Musica per la libertà

In quell’ormai lontano week-end milanese a base di Settima e Doria, quando ancora le trappole repressive dello stato non avevano "catturato" me e il mio socio, Albert, oltre al mitico “L’angelo sterminatore” di Bunuel, mi fece un’altra soffiata “a livello di Settima”. “I Gatti Persiani” è una pellicola iraniana del 2009, firmata dal regista Bahman Ghobadi, che mi ha abbastanza soddisfatto.

Emo-cinema di Jarmusch

Nel terzo giorno del Torino Film Festival 2013@Milan, in programma c'è l'ultimo film del regista statunitense Jim Jarmusch (classe 1953). Meno male, così possiamo invitare l'esponente del cinema underground americano, se non proprio in sala Uander, almeno sul nostro 'Rofum. Glielo si deve, accomoderemo tutto il resto. Intanto, questo "Only lovers left alive" mi permetterà di sottolineare la sensibilità del regista nell'allestire atmosfere decadenti (anzi, già morte) e favole pungenti. Mordaci direi...

"America' ve sento!"

27 Dicembre, dopo una soddisfacente cena tra amici alla Montallegro (sì, dopo tutti in clinica...), c'è solo spazio per un film in sala Negri. Anche visto e rivisto; le feste, a chi le sa ascoltare, sanno dare consigli di riciclaggio, riuso, minimizzazione degli sprechi. E allora vado sull'usato sicuro, dico pavidamente che "il giorno dopo sono più buone" e riscaldo la VHS di "Un americano a Roma", film di Steno, datato 1954. Manifesto della comicità made in Alberto Sordi, mette in fila sketch indimenticabili che vien voglia di spostare in vetrina, affinché non vengano ammirati sempre gli stessi...

Eh già, "Dio ti benedica!"

Ieri sera, in sala Negri, è stato proiettato un film di cui mi hanno parlato più volte papà ed Elena, pellicola in sintonia, tra l'altro, coi banchetti che la tradizione di questi giorni impone ad ogni tavola ben apparecchiata. "Il pranzo di Babette" è un film danese del 1987, scritto e diretto dal quasi centenario Gabriel Axel, di cui si apprezzano eleganza e ironia.

La danza mortale della vita

La settimana scorsa sono tornato a salutare il vecchio anno al "circolino" sulla Martesana. Ancora una tappa del percorso "New Hollywood". Il film in programma è "Non si uccidono così anche i cavalli?", dello statunitense Sydney Pollack, con il quale viene offerta, al nostro umile Cinerofum, di accogliere sul suo divano immaginario il celebre autore, esponente dell'innovativa corrente cinematografica degli anni '60-'70 d'oltreoceano, scomparso nel 2008, all'età di 75 anni.

Oltre il sesso, nulla

La vigilia di Natale, freddo e pioggia, chiama a sé il Cinerofum per una serata di cinema nella sala genovese Negri. Quindi annullo tutto e inserisco una videocassetta..."Conoscenza carnale", dello statunitense Mike Nichols (quello de "Il laureato"), del 1971, apparteneva alla collana, de "L'Espresso", de "I classici proibiti", cioè quella serie di VHS rosso fuoco che, a noi giovincelli dai primi peli, prometteva calde immagini mai viste...

"Battaglie" moderne

Il quarto film presentato a Milano, nella rassegna dedicata al Torino Film Festival 2013, è un "giovane" film francese, la cui madre 35enne, Justine Triet, ha messo in mostra una buona disinvoltura dietro la m.d.p., soprattutto in una pellicola siffatta, che osa, che tira dritto, "andando lungo" solo di qualche metro. "La bataille de Solferino" v'intratterrà con sorrisi e qualche ruga riflessiva, attraverso un taglio stilistico dal carattere proprio.

Esistenze torride

Il secondo giorno di Torino Film Festival, tradotto a Milano, propone il primo lungometraggio della regista catalana, classe 1980, Neus Ballús. "La plaga" ("L'infestazione") è un buon film di qualità, ambizioso il giusto, attento uguale. Essendo venuto a conoscenza della genesi della pellicola, ne sottolineo l'affascinante effetto di film-documentario, amalgamato da ottimo film, intelligente quanto un documentario dovrebbe.

Nuovissimo cinema polacco?

Il secondo film presentato alla rassegna milanese inerente il TFF (W gli acronimi: "Torino Film Festival"), lunedì scorso, è stato un film polacco che colpisce per purezza stilistica, sostenuto da una fotografia in bianco e nero in grado di adagiare lo spettatore, con movimenti eleganti, sui una storia, su di un'atmosfera che di pesante, invece, ha molto. "Ida" è l'ottima pellicola di Pawel Pawlikowski, nato a Varsavia nel 1957, il quale ha già girato una decina di lungometraggi (che io ignorante non ho mai visto né sentito, così come il nome dell'autore), dimostrando di aver messo a frutto l'esperienza maturata.

Bentornato Woody

Ohhh, Woody torna nelle sale con una delle sue abituali spiritose ed eleganti commedie, riuscendo a far dimenticare, in poco più di un'ora, il suo ultimo ed unico scivolone. "Blue Jasmine", oltre ad una protagonista in stato di grazia (l'australiana Cate Blanchett, classe 1979), mette in evidenza l'eterna capacità del regista newyorkese di cogliere tutti i contrasti e controsensi della nostra meschina e dolce specie.

