Blowing Bibbles

Elena pronuncia "Nicholas Ray" e ogni dubbio sulla visione pre-pasquale svanisce. Anche trattandosi di uno [storico], definito dal text di "Rete4", "kolossal religioso spettacolare hollywoodiano". Del 1961, "Il re dei re" è Gesù Cristo superstar, i primi concerti, l'acclamazione, la caduta per tradimento del batterista. Rido per non piangere. Ma il taglio è solenne, sul serio.
Le legioni romane travolgono Gerusalemme "sotto gli occhi di Pompeo", "Il Profanatore" del sacrario. [Monumenti = Schiavi] Erode il Grande, ambiguo re della Giudea. Un falegname arriva con la moglie in una Bethlehem cambiata....Passano gli anni, il "bambino" ne ha trentadue...Barabba prepara gli agguati contro le falangi armate. Erode Antipa, la figliastra Salomè ("Balla per me!": Brigid Bazlen, 1944-1989, un due tre!). Povero Giovan Battista (Robert Ryan), ucciso per uno stacco di coscia. Ma la moda era "un messia dopo l'altro". Gesù dal Giordano al deserto. Scalzista anti-lusso. Il popolo sceglie chi imbraccerà le armi contro i soprusi. Al di là delle prediche, osannate dall'ungherese Miklós Rózsa (1907-1995), un grandioso effetto scenico, con l'immancabile "uso drammatico dell'architettura" del regista. Sfoggio stilistico, che non impedisce di chiedermi "Perché?" (oltre a "chi &% era Maria Maddalena?!"). "Da non perdere", ma senza fretta.
(depa)

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