Nel mese di novembre, travolto dal vento dell'Ovest, Il Cinerofum ha comunque trovato l'occasione di invitare Franco Zeffirelli (1923-2019). Il regista fiorentino, nel 1996, traspose in celluloide la "Jane Eyre" della Brontë Charlotte. Il risultato fu un alito nordico sopra cenerì infuocate. Ma le lezioni dei maestri della Settima, che Zeffirelli sguarda ad ogni inquadratura, paiono ancora necessarie.
Testapiede
Mino osanna, "Iris" consegna. A più riprese il nostro ci ha parlato de "L'ultimo boy scout" (1991) di Tony Scott, come il non plusultra del genere action movie (cui il ciclo televisivo è dedicato). Certo, si ride sulle fulminanti battute cucite addosso a Bruce Willis, si seguono le incredibili avventure di questa buddy fiction scoppiettante. Ma io non ho mai tradito Axel...
Fluoro rosso
Ho già incontrato Joaquín Luis Romero Marchent. "I tre implacabili", del 1963, viene indicato come il primo Spaghetti Western italospagnolo. Primo secondo terzo, al Cinerofum interessa solo quante volte ha riso, si è emozionato, lo riguarderebbe. Molte, che inizia ad essere vera e propria famiglia, quella di Marchent e Suoi, simpatica e affiatata.
Asteroidi Umani
Torniamo un attimino alle lezioni di Storia. Del Cinema. Abbiamo di recente conosciuto August Blom. Il regista danese, tre anni dopo la sua catastrofe atlantica, costruì una striscia di pellicola che avrebbe dato il là a molte altre filanti (Meliés vigilava). "La fine del mondo" (t.to. "Verdens Undergang"), del 1916, è un fantascientifico come si deve. Dove l'orrido, ancora una volta, non è dal meteorite, ma sull'uomo.
Colomba di guerra
Questa volta Anthony Ascott, Giuliano Carnimeo, ha doppia "t". Poi "m", "v" e "z", per completare "Uomo avvisato mezzo ammazzato...parola di Spirito Santo". Spaghetto western del 1972, fieramente pacchiano, offre personaggi che si reincontrerebbe ogni pomeriggio. Il potere ha i suoi generali, la libertà i suoi santi (falsi e truccati).
Western Youth
Perlustrando i territori del Mississipi, ho trovato "Il sentiero della violenza" (t.o. "Gunman's Walk"). Western sociologico del 1958, diretto dallo chicagoano (brbrb) Phil Karlson (1908-1985), riesce a star in groppa, senza stramazzare sulle polverose delle retoriche di frontiera. Nascita di criminali.
Hijo de Fuga!
Dopo l'umiliazione nell'ultimo derby, venerdì l'ho trascorso tra i miei western rassicuranti. Quelli dal taglio classico, con intreccio e interpretazioni solide. Nel 1965, il regista spagnolo Antonio del Amo (1911-1991), realizzò un bel capitolo della saga di Jesse James. "Solo contro tutti" è il figlio, Bill, che ne uscirà a suon di rabbia e determinazione.
Anidride viziata
Avevo letto che qualcuno, a Roissy, c'era ritornato. Premuta la mano di Elena contro la mia, l'ho introdotta in quei dintorni di orgasmi e sopraffazioni. Sfortunata. Nove anni dopo, per "Histoire d'O - Chapitre 2" (1984), dietro la m.d.p. si sedette il produttore del primo capitolo, Éric Rochat (1936-2005). Tutt'altra forgia, racconta di una Madame O appassita. Non certo nel corpo, ma nello spirito.
Amor Khan
Tun. Per puro caso (?), ieri pomeriggio, mi sono ritrovato in terra ucraina. Tra ussari polacchi e khan dei tartari, un pizzico lituano e un pugno di tedeschi. "Col ferro e col fuoco", del 1962, ci ricorda che, se il soggetto sta su, si può fare un ottimo film senza gonfiare l'installazione con vuota quanto superficiale opinione. Un racconto svolto con la posa del buon artigiano, qui Fernando Cerchio (1914-1974), documentarista, sceneggiatore della Val Pellice, dove amore, libertà, potere e violenza son scompigliati dalla nobile e santa Guerra. Cerchio "cinematografaro", ce ne fossero.
Che donna!
Ve lo dico io un capolavoro. "Un treno per Durango", del 1968, di William Hawkins. Altro che Los Angeles, il western che riporta al mondo, vien dalla Capitale. Ché si tratta di Mario Caiano (1933-2015), regista, sceneggiatore (e archeologo), romano. Dai peplum nei '60, ai polizieschi nei '70, passando per i western, presso i quali ha lasciato, per esempio, questa piccola ma preziosa traccia.
Amore comes tragico
Elena finalmente esacerbata dai dementi da talk show, dà una scorsa ai film in TV. Spunta Leo, ciao Leo! Pochi scherzi. Rispetto per l'artigiano della Settima, ignoto alle labbra dei più, che si fece le ossa con Browning, inventò la coppia Stanlio & Ollio, quindi filmò sino ai primi anni '60, raccogliendo 3 oscar (...) lungo il percorso. Con "Un amore stupendo" (t.o. "An affair to remember"), del 1957, il regista e sceneggiatore Leo McCarey (1896-1969), ottenne solo "nomination tecniche", che si stagliano, in questo melò da crociera, brioso e godibile; finché il sentimento non rapprende tutto, sceneggiatura compresa.
Clint sputacane
Diciamo che mi spiace. Rivolto la frittata, vado sotto. Colpa mia. Non capisco Clint Eastwood. Nella scheda a lui dedicata, Garrett Chaffin-Quiray, "scrittore e insegnante" di San Diego, spende due volte le parole "western capolavoro". La seconda per quella pallida cagata del 1985. La prima per questo, l'ennesimo del celebre attore, retorico e borioso: noioso film del 1976. "Il texano dagli occhi di ghiaccio" (t.o. "The outlaw Josey Wales"). Dialogo tutto sud-californiano (quasi tutti i maestri western vengono dell'East, NorthEast). Ve l'avevo scritto: irtissima, penosissima.
Patriarca Città
Proseguendo. Sentieri. Vagabondando. Lungo. Percorrendo. "Western". Nel 1972 fu girato "Il grande duello", spaghetto barocco, di quelli con la confezione elegante e il prezzo esoso. Il regista fu Giancarlo Santi, romano classe 1939. Cresciuto aiutante dei grandi, si cimentò qui nel suo primo di tre assoli. Non è andato lontano.
Pervasione
Ipotizzavo con François, poi con Claude. Son capitato con O. Parigi, Vichy, che differenza fa? Colpa d'Emmanuelle. Indizio: "I classici dell'erotismo per l'Espresso" (Ed. Tasc. Bompiani). Un po' di responsabilità pure al "Cielo", col suo ciclo "Voulez-vous coucher avec moi". Ieri sera è apparsa l'"Histoire d'O" (1975) di Just Jaeckin. O di Pauline Réage? O di Corinne Cléry? Erano in tre.
Dario's holiday
Avanziamo con Sergio Leone. "RaiMovie" inserisce nella trafila "Western" anche l'esordio e mezzo del regista romano. "Il colosso di Rodi", del 1961. E non ci va lontanto. In questo, che rientra nei "peplum", emerge il terreno comune alle due epiche. Col costante e ironico distacco dell'eroe, un crescendo di macchinazioni, massacri, strumenti di morte e cataclismi.
No chocolate
Vagabondando per il lontano Ovest, mi sono imbattuto in Jackson Calvin Padget. Sessantenne dall'accento che non mi convince. "Il pistolero segnato da dio" (1968), che poi è "Uragano West", è una lepre che, al veder cuccioli braccati, può farsi leone. Smascherato, la regia è perugina, il nome già incontrato: il poliedrico, in tanti sensi, Giorgio Ferroni (1908-1981), qui con un western pucciato nel tragico lirismo.
Little sense
Coi mattacchioni autori Spaghetti Western, puoi vedere film di tre registi diversi, che sono la stessa persona. Leggi "John Woods", non ti tiri indietro. Poi scopri che è Juan Bosch. Ad ogni modo, lo spagnolo di voglia da Star ne aveva solo una. Burlesque di cui, sin dal titolo, anche "Domani passo a salutare la tua vedova...parola di Epidemia", del 1972, è imbevuto. La scrisse e diresse lui, questa sgangherata e ridanciana corsa all'oro.
Repulisty
Leggo Sergio Corbucci e, già che sono in cammino, non mi fermo. Scopro anche che "Minnesota Clay" è un film chiave, assieme ad un altro, nell'autoformazione, del regista romano, nel genere in cui si consacrerà. Pellicola del 1964, assieme ad un'affiatata squadra di tecnici ed interpreti, mostra un primo, ma già atletico ed esperto, cowboy della cinepresa.
Fatica in due
Giorni fa, invece, è tornato Mike Nichols. Quant'era che non vedevamo il regista berlinese izzato dalla natura statunitense? Da due anni, col suo pauroso esordio. Con "Heartburn", del 1986, ritorna l'incolmabile orrido tra i protagonisti, gli "Affari di cuore", che il matrimonio espanderà. Un bruciore di stomaco chiamato "Mark" che non abbandona la disperata, e grandiosa, Maryl Streep.
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