Mondo e paese

Lungo la strada della New Hollywood, l'ormai celebre "Circolino" propone "Tutti gli uomini del presidente", ancor più nota pellicola del 1976, diretta dal newyorkese Alan Jay Pakula, scomparso 15 anni fa. I fatti nudi e crudi, lì sullo schermo; episodi che, ormai, accettiamo come l'aria irrespirabile, ma sempre in grado di chiamare il pubblico a quell'attenti che ogni persona con un pizzico di dignità dovrebbe assumere. Nixon Boia che, vien da sorridere, si dimise. Lui.

Un filmettain

E via, si riparte, altro giro. Roba del nordovest italiano, questa volta. E' il capoluogo piemontese a fare da megafono all'arte cinematografica, suonando la "Torino Film Festival". La prima nota, riproposta la settimana scorsa a Milano, è stata allegra, ma da musichetta da camera. "2 autunni 3 inverni", dell'aquitano classe 1975 Sébastien Betbeder, con buona pace dell'organizzatrice della manifestazione, entusiasta della pellicola, è un filmetto senza pretese, anzi forse qualcuna...

Ma quante ne sapevi, Buster?!

Ribadisco che, alla faccia della storica rivalità che c’era trai due, secondo me chi ama Charlie non può non amare anche Buster! Così, dopo essermi rituffato, settimana scorsa, nell’arte di Chaplin, ieri sera mi sono gustato un’opera di Keaton.
Il suo cortometraggio “The Love Nest” (Il nido d’amore) è un’ennesima perla. Ultimo suo corto, datato 1923, questa pellicola è uno splendido mix di comicità, suspense e ironia, messo in scena alla grande dall’artista del Kansas

Anch’io voglio viaggiare sul Gattobus!

Anche questo sabato, ho trovato un’oretta e mezza da dedicare al relax e all’arte di Hayao Miyazaki. “Il mio vicino Totoro” è una pellicola del 1988 gradevole e spensierata.

Semplici verità

Venerdì sera, dopo l’ormai solita cena sociale al Chico, mi sono diretto verso il centro storico dove ho fatto un piacevole incontro che ha fruttato anche un buon consiglio cinematografico.
“La crisi!” è un film francese del 1992 scritto e diretto da Coline Serreau. Ha vinto il Premio César per la migliore sceneggiatura originale nel 1993 e, a mio giudizio, è una pellicola niente male.

Teatro nel teatro, al cinema

Era da un po’ di tempo che mi balenava in testa questo film di Peter Bogdanovich del 1992. “Rumori fuori scena” già mi aveva colpito positivamente anni fa e la curiosità era rivederlo e giudicarlo dopo il piccolo (quanti ce n’è…) bagaglio culturale di Settima che mi sono fatto ultimamente. Confermo il mio giudizio positivo…

Un Miyazaki incantevole

Sabato pomeriggio freddo e piovoso nella cara vecchia Zena, così che l’unica cosa da fare era mettersi comodi in sala Ninna e schiacciare il tasto play per un nuovo viaggio cinematografico. Ed è stato proprio un bel viaggio questo nel “La città incantata” (2001) dipinta da un grande Hayao Miyazaki.

Non si capisce, si ama

Un Wong Kar-wai tira l'altro. Passeggiata in "Buenos Aires", toast e di nuovo in sala, questa volta molto affollata, allo Spazio Oberdan. "Ashes of time - Redux" è un altro affresco dai colori e dalle sequenze mozzafiato, poco conta il fatto che tra tutti questi occhi a mandorla e l'intreccio alquanto arzigogolato, io ed Elena, ci siamo chiesti alla fine cosa diavolo sia successo. A pensarci bene, questo: che il regista di Hong Kong può intrattenere anche solo con le immagini, incastonando in esse frammenti preziosi sul tormento che accompagna quel sentimento, difficile da seguire e accettare, che è l'amore.

Altre immagini uniche di Kar-wai

L'"Oberdan" regala, a noi cinefili, una rassegna dedicata al regista di Hong Kong, Wong Kar-wai. Quindi mi precipito. "Happy together", del 1997, fu girato subito dopo altri due film che apprezzammo molto, in sala Uander. Mentre il racconto si è fatto più lineare, il tratto è rimasto quello avvolgente e grandioso che noi del 'Rofum, ormai, attribuiamo all'esperto autore, maestro dell'arte visiva.

Cinemasoch

Durante il cammino lungo corso Buenos Aires, di ritorno dalla visione dell'ultimo film di Roman Polański, "Venere in pelliccia", io ed Elena a ripensare a ciò cui abbiamo assistito...lo spunto è venuto da Baracca che, in una grigia gelida domenica, l'ha osservato e riassunto in poche battute mal masticate: "Uhm, così così, ma no, non è male, boh". Dimenticando o proprio memore del fatto che quelle interiezioni possono dire tutto o nulla, mi sono precipitato. Ed è un film che si presta. A riflessioni stimolanti, intendo. Intanto andate a guardarlo...