Mancanza di atto

Nel tardo pomeriggio di ieri, dopo l’incredibile discesa ligustica di Alvarùs rodense, con Elena all’ “Ariston”, e il suo magnifico pubblico, per vedere come se la passa ultimamente Mike Leigh. Il regista ottantaduenne, dopo quasi trent’anni dalla sua Palma, col nuovo “Scomode verità” (t.fr. “Deux sœurs”, t.es. “) torna alle sue indicibili rivelazioni, non è una società per addolorati.

Avanti solo

Il 3° appuntamento con la rassegna “Ecce Nanni” prevede il terzo lungometraggio del regista di Brunico, nonché la terza tribolata fatica di Michele Apicella. “Sogni d’oro”, del 1981, finisce per mandarti a letto.

Prega vuoto

Poi, tra il cinema indipendente pescato sui  canali digitali, abbiamo tirato in barca "Tendaberry", del 2024, di Haley Elizabeth Anderson...in cerca di parole non trovate.

Moonee tra le stelle

Col mini contratto stipulato con “Mubi”, ci è capitato sott’occhio il nome Sean Baker. Colpiti dagli esordi indipendenti e artigianali del regista del New Jersey, è stato con cambio automatico che ci siamo instradati verso “Un sogno chiamato Florida”, del 2017 (t.o. “The Florida project”). Stessa idea, qualche mezzo in più: la scrittura e la sensibilità di Baker raggiunge toni e colori stridenti del miglior neorealismo.

Form'azione stop

Anticipato positivamente da Mino, avvallato da Elena, con Marigrade non abbiamo potuto esimerci dal recarci all’“Ariston” per vedere “Bird”. Regista della seconda età, classe 1961, l’inglese Andrea Arnold, anche attrice oltreché sceneggiatrice, col suo 5° lungometraggio ha mostrato la capacità dietro la m.d.p., il coraggio dinanzi ai fogli. Qualcosa di già visto, però, che tracima sulle immagini.

L'insapore del cuore

Nelle sale anche un africano. Il nome del suo autore è Abderrahmane Sissako, regista mauritano già incontrato e apprezzato dieci anni or sono. Con “Black tea”, del 2024, prende e va in oriente, assimilandone colori e visioni. L’incontro tra culture, a volte, comporta una perdita da entrambe le parti: melò sterile.

Fidarsi è peggio

Carne al fuoco nelle sale, tra cui l’ultimo piatto di Steven Soderbergh. Tra alti e bassi, il maturo regista di Atlanta passeggia disinvolto nello spy movie. “Black bag” ha il sapore del cinema antico, con l'aggiunta di innovazioni tecniche aggiornate.

Italiani buddisti

Il Prof. inoltra e informa sulla rassegna "Ecce Nanni" dedicata a Nanni Moretti => con Elena nella “Sala 1” del “Sivori”, quasi piena, per l'esordio cinematografico del regista e attore romano: "Io sono un autarchico", del 1976.

"Il perché della rassegna? La scelta di Moretti si spiega da sola [meno male…] Abbiamo voluto tornare alle origini, stasera con una rarità, difficile da trovare...Gli anni’70 e ’80 non furono così tragici per il cinema italiano, ma non solo” (L. Malavasi)...

Posizione di coscienza

Ieri sera, per il 4° appuntamento con “Cinema e Resistenza” organizzato dai “Ghetto People”, pure Elena allo “Zapata” di Sampierdarena. In programma “Inch’allah”, film del 2012, scritto e diretto da Anaïs Barbeau-Lavalette, regista canadese, classe 1979, qui al 7° lungometraggio. Dall’introduzione…“metafora” (“allegoria!”) dell’occhio occidentale dinanzi alla morte (genocidio), ma concretamente sul campo, al centro dell’occupazione israeliana, dove prendere posizione è un dovere fisico.

