitica Carlotta e al nostro guest Matte (grazie a entrambi!), una commedia che, nel 1999, fece furore: "Notting Hill". Regia di Roger Michell, britannico nato in Sudafrica nel 1056 e scomparso nel 2011, in una commedia romantica dal successo assicurato dal soggetto distensivo, dalle star Julia Roberts e Hugh Grant e dalla soundtrack "I love 90s". Botteghini frantumati dal pubblico in cerca di favolette svaganti. "Ricchi e poveri", da Fratelli d'Italia al gay pride: yes You can!
Il ballo in voga
Tutto ebbe inizio con un "C'è solo un sudamericano, un cileno credo, al massimo spagnolo...". Appuntamento, quindi, davanti all'"Ariston". Biglietto fatto, la durata su internet?...Regia di Enrico Maria Artale, ok, con Margarita Rosa de Francisco e Maria Del Rosario Barreto Escobar, ok, ed Edoardo Pesce...vabbè. Produzione...gelo sulla tempia: è un film italiano. Attimo di panico, vòlto in ottimismo: "non è detto, vediamo". Ripagato, ché "El paraíso" del regista romanissimo, classe 1984, qui al secondo lungometraggio, si inserisce nei rari film nostrani correttamente sporchi e attenti. L'alienazione figlia dipendenze farmacologiche.
Nano climbing
Sempre dalla distributrice anonima di Santa Brigida, un DVD che ci permette di andare alla radice registica di Paul Schrader. Dopo quattro sceneggiature, nel 1978 lo statunitense si sedette dietro la m.d.p. in un film sociale, politico. "Tuta blu" (t.o. "Blue collar") mette in scena la lotta operaia che, con l'arbitrato vigile del sindacato, si fa guerra tra poveri.
Agenzia Infamie Corruzioni
Giorni fa, proiettando in solitaria un DVD dell'"Anonima Santa Brigida" difficile da somministrare a Elena, ho rincontrato Sam Peckinpah. Non nel suo abito migliore, checché si provi a. Semmai, "Killer elite", del 1975, segna il precoce crepuscolo del crepuscolo, il buio dell'autore al maschile per andronomasia. In evidente difficoltà nel passaggio dagli speroni ai semafori.
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