Molto soddisfatto della selezione presentata nei primi tre giorni di Torino FF a Milano, da giocatore professionista (quale non sono), decido di smettere. D'altronde, la prossima manche prevedeebbe due italiani, di cui l'esordio di Claudio Amendola alla regia...sarà per un'altra volta. Il fedele "Spazio Oberdan" propone due filmoni, dedicati entrambi alla diva dimenticata Anouk Aimée, tanto bene. Il primo è "Salto nel vuoto", film di Marco Bellocchio, del 1980, con un grande Michel Piccoli e un senso d'angoscia insormontabile.Siamo tutti lì...
Molto soddisfatto della selezione presentata nei primi tre giorni di Torino FF a Milano, da giocatore professionista (quale non sono), decido di smettere. D'altronde, la prossima manche prevedeebbe due italiani, di cui l'esordio di Claudio Amendola alla regia...sarà per un'altra volta. Il fedele "Spazio Oberdan" propone due filmoni, dedicati entrambi alla diva dimenticata Anouk Aimée, tanto bene. Il primo è "Salto nel vuoto", film di Marco Bellocchio, del 1980, con un grande Michel Piccoli e un senso d'angoscia insormontabile.Natiche e stemmi imperiali
Ieri pomeriggio, un'altra VHS de "I classici proibiti". Questa volta lo scandalo c'è. "Vizi privati, pubbliche virtù", film del 1976, dell'ungherese Miklós Jancós, è una vera orgia di corpi danzanti e gesti dissacranti, ebbrezza che contamina lo spettatore facendogli riscoprire la bellezza del fisico umano, il fascino della pernacchia al potere.Vedi che alla fine son buoni...
Il secondo numero della collana di videocassette "Americana", pubblicata da "L'Unità", a metà degli anni Novanta, presentò "Incontri ravvicinati del terzo tipo" (Edizione Speciale 1980, con interni dell'astronave!). Il celebre film del 1977, scritto e diretto dallo statunitense Stephen Spielberg, è ancora in grado di coinvolgere e stupire.L'occhio della vergogna e del perdono
La pioggia scrosciante del
pomeriggio è continuata anche la sera, così ieri, io e Depa ci siamo messi
comodi in sala Ninna e ci siamo gustati un’ottima opera della Settima. “Rapsodia in agosto” è una pellicola
del 1991 diretta da Akira Kurosawa. Un film accattivante che, nonostante il
clima scanzonato che regnava in sala, ci ha decisamente rapito.
Arte e vita col sorriso
Oh che bello: il terzo giorno di TorinoFF@Milano, dopo i vampiri jarmuschiani, ha offerto una proiezione che riconcilia con cinema, teatro e vita. Paroloni, certo, ma che sgorgano sinceri, perché "Alceste in bicicletta" ("Moliere..." in italiano, !?) è una pellicola intelligente e profonda, riuscendo, un "di più" complesso quanto apprezzabile, pure a sorridere. E molto. Io ed Aporty, alla fine, più che soddisfatti. Merito del regista parigino, classe 1956, Philippe Le Guay e dei due attori protagonisti, tra cui svetta Fabrice Luchini, anche lui parigino (1951), maschera teatrale (cinematografica) ed umana d'elevata caratura.Noi, nature morte
Oggi pomeriggio (piovoso) mi sono diretto verso il Sivori, direzione "Still life", il secondo lungometraggio del produttore e regista britannico Uberto Pasolini. Con un cognome così, son già di buon umore, anche se guardingo. E alla fine entrambi i lati son soddisfatti, uno perché il film rispetta una certa sensibilità artistica, l'altro, quello sospettoso, si dice "toh, lo sapevo!".Musica per la libertà
In quell’ormai lontano week-end milanese a base di Settima e
Doria, quando ancora le trappole repressive dello stato non avevano "catturato"
me e il mio socio, Albert, oltre al mitico “L’angelo sterminatore” di Bunuel,
mi fece un’altra soffiata “a livello di Settima”. “I Gatti Persiani” è una pellicola iraniana del 2009, firmata dal
regista Bahman Ghobadi, che mi ha abbastanza soddisfatto.
Emo-cinema di Jarmusch
Nel terzo giorno del Torino Film Festival 2013@Milan, in programma c'è l'ultimo film del regista statunitense Jim Jarmusch (classe 1953). Meno male, così possiamo invitare l'esponente del cinema underground americano, se non proprio in sala Uander, almeno sul nostro 'Rofum. Glielo si deve, accomoderemo tutto il resto. Intanto, questo "Only lovers left alive" mi permetterà di sottolineare la sensibilità del regista nell'allestire atmosfere decadenti (anzi, già morte) e favole pungenti. Mordaci direi..."America' ve sento!"
27 Dicembre, dopo una soddisfacente cena tra amici alla Montallegro (sì, dopo tutti in clinica...), c'è solo spazio per un film in sala Negri. Anche visto e rivisto; le feste, a chi le sa ascoltare, sanno dare consigli di riciclaggio, riuso, minimizzazione degli sprechi. E allora vado sull'usato sicuro, dico pavidamente che "il giorno dopo sono più buone" e riscaldo la VHS di "Un americano a Roma", film di Steno, datato 1954. Manifesto della comicità made in Alberto Sordi, mette in fila sketch indimenticabili che vien voglia di spostare in vetrina, affinché non vengano ammirati sempre gli stessi...Eh già, "Dio ti benedica!"
Ieri sera, in sala Negri, è stato proiettato un film di cui mi hanno parlato più volte papà ed Elena, pellicola in sintonia, tra l'altro, coi banchetti che la tradizione di questi giorni impone ad ogni tavola ben apparecchiata. "Il pranzo di Babette" è un film danese del 1987, scritto e diretto dal quasi centenario Gabriel Axel, di cui si apprezzano eleganza e ironia.La danza mortale della vita
La settimana scorsa sono tornato a salutare il vecchio anno al "circolino" sulla Martesana. Ancora una tappa del percorso "New Hollywood". Il film in programma è "Non si uccidono così anche i cavalli?", dello statunitense Sydney Pollack, con il quale viene offerta, al nostro umile Cinerofum, di accogliere sul suo divano immaginario il celebre autore, esponente dell'innovativa corrente cinematografica degli anni '60-'70 d'oltreoceano, scomparso nel 2008, all'età di 75 anni.Oltre il sesso, nulla
La vigilia di Natale, freddo e pioggia, chiama a sé il Cinerofum per una serata di cinema nella sala genovese Negri. Quindi annullo tutto e inserisco una videocassetta..."Conoscenza carnale", dello statunitense Mike Nichols (quello de "Il laureato"), del 1971, apparteneva alla collana, de "L'Espresso", de "I classici proibiti", cioè quella serie di VHS rosso fuoco che, a noi giovincelli dai primi peli, prometteva calde immagini mai viste..."Battaglie" moderne
Il quarto film presentato a Milano, nella rassegna dedicata al Torino Film Festival 2013, è un "giovane" film francese, la cui madre 35enne, Justine Triet, ha messo in mostra una buona disinvoltura dietro la m.d.p., soprattutto in una pellicola siffatta, che osa, che tira dritto, "andando lungo" solo di qualche metro. "La bataille de Solferino" v'intratterrà con sorrisi e qualche ruga riflessiva, attraverso un taglio stilistico dal carattere proprio.
Esistenze torride
Il secondo giorno di Torino Film Festival, tradotto a Milano, propone il primo lungometraggio della regista