Più dura che si creda

Ancora storia. Del "Western". Dopo l'impegno del 'Rofum nel percorrere la sua filmografia, il pilastro della "Settima" John Ford ci ringrazia, portando nella Valéry il suo lavoro più, forse il primo, iconografico. "Ombre rosse" (t.o. "Stagecoach"), del 1939. Siamo noi a ringraziare lui, per le sue avventure corali, in paesaggi di roccia, tra sforzi immani e piccoli e grandi valori. Tempi aspri per quei piccoli uomini negli spazi infiniti.
La società di distribuzione "Barbara Dall'Angelo Pictures" porta sul canale Iris un classico del cinema. "Masterpiece productions". Dal racconto "La diligenza per Lordsburg" (New Mexico) dello statunitense Ernest Haycox (1899-1950), pubblicato due anni prima, una traversata che toglie il respiro. In mezzo all'incubo di Geronimo, tra gli scazzi dei suoi Apache coi Cheyenne.
Il consueto dispiegamento iniziale. Una biccellata e le biglie sono in moto. Lungo il tragitto, il taglio pratico che marchierà i western del mitico regista. Oltre alla sua "prima" Monument Valley. Ford ti dice come si viaggiava, cosa comportava. Per esempio, inoltrarsi in quel pianoro lunare che grida "Geronimo!".
Indimenticabile l'apparizione di "Ringo", raccattato per strada, in vista dell'arresto. John Wayne uomo solo in cammino. Rincorre il passato gettandosi in avanti. Farà parte della diligenza sinistramente assortita. L'amore di Henry per la sfiorita Miss Dallas, autentica Claire Trevor (1910-2000), a promettergli insperati golfi di pace.
No relax nel selvaggio Far West. Fuori gli indiani, dentro gli infami. "Si sono salvati tutti e due dalle delizie della civiltà". Un'altra meravigliosa traversata fluviale. Ma la situazione è disperata. All'assalto degli Apache, solo le provvidenziali trombe dell'esercito salvano il manipolo di superstiti. Ora ci sono altri conti aperti, segreti da svelare. Ringo ha tenuto solo 3 proiettili. Ma Luke & Bro se la stanno facendo sotto.
Con un fugace scambio col Gennaro dell'omonimo ristorante, individuato e condiviso il punto di forza della pellicola. La sua atipicità nell'esplorare gli interstizi del racconto tradizionale, nel tenersi ai bordi delle strade, inquadrare di sbieco i momenti solitamente centrali. In questo senso, è un classico, ma di rottura. 
(depa)

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