Sala Uander. Io solo. Meno male che c'è il mio vecchio amico Truffaut. Il regista parigino che tante emozioni sa di regalarmi, ha deciso di venire a trovarmi al Cinerofum. Sì, come un bambino. Mi sento un dodicenne; ecco cosa può fare il cinema del maestro del regno dei bambini e dei ragazzi. Vidi per la prima volta "Gli anni in tasca", pellicola del 1976, più di quindici anni fa, per caso, innamorandomi all'istante di questo magico sguardo sul cortile dell'infanzia.L'età magica di Truffaut
Sala Uander. Io solo. Meno male che c'è il mio vecchio amico Truffaut. Il regista parigino che tante emozioni sa di regalarmi, ha deciso di venire a trovarmi al Cinerofum. Sì, come un bambino. Mi sento un dodicenne; ecco cosa può fare il cinema del maestro del regno dei bambini e dei ragazzi. Vidi per la prima volta "Gli anni in tasca", pellicola del 1976, più di quindici anni fa, per caso, innamorandomi all'istante di questo magico sguardo sul cortile dell'infanzia.Altro succulento by Leone
Eh beh. Sergio Leone non tradisce. Niente da dire, anche questo 3° capitolo della "Trilogia del dollaro" è un piacere per gli occhi e per lo spirito. "Il buono, il brutto, il cattivo", 1966, cinema che galoppa tra cadaveri di gente ammazzata e panorami liberi. Che dire? Se non lo avete già fatto...
Hepburn e Bogart in technicolor africano
Sono ancora in terapia. Ieri sera, prima di andare tutti a nanna (intendo io con me), la sala Uander mi ha somministrato uno Huston 1951. Il regista che venne dal Nevada (1906-1987) in quell'anno realizzò "La regina d'Africa", con la super coppia Humphrey Bogart and Katharine Hepburn. Film d'avventura in cui, dal lato rosa, i due protagonisti mostreranno gli occhioni languidi di due innamorati, dall'altro, verrà mostrata l'immensa forza racchiusa in quella terra così poco adatta alle visite dell'uomo.XV° secolo russo di Tarkovskij
Sala Uander intensiva. Non c'è la gatta, i topi vanno in palestra. E' il momento di togliersi i sassolini, anzi i mattoni. Nel 1966, il regista russo Andrej Tarkovskij realizzò un filmone di più di 3 ore incentrato sulla figura del pittore monaco (poi santo) russo "Andrej Rublëv", 1360-1430. Regia rigorosa e ottima fotografia; ok, non certo un thriller...Fantasia di Bergman
Giornate d'agosto fresche, non male. Pomeriggio solitario in sala Uander, io solo con Bergman. Nel 1982, il regista svedese appassionato di temi alti, girò un film che doveva fare da summa delle sue "ossessioni": "Fanny & Alexander"; ce la fece eccelsamente, con le sue solite eleganza ed ironia; lo spettatore può verificare, a patto di disporre della versione completa di 6 ore, puntate TV. La versione tagliata che ho visto io, dimezzata, mostra strappi inconciliabili col rigore dell'autore.Fassbinder e l'epopea di tutti noi "Franz"
Eccoci a "Berlin Alexanderplatz". Rainer Werner Fassbinder, 1980. Miniserie televisiva tratta dall'omonimo romanzo di Alfred Döblin del 1929; opera completa aggiungo io; 13 episodi e un epilogo; 14 ore; 8 partite di calcio ed un tempo. Sala Uander, per quattro giorni, avvolta in questo quadro mozzafiato sullo smembramento degli uomini di un tempo maledetto. Clair tra muto e sonoro
La realtà che consuma
Cinema all'aperto nella calura agostina di Milano. E mosquitos agguerrite. Questa volta, nel cortile del Conservatorio, ci siamo riusciti. Ecco le impressioni raccolte durante la visione dell'ultimo film del regista romano Matteo Garrone, classe 1968: "Reality" è un film che mi ha colpito positivamente, poco spazio per immagini e parole inutili, sintesi amara del dramma che sta dietro alle barbare dinamiche delle nostre società dei consumi.
L'amitié de...Clair et Brassens
Ieri sera, brandelli della mitica formazione del Cinerofum. In sala Uander, Elena, Albert Aporty e me. In programma un film d'essai con tutti i crismi. Sempre sulle orme di Modigliani e delle rues de Montparnasse, come indicato da Elena, ci avvolgiamo di bianco e nero francese anni '50: "Il quartiere dei lillà" (1957) di René Clair è uno splendido affresco delle vicissitudini rotanti attorno ad un poetico incrocio parigino, in grado di mostrare amicizie e amori tra quegli autentici individui che, forse, non esistono più.René-DaDa
Ieri sera, prima del secondo spettacolo in sala Uander, ho voluto fare un aperitivo con René Claire, una cosa veloce ma che è rimasta nella storia del cinema, quello dadaista in particolare. Il regista parigino, nel 1924, riunitosi con alcuni degli artisti che affollavano le belles rues della capitale d'oltralpe, costruì un cortodivertimento: "Entrc'acte" è una bella follia senza senso.
