Chiusure

Prima che richiudessero i cinema, Marigrade ed io facemmo in tempo a beccare il film "Un divano a Tunisi", del 2019. Di Manele Labidi Labbé, parigina di origini tunisine classe 1982 è una commedia ben fatta. Che tratta le materie delicate coi guanti chirurgici (sterilizzati da logiche infette). La metonimia del titolo sta per la psicanalisi in terra araba, se ne vedranno belle e brutte, da riderci e rifletterci su.
Si parte col siparietto sul "Capo". Ed è un buon biglietto da visita. "Noi un dio ce l'abbiamo!". Mette in guardia il parente alla turista della Primavera Araba. Lei ha il volto mozzafiato di Golshifteh Farahani, iraniana classe 1983, già osannata sulle note poetiche d'una cittadina del New Jersey (Laura). Ipnotizzato, colgo ugualmente la bravura di tutti gli altri interpreti. 
Forse è solo il denaro che entra nel meccanismo, a rovinare qualunque giocattolo. "Voglio la sua cosa...la sua cosa!". Pellicola d'impresa. Con la protagonista a rimboccarsi le maniche, tra lo scetticismo generale. Scommessa rischiosa, ché la psichiatria, comunque la si veda, quando tocca, lo fa nel vivo. Affrontare il tema con serietà non è semplice. Con ironia quasi impossibile. Ma la scrittura è sapiente, senza calcare la mano. Ciò permette di infilare nel paniere con disinvoltura i cento aspetti incongruenti su cui si basano le società tutte. "Le ho insegnato il corano, l'ho circuita coi precetti!". Nessuna madre si chiede se è proprio questa oppressione religiosa che, come la ragione, genera mostri. La figura dello sbirro, perfetta, tra i viscidi molti inconsapevoli.
Il matrimonio tra la cugina e il gay è inspiegabile. Se è vero che non è normale dover emigrare per vivere, lo è anche ignorare che vivere nelle società sedicenti Occidentali è non vivere. Dopo un bel guizzo surrealista, col Freud (è lui il "Capo") in Rover dai sedili in pelle, avanti, calci volanti, sììì!!
Un film intelligente che si astiene da ricette (polpa di granchio). Fino alla fine. Attimo di gelo: non fateli findanzare! L'autrice francotunisina non lo farà. Mantenendo, proprio come la bella protagonista, testa alta e piede fermo.
(depa)

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