Nuovi Soli

Rispettosamente entusiasta verso il "nuovo" Josef von Sternberg muto, che sprigiona un autore ancora più raffinato di quando (de)cantato, proseguo con "Le notti di Chicago" (t.o. "Underworld"), del 1927, intenso gangster movie, coi caratteri che prendevano statura.

Tipo che scorre

Ancora da Ste una proposta pregiata. Summa di alcune autorialità, tra cui fa capolino una nuova intrigante conoscenza, "Ten minutes older: The trumpet" è un film collettivo di sette registi, in sette episodi. Visioni del tempo, dalle menti sparse di: Aki Kaurismaki, Victor Erice, Werner Herzog, Jim Jarmusch, Wim Wenders, Spike Lee, Kaige Chen.­

Mud & Sun

Pesce d'aprile pescato dal porto di San Pedro (L.A.), dagli splendidi docks di Josef von Sternberg. Il regista viennese, emigrato a Hollywood prima di altri e capace di "sontuosi drammi psicologici", nel 1925 esordì con lo splendido affresco dei "Cacciatori di salvezza", Figli del fango in cerca di luce, testimonianza di un autore sensibile e, ancora, indipendente.

"Stupendamente vano"

Appena finito di vedere un'altra proposta dal Frd. Interessante questa tangente che taglia le filmografie, con l'obiettivo puntato sulla società. Dopo nove anni, torna al 'Rofum Ralph Nelson. Nell'anno 1968, poco prima del suo più celebre, il regista newyorkese era già sul campo, con frecce scagliate contro la "Scienza moderna: aggressiva tecnologia, coscienza meccanizzata": "I due mondi di Charlie" (t.o. "Charlie").

Mare Sicuro

Sala Valéry memore del ciclo dedicato a Monica Vitti, da due mesi al Verano. La spigliata e complicata interprete, nel 1969, impreziosì una commedia rosa, irrimediabilmente finita in dramma, scritta e diretta da Alberto Sordi. "Amore mio aiutami", sotto gli svolazzi d'una passione ossessiva, nasconde ipocrisie e stereotipi maschili e di tutti.

Vreso in giro

Poi alla fine l'ho visto quel film che credo m'abbia suggerito Simone impanicato "da buon milanese" (31 tiri nel nulla di Giove vivo l'altrieri sera). Respiro. E' un file video con "Mike Cahill" (1979) e "Another Earth" con pure l'anno 2011 quindi "Riproduci con" trovandomi nel bel mezzo di un marasma planetario. Ahhhf. Pare ci sia qualcuno lassù, belle copie, forse. Con finali migliori, magari.

Fuori corrente

In mezzo a cotanta autorialità, nella sala Valéry si aggirano minori che non stonano nemmeno. Come "Barquero", del 1970, diretto da Gordon Douglas (1907-1993), regista newyorkese con lunga quanto variegata "gavetta", un western che poggia su sceneggiatura e interpretazioni robuste e accattivanti.

Ultima sinfonia

Ultima opera di Andrej Tarkovskij, del 1986, "Sacrificio" ne incorpora la maestria di sempre, la speranza che vien meno. Oscurati e oppressi dal terrore atomico (quanto tempo!), pellicola e protagonisti, si disperano nell'angoscia, come un isola abbandonata.

Tutto bello

Rimaniamo nei piani alti. Con Claude Chabrol, nei suoi luoghi, nella sua arte. Con "L'amico di famiglia" (t.o. "Les noces rouges"), arriviamo al 1973, nel pieno dell'attacco portato al centro della sua borghesia. Tutto falso, tranne la morte.

Soave ritardo

Dall'amico "Foglio", una carta con la mappa della Georgia, allora URSS. Entra in Sala Valéry Otar Iosseliani, classe 1934 di Tbilisi, col suo film più celebre. "C'era una volta un merlo canterino", del 1970 appartiene alle schiere dei nuovi cinema, freschi, anticonvenzionali, musicali.

