"Sì, ma lo sono?"

Questa sera allo "Spazio", il primo di due appuntamenti dedicati al genere psycho-thriller: il britannico "Suspense" (titolo originale "The innocents"), diretto da Jack Clayton, nel 1961, gioca sapientemente sui contrasti per sprigionare un'atmosfera idilliaca e gotica, innocente e diabolica.

Intrappolati

Vorrei parlare un po' , da solo s'intende, di "Mommy", pellicola presentata all'ultimo "Cannes 2014" che io e Marigrade perdemmo alla conseguente rassegna milanese, causa tutto esaurito. Per i tifosi di cinema, il giovanissimo regista canadese Xavier Dolan (classe 1-9-8-9!) rappresenta un talento i cui primi passi sono da seguire ad occhi lucidi.


Carromerci, ecco tutto

Sala Uander in versione centro d'accoglienza per disperati. Aporty senza fissa dimora; il Cinerofum lo abbraccia con una chicca cinematografica per bongustai. Il secondo film di Martin Scorsese, datato 1973, è un "Bonnie & Clyde" lungo la ferrovia, ribellione contro un progresso solo per alcuni, contro un odio sempre verso gli stessi. "America 1929 - Sterminateli senza pietà" dispiega i colori accesi della libertà e degli squarci da canne mozze. Primi passi di un percorso lungo la violenza in ogni angolo degli U.S.A.

Schiere di rimpianti

Settimana all'insegna di Martin Scorsese. La voglia del regista newyorkese di sondare le origini della propria città, di farlo con larga profusione di dettagli, scenografici e, quindi, storici, lo condusse, nel 1993, a raffigurare grandiosamente la New York di fine XIX° secolo, in particolare quella dei salotti con voce in capitolo, quella delle porcellane e delle ipocrisie, quella dei balli ufficiali e delle passioni represse: "L'età dell'innocenza".

Versi e controversi

La settimana scorsa fu fitta dal punto di visto cinematografico. Venerdì 5, in seconda serata, cinema politico in sala Uander, con Pier Paolo Pasolini e Giovannino Guareschi che, nel 1962, sin spartirono una pellicola in cui riversare la propria poetica sociale. Che volete che vi dica?, ad ognuno il suo. "La rabbia".

Vite sconfitte

Signor Alberto Lattuada, il Cinerofum. Cinerofum, il signor Albert Lattuada. Finalmente l'incontro s'è realizzato. Seguendo a distanza le iniziative della Cineteca Griffith di Genova, ho deciso anch'io di percorrere qualche tappa della filmografia del regista lombardo, scomparso 9 anni fa, a 90 anni. "Il bandito", film del 1946 con Amedeo Nazzari e Anna Magnani, è il primo appuntamento in sala Uander a lui dedicato. Poetica dolce amara ambientata negli anni del nulla post-bellico, tutto da ricostruire, per chi ne ha la forza.

Attentato alla Settima

Un paio di sere fa, visto anche che sull’isola di Jah si stava scatenando un inferno d’acqua, altra proiezione in sala Town. Relax.
Ho pescato a caso trai tanti film che ho portato con me e mi sono imbattuto in “Buongiorno, notte”, pellicola del 2003, firmata da Marco Bellocchio, che tratta del rapimento dell’Onorevole Aldo Moro e, marginalmente, indaga il clima di terrore in cui l’Italia viveva in quegli anni.
O meglio, vorrebbe farlo, ma con pessimi risultati...

Piccoline storie di mare

Mi stavo dimenticando di parlarvi di un filmetto apparso, un mese fa, sullo schermo dell'"Oberdan". La rassegna era intitolata "Conrad e il mare, Cinema e grande letteratura" e il primo appuntamento fu col produttore polacco Peter Fudakowski, connazionale del celebre scrittore,  nelle vesti di esordiente alla regia. Ma "The secret sharer", non verrà certo ricordato come una partenza folgorante...

Passastecca...un'altra volta

Nella calda sala Uander prenatalizia, fuori il gelo che ingabbia, io ed Elena a tenerci compagnia con Martin Scorsese. Il regista newyorkese, nel 1986, diresse una coppia simbolo della Hollywood che fu e che sarebbe stata, nel sequel del film che vide Paul Newman diventare una celebrità con la stecca in mano. Venticinque anni dopo, gli stessi che lo scrittore Walter Tevis attese per la stesura del seguito da cui è tratto questo (un attimo prima di andarsene), Newman ritorna appoggiandosi a Tom Cruise, appena rientrato dal suo celebre volo a bordo di un F-14. "Il colore dei soldi" è una pellicola leggera in cui spiccano i virtuosismi della cinepresa attorno al panno verde dei pool statunitensi.

Nessuno scopo, tutta magia

Eccoci ancora, io ed Elena, di fronte a quei titoli di testa a quella musica, a quella magia. L'ultima pellicola di Woody Allen, "Magic in the moonlight", pone un'altra corona sul maggior esponente vivente nel campo, invero quasi deserto, della commedia, illuminata da una luce del tutto particolare quella dell'illusione, freno irrazionale, dinamo salvificante.