Anna non compie il miracolo, anzi…
Ueilà Cinerofum! Ieri sera
finalmente ho ritrovato un po’ di tempo da dedicare alla Settima arte e il film
su cui mi sono buttato è, il suggeritomi di recente, “Anna dei miracoli” di Arthur Penn, pellicola del 1962, vincitrice
di due premi Oscar, ma che, tirando le somme, mi ha un po’ deluso.
"Sono giusto e razionale"
Uno dei film proiettati ieri allo "Spazio Oberdan" è del regista francese François Ozon. Ma "Gocce d'acqua su pietre roventi", del 2000, porta l'evidente traccia del grande Fassbinder, non solo per i colori e gli abiti seventies (che avremmo potuto trovare in una delle sue tante pellicole), o per la determinazione nel seguire sentieri raramente percorsi ma, soprattutto, per quella disincantata ma appassionata interpretazione del sentimento amoroso.Il primo Kubrick non lo scorderai
Ieri sera tutti, ossia noi: Elena, Aporty, il collega milanese da poco acquisito e me, tutti in pellegrinaggio in terra cinematografica santa, dove vallate di bianco e nero antimilitarista indicarono in maniera chiara cosa si nascondesse nella "foresta in fiamme alimentate dall'esterno da proiettili" che è la guerra. Il messia Stanley Kubrick considerò immaturo questo suo primo "Paura e desiderio" (1953) e, personalmente, accetto questa critica solo per la provenienza e...la destinazione, cioè apprezzando dove ha condotto la famigerata precisione del grandissimo autore, scomparso nel 1999.Ciao Christensen, grazie "Oberdan"
Giovedì scorso, ancora allo "Spazio Oberdan" a trovare il regista danese Benjamin Christensen. Appartenente al filone dei suoi film realizzati negli U.S.A., "Sette passi verso Satana" (o "La scala di Satana"), del 1929, ha perso un po' in spontaneità, rispetto all'altro suo che ho visto la settimana precedente ("La stregoneria..."), guadagnando in spettacolarizzazione e ironia.Woody sei uno strong!
Settimana scorsa, in sala Uander, esperimento di Woody Allen. Il regista diNew York classe '35, nel 1966 si sporcò le mani tutte, impastando una pasta di celluloide al gusto frizzy pazzy, scoppiettante, dolce, senza senso: "Che fai, rubi?" (originale "What's up, Tiger Lily?") è il risultato della sua prima "ragazzata"."Ma se di là c'è uno come Platini..."
Eh no perché vogliamo capire. Io ed Elena, avendo intenzione di approfondire l'opera del regista partenopeo Paolo Sorrentino, ci siamo diretti all'"Oberdan" per vedere il suo primo film, datato 2001: "L'uomo in più" mette il cuore in pace; per due motivi: da una parte, dimostra come l'autore sappia fare molto meglio rispetto alle sue ultime bruttezze, dall'altra, come abbia sempre avuto certi vizietti...
...è quella di non guardarlo.
Ci risiamo. Impossibile entrare ai Chiostri di San Barnaba a vedere un film. Anche arrivando mezz'ora prima. Evitate, quindi, di recarvici. Se gli organizzatori non si degnano di aggiungere 50 seggiole (sì sì, SIAE, permessi e "credi che non voglia guadagnare di più?" and so on), allora, io ed Elena, ce lo vediamo a casa questo ultimo gran lavoro di Giuseppe Tornatore: "La migliore offerta" (2013) è un blockbuster di serie C.
Carné-Prevért: "L'amore è così semplice"
Dopo aver apprezzato molto un suo film, visto a Febbraio, sempre all'Oberdan, appena ho visto che era in programma un film di Marcel Carné, mi sono precipitato senza remore. Dalla preziosa collaborazione tra il regista parigino (1906-96) e il poeta concittadino Jacques Prevért (1900-77) nacquero alcuni gioielli cinematografici tra cui questo "Les enfants du paradis" (in italiano "Amanti perduti"), proiettatto nel 1945, dopo una realizzazione resa tribolata dal conflitto mondiale.
Buona la seconda per Brancaleone!
Ieri sera, a causa di una
maledetta febbre estiva, mi sono dovuto chiudere in sala Ninna pure se di
sabato si trattava. Meno male che c’è l’amico cinema che mi ha tenuto
compagnia. “Brancaleone alle crociate” (1970)
è il secondo episodio che narra le gesta dell’impavido e sgangherato Cavalier
Brancaleone da Norcia. Un film leggero, perfetto per il mio stato e per passare
due orette in relax, by Mario Monicelli.
La "Cenerentola" di Wilder
Da troppo tempo mancava Billy
Wilder dal Cinerofum. E’ vero che Depa e soci, ai tempi, fecero una grande
selezione tra la filmografia del regista, proponendoci le sue più grandi perle,
ma ancora ce n’è e così, giovedì
pomeriggio, sgravato da impegni lavorativi, mi sono buttato su questo “Sabrina” del 1954, una “favola d’altri
tempi”, resa magica dalle presenze della meravigliosa Audrey Hepburn e
dell’affascinante Humphrey Bogart, e incalzante e originale dal genio del
regista statunitense.
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