Mort vert

Ancora fuori Parigi con Claude Chabrol, nelle sue ville di campagna, dove possono succedere (succedono) molte cose, o magari una, come il riccio, ma grande. "Stéphane, una moglie infedele" (t.o. "La femme infidele"), del 1969: matrimonio crogiolo bollente di coppie infiammabili, unica fuga un criminoso e calcolato raptus.

Abbiamo capito

In TV danno un film di Sam Mendes, dal cast stellare. So cosa mi aspetta, Hollywood nella sua versione più agghindata. Passo lento ammiccante, "Era mio padre" (t.o. "Road to Perdition"), del 2003, il secondo lungometraggio del regista di inglese, si struscia sull'appeal del primo. Scottandosi con un genere che devi saper girare (e riscrivere).

San Van, torn!

Il Cinerofum, fantasma digitale (?) che s'aggira per la rete (!), ricorda Ralph Nelson? Eh? Uizkomenò. "La collera di dio", del 1972, conferma un regista capace nello spettacolo e nel messaggio (richiesto mai!), quindi in grado di mescolare i toni; tanto ci pensa Robert di Bridgeport.

Notte Unica

Resistere è un temine caro a Robert Bresson. Difficile, però, trattenersi dal proseguire la passeggiata al suo fianco, braccio forte ed affettuoso, un verso poetico, un'idea di libertà. Nel 1971, per "Quattro notti di un sognatore", come le bianche dostoevskiane, pedina artisti e suicidi di sempre, scorgendovi vita e morte appassionatamente avvinghiati.

In-attesa

Prolungandoci con Claude Chabrol, Elena ed io siamo finiti a scherzare sui "seriosi" spy movie hollywoodiani. Chiacchiere da café, mantenuto il nostro inequivocabile stile, chiaramente non dovete prenderci troppo sul. "Criminal story", 1967.

Grimaldello

Prendo spunto solitario dalla recente rassegna in pellicola, organizzata dagli "Ex-Altrove", ve li ricordate? Il primo appuntamento fu con Robert Bresson, che non vedevo da quattro anni. Sempre un piacere, impeccabile firma cinematografica, nel 1956, materializzò una della sue pietre più preziose: "Un condannato a morte è scappato", è urlo acquattato di libertà, gesto furtivo verso la fuga. In testa frulla il meraviglioso essenziale.

Gigogo

Seguendo la tattica, cara ad Elena, dell'insistere con l'autore per assimilarne gli elementi peculiari, in sala Valéry ha imperversato Claude Chabrol. Abbiamo attaccato con "Landru", del 1962, storia macabra vera: guerra, miseria e avidità generano mostri, buffi quanto efferati.

Vicini di sfruttamento

Da un nuovo compagno cinefilo, altre porte sconosciute. Aperte su proposte immaginabili. Finisco così, tra i primi di Brian De Palma, autore prolifico da riscoprire nel suo lato più turbolento. Come in "Hi, mon!", del 1970, scalpitante satira sociale, intraprendente viaggio nel mezzo filmico, al cuore del razzismo.

Scarpe di Saint-Germain

Nove anni che non vedevamo Marcel Carné. Dai tempi magici dell'"Oberdan"...E' stato un piacere, quindi, ritrovare la vibrante firma parigina, con una pellicola, tra l'altro, diversa dalle precedenti. "Peccatori in blue-jeans" (t.o. "Les tricheurs"), del 1958, si butta nelle inquietudini post-adolescenziali della città sua "Ville Lumière".

Chirurgia pezzata

Non per questo molliamo. Senza fuorviarsi dai termini, sì sensibili ultimamente, coscienti resistenti signfica non farsi ammaliare da, né respingere acriticamente l'"Ascella Assassina" scritta e diretta da David Cronenberg nel 1977. "Rabid" (s.i. "Sete di sangue") è un film dell'orrore in carburazione.