Memoria scomparsa

Scusate il ritardo. Per quanto riguarda la rassegna dedicata al cinema brasileiro, presentata qualche settimana fa allo "Spazio", vorrei ancora scrivere qualche parola sulla terza che ho avuto la fortuna di vedere. Buona sorte poiché il cinema brasiliano contemporaneo, adocchiato soltanto di striscio, dimostra buona tocco e altrettale spessore. "Hoje" è un filme del 2013, diretto da Tata Amaral, affermata regista paulistana classe 1960.

Follia e terrore

Atmosfera da psycho thriller ieri sera, in sala Uander. Stanley Kubrick ritorna al Cinerofum colla propria opera più agghiacciante, realizzata manipolando immagine e sonoro in maniera impeccabile, cine-mastro creativo e tenace, geniale. "Shining", del 1980, inoltre mette sul tavolo una delle interpretazioni più potenti della storia cinematografica, merito di un Jack Nicholson in stato di grazia, proprio come il suo director. Masterpiece.

Arte pericolosa

Che tiri può giocare il cinema! Quando c'è lo zampino del vicino di casa e amico Sergio C., poi, sullo schermo può capitare qualsiasi cosa. Ed ecco, quindi, che leggo Juan Buñuel, supponendo, cullato dall'ignoranza, che si tratti di un simpatico o astuto gesto del celebre maestro del surrealismo, dal quale davvero ci si può aspettare molto di più. Guardo questo "La ragazza con gli stivali rossi", del 1974, e mi domando in quale stato di salute si trovasse esattamente Luis in quel periodo...

Libiiiiidine!

Finalmente ieri sera sono riuscito a prendermi una pausa dalla Jamaica e ho schiacciato il tasto play ad un’ora decente, così che la sala Town si è riempita di libidine, anzi doppia libidine coi fiocchi!
“Bomber”  (1982), diretto da Michele Lupo, è uno dei film preferiti del direttore, che per l’occasione chiamerò “il capitano”, e anche al sottoscritto non è dispiaciuto per niente. Una frizzante commedia anni ’80 che possiede decisamente una marcia in più rispetto ai tantissimi disprezzabili e noiosi fratelli, cugini e parenti vari dell’epoca.

Dove piove davvero

Ieri sera. Sala Negri. Numero trenta della collana "Capolavori italiani" de "L'Unità": "Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?". 1968. Ettore Scola. Alberto Sordi. Ecco i frammenti nella mia testa, in questo momento. Commedia dal titolo wertmülleriano ironica e critica verso ipocrisie, credenze e miopie della società cosiddetta "occidentale", annovera soprattutto suggestive immagini del continente Nero.

Il western al paradiso

E il bello è che il buon, anzi, il cattivo (anzi il buon) Sam è tornato a trovarmi in sala Uander, anche il giorno dopo. Con un altro estremo western, il suo ultimo, permeato d'un senso di decadenza, il canto del cigno di un'epoca (e di un genere cinematografico) dai color seppia, sotto un cielo turchese, in una selva di proiettili, di goccetti e di donne facili. "Pat Garret e Billy The Kid", del 1973, Sam Peckinpah.

Agguato di Peckinpah

Ancora una settimana prolifica per il Cinerofum. Questa ha avuto il merito di invitare per la prima volta un regista discusso e apprezzato dagli appassionati. Lo statunitense Sam Peckinpah entra in sala Uander a suon di sparatorie da strage, con l'incursione di fulminei frammenti d'immagine, spesso sporchi di sangue. "Il mucchio selvaggio", del 1969, è pura polvere del lontano ovest, anzi, far west.

"Zitta lupa, che te piagni?!"

Lunedì scorso avevo ancora il sapore del Luigi Magni del venerdì precedente. Niente "Circolino", troppo freddo, meglio una sala Uander con un'altra pellicola del regista romano: "Scipione detto anche l'Africano", del 1971. Umanizzazione della storia: questa volta non solo fatta da tanti piccoli grandi gesti, ma anche decisa da grandi personaggi spinti dai sentimenti di tutti. I due Mastroianni saranno gloriosi e solitari Scipioni, Gassman il Catone più puntiglioso, tutti artefici di un capitolo da cui discendiamo.

British rubbish

In sala Uander, ieri sera, è tornata Elena, con un DVD proveniente dalla mensola di casa Maurice. L'occasione è quella di vedere un film riesumato nel 2003, all'uscita di un suo remake. "Un colpo all'italiana", del 1969, diretto dal britannico Peter Collinson è un mini film d'azione parecchio pop british che fatica ad ingranare, soprattutto noi, al di qua delle Alpi.

Monti e Tognetti

Venerdì scorso, fermo a Milano. Nel week end ho un appuntamento con una certa Charlotte, che m'aspetta a Desenzano (poi un'altra donna, la solita, a Cesena). La sala Uander mi sta coccolando, non c'è che dire, emozioni a raffica, tra le quali due regalate dal regista romano Luigi Magni, scomparso un anno fa circa. Inizio ad essere ghiotto del suo cinema desideroso di tributare l'onore della storia agli sconosciuti; storia compiuta dai piccoli e grandi gesti di ciascuno, spesso appresso alle pagine scritte, ma sempre esclusi dalle stesse. "In nome del Papa Re", del 1977, esalta le grandi capacità di Nino Manfredi, maschera umanissima e sincera, e la passione che, si percepisce, il regista seppe infondere nei suoi racconti.