Zippo e Pollo

Il 2025 verrà da noi ricordato, anche, come l’anno in cui approfondimmo  la conoscenza di William Friedkin. Da un bianco e anonimo DVD trovato in “Santa Brigida”, l’ultimo film del regista dell’Illinois scomparso nel 2023: “Killer Joe”, del 2011, è un testamento cinematografico invidiabile. Dall’opera teatrale omonima, datata 1993, scritta nonché adattata dallo statunitense classe 1965, Tracy Letts, un cupo thriller accattivante e ben ritmato. Sullo sfondo marginalità e degrado, che generano affari sporchi, perversi, non così dissimili da…

Chefatigante

De paso
, ancora un western come pillola distraente e nulla più. “L’arma della gloria” (t.o. “Gun glory”), del 1957, ci fa scambiare due battute con Roy Roland (1910-1995). Il regista nato a Brooklyn, da ebrei russi emigrati, non ha scalfito il selciato cinematografico, ma comunque disseminato lo scorso secolo di decine di cortometraggi (anni ’30) e pellicole di serie B (’40-’60), come questa. La “MGM” non lo ha mai snobbato.

Primo istinto

Ogni tanto è bello andare al cinema senza pretese. Rilassato, attendendosi il pubblico peggiore, quello di François Ozon. Ma sotto "Sotto le foglie" (t.o. "Quand vient l'automne"), si nasconde un buon intrigo chabroliano.

Speranze di stagione

Ancora Yasujiro Ozu, finché il canale "Raiplay" ne ha e ne da, e oltre. "Inizio d'estate", aka Il tempo del raccolto del grano”, del 1951, è l'ennesima prova di sensibilità non solo cinematografica, del regista giapponese.  

Loro, di Napoli

In televisione un Dino Risi "Da non perdere" che, nella giornata di pasqua di guerre, Elena ed io non ci lasciamo scappare. "Operazione San Gennaro", del 1966, ribadisce un disinvolto autore di commedie, qui sorretto dalle migliori maschere del cinema nostrano.

Grandi successi

Ma anche avanti con Yasujiro Ozu che, nel 1957, ne combinò una delle sue. L'ultima in bianco e nero (disponibile su "RaiPlay"). "Crepuscolo di Tokyo" è una perla intatta.

Assurdi State

Scroccando su “PrimeVideo” per approfondire Michael Haneke. Passando, appunto, anche per la TV, ambiente sperimentale caro ai “nuovi registi tedeschi”. Nel 1997, il regista vivente dell’alienazione celebrò Kafka con la trasposizione del suo romanzo più calzante: “Il castello”.

Storie sbagliate

Stavolta, nelle sale, davvero un regista cinese che fa cinema fa quarant’anni. Già colpiti dall’originalità e pulizia estetica di Jia Zhangke, mostrata sei anni fa, ci siamo fiondati in tre nella  intima “Filmclub”, insolitamente gremita. “Generazione romantica” (t.o. “Caught by the Tides”), del 2024, è un affascinante puzzle visivo su amore e rimpianto.

Sicurezza mai

Nelle sale cinematografiche l’ultimo di Robert Guédiguian, regista per il quale un cenno con Marigrade ci fa ritrovare nella “2” del “Sivori”. Anche per Jean-Pierre Darroussin e, soprattutto, Ariane Ascaride compagna d’una vita, i grandi interpreti delle commedie o drammi politici del regista marsigliese. Invece, “La gazza ladra” rivela il tocco delicato di chi non vuole scontri, ma solo incontri.

Catastrofe di Stato

Presso il nuovo "Zapata" di via Pirlone a “Sampe” (GE), è iniziata la nuova rassegna “Cinema e resistenza” organizzata da "Ghetto People": cinque proiezioni in sostegno alla lotta del popolo palestinese. Si è partiti con “Al  Nakba”, del 1997, diretto dal Benny Brunner e Alexandra Jansse. Lungo e articolato documentario, disponibile in rete, che permette di risalire alle radici del sionismo: colonizzazione etnico-religiosa ai danni di una popolazione da sterminare.

Istinto di razza

In televisione passa un Michael Mann che ha lasciato il solco. Chissà poi perché. Uno dei registi più sopravvalutati, iniziamo a dirlo, nel 1992 dimostrò né più né meno di essere pronto per il botteghino. “L’ultimo dei mohicani” è un blockbuster romantico d'avventura, misero sul piano narrativo e, sorprendentemente, ancor più su quello visivo. Il prestigio di Mann traballa.