Facile epatica

Nelle chiacchiere tra il quartiere Belleville e “Le Chalet Savoyard” si è caduti spesso su di un film italiano che pare abbia destato entusiasmi non solo nostrani. L’artefice è il veneto Francesco Sossai, già incontrato al TriesteFF due anni fa. La qualità del tratteggio nostalgico è ribadita. Con “Le città di pianura”, però, è la visione dell’efficace paesaggista a lasciare perplesso. L’introspezione cede alla guasconneria. Attenzione, però, alle saggezze da bicchiere.

OsSessioNOI

Proseguiamo la passeggiata con Roman Polanski che, nel 1972, aveva ancora una volta voglia di scherzare: “Che?” cosa accadrebbe ad una donna precipitata in un mondo fantastico? Niente di diverso che se, quel mondo, fosse reale. Eppure, la sua mente andrebbe così libera…ma tanto.

Moda mangia

Tornato dall’esposizione di Daniele Ratti degli inestricabili interessi tra Israele e Italia, che impediscono a questa di prendere posizione contro il nazi-sionismo, ci vuole il clima più distensivo che il cinema possa offrite: il musical hollywoodiano. Su “TV2000”, con gran stile e un cicinino di arguzia, torna per la seconda volta la coppia Stanley Donen e Audrey Hepburn: “Cenerentola a Parigi”, del 1954, è cucito sulla “Funny Face” (t.o.) della celeberrima protagonista, ma con lei c’è un sessantenne poco meno famoso…

Non si sa!

Senza scordare i registi culto degli anni ’80 e ’90 del XXI° secolo. Pronunciare “John Carpenter” comporta sentirsi rispondere “Cosa?”. Sul ‘Rofum si può ribattere con “il suo sesto film”: “La cosa”, l’horror del 1982, quello con Kurt Russell. Ciò che ti aspetti che sia.

Amori unici

Nelle sale, ad ottobre, anche un film giapponese del 2024 dal titolo bugiardo: “Super happy forever” del regista Koehu Igarashi, al suo quarto lungometraggio. O meglio, quelli davvero felici sono i momenti diventati ricordi, o restati desideri. Se non originale, fattura apprezzabile (con buona pace di Elena!), per un dolore inesprimibile.

Ironia nella Sorte

Partiamo dall’ultimo visto nelle sale, che è anche l’ultimo, nonché il 10°, di Yorgos Lanthimos. Regista per il quale abbiamo preso una cotta mica male. Gone to Hollywood e stabilitovi, abbandonato il bisturi ghiacciato, torna al lato svagato pure-troppo della rappresentazione. "Bugonia": come dire, “anche due orologi rotti uguale possono indicare l’ora corretta”. Così sconsolato da abbandonare ogni analisi e, anzi, ribaltandole in preoccupanti, quanto noiose, fantascienze dell’assurdo? Il dente di cane di molossi chiamati Godard & Bunuel giace per terra.

Via, lontano

Sale cinematografiche affollate da pellicole straniere che, come sapete, prediligiamo. Quindi, figurarsi, se Mino & Elena propongono di vedersi alle 16 di sabato al “Sivori”, per una pellicola mediorientale…con la Schygulla! Siamo già lì. “Yunan”, scritto, diretto e montato dall’esordiente ucraino di origini libanesi Ameer Fakher Eldin (1991), è un raffinato quanto addolorato film d’esilio e sradicamento.

Piazzole mute

Da una chiacchiera al “Grim” con un passante partenopeo, che ringraziamo per la proposta, con Elena eccoci nuovamente dinanzi al cinema italiano d’oggi (pure pagato, 4,99€!). L’esordiente Edgardo Pistone, classe 1990, con “Ciao bambino” per un cinema che ricominci dalle fondamenta. Piccolo e intenso, onestamente dalla parte degli ultimi.

Complicanze dovute

Al cinema per Darren Aronofsky, nonostante i pregiudizi per gli scorci intravisti di questa ultima uscita. “Una scomoda circostanza” (t.o. “Caught Stealing”) quando ci si trova in una sorta di commedia gangster sul destino quasi beffardo: non ridere troppo, per non perdere la pelle. Temevo peggio, divertente e ben fatta.

Leonardo & Affini su Hanood

Nella grande Sala 1 del “City”, in una quindicina per il recente “Leone d’Argento”, scritto diretto e montato dalla regista tunisina, classe 1977, Kawthar ibn Haniyya. “La voce di Hind Rajab” grida uno dei tanti episodi di inumana violenza perpetrati dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Una vocina, braccata e spezzata dagli eserciti degli Dei Guerreggianti, e da coloro che li armano, che resterà per sempre.

Curva d'infanzia

E anche quest’anno Roger Donaldson è riuscito a intrufolarsi. Il regista australiano farebbe di tutto per giungere sul Grande Schermo, anche scrivere, dirigere e produrre un film come "Indian" (s.it. "La grande sfida”), del 2005. Biografico affettuoso sulle patetiche imprese, record di velocità, del motociclista neozelandese Burt Munro (1899-1978).

Occupa e deporta

Alla gaudente, promettente e mai più vista, prof. del "Cassini" incontrata alla raccolta beni per la Sumud Flottiglia, in imbarazzo per una maglietta “From the river to the sea, Palestine will be free”, ha risposto la regista statunitense Cherien Dabis, classe 1976 di origine giordano palestinese. In effetti, “Come se il 1948 non fosse esistito” è proprio il sogno di ogni cuore solidale e coerente. “Tutto quello che resta di te”.

Menti per bene

Cinema blando di inizio settembre, meno male che, almeno, nelle sale c’è uno spagnolo: “La riunione di condominio” è il titolo della commedia che Elena ed io ci aspettiamo: feroce quanto basta per le nostre relazioni di homo oeconomicus. Scritta e diretta da da Santiago Requejo, classe 1985 al terzo lungometraggio, ha per t.o. "Votemos", che coglie con ironia l’imbroglio di fondo di una procedura già falsata dall'alienazione dei suoi partecipanti (abitanti).

Omuncolo morituro

Ormai ho la mia “segretaria” cinematografica. Tornare a casa e sentire che “Stasera c’è il film d’esordio di quella regista di…” mette fiducia. Il conforto di un disegno, un piano, quello che proietta sullo schermo il rape and revenge scritto e diretto da Coralie Fargeat nel 2017: “Revenge” già nel titolo, così che conti solo il “come” di una doverosa vendetta glamour.

Comanda Denaro

Ripartiti il 1° settembre, senza pause, con “Insider” (sott.it. “Dentro la verità”), diretto da Michael Mann nel 1999. Sesto lungometraggio del raffinato quanto astuto director di Chicago, il canale “La7” lo propone nel ciclo intitolato “Inchiesta”: le minacce delle multinazionali rendono thrilling anche il lavoro d’un giornalista. Ma nemmeno Al Pacino solleva da un gossip scontato.

I sogni son passeggeri

Quattro imperdonabili mesi senza le proposte del buon “Foglio”. Lo richiamo da Hong Kong (…), tramite Anthony Chan. Più attore che regista, classe 1952, risponde al telefono con 
A fishy story”, del 1989, un melò con stoffa hollywoodiana, ma dal taglio orientale. Tipo eclettico, “Foglio”.

Diversi dolori

Falso. L’ultimo film d’agosto visto nelle sale è stato l’islandese “
Frammenti di luce” (t.o. “Ljósbrot”), del 2024. Scritto e diretto da Rúnar Rúnarsson, Reykjavík 1977, film d’apertura dell’ultima sezione “Un Certain Regard”, è una compassata discesa nel lutto. Il dolore impazza sotto il ghiaccio immoto della gioventù.

Niente da...tutto da...

Elena trotterella tra i trentini e mi ritrovo quasi solo nell’enorme “Sala 1” del “Sivori” (un tizio, agli opposti: due re scacchieri) a recuperare l’ultimo d’una notte di mezza estate: “Una sconosciuta a Tunisi” (t.o. “Aicha” quindi per nulla ignota, ma il nome della ingenua e tenace protagonista). Scritto e diretto dal tunisino, classe 1984, Mehdi Barsaoui, formatosi tra l’ISAMM’ di Tunisi e il DAMS di Bologna, qui al 3° lungometraggio; per me tra i più originali della stagione.

Pet boy

Prima che Elena raggiungesse la combriccola del Brenta, facemmo in tempo ad andare al “Sivori” dove, nella “FilmClub”, eravamo in una manciata per un’altra delle proposte estive del “CircuitoCinema”: “Breve storia di una famiglia”, del 2024, scritto e diretto dal cinese Jianjie “JJ” Lin, è un thriller domestico che ben sfrutta i canoni estetici affermatisi dall'oriente. A costo di originalità, buona fattura ed efficacia, che è facile mostrare le magagne nelle riflessioni e nelle relazioni capitalistiche.

Adulto e vaccinaro

In televisione, forse ancora per celebrare la carriera di Rock Hudson, “Torna a settembre”, del 1961, diretto dal newyorkese Robert Mulligan (1925-2008). Vecchie e care commedie romantiche statunitensi. Quando dietro ad un sorriso c’era un ceffone, dietro all’insulto l’amore ardente. Buona scrittura, ottimi interpreti, tutto scorre senza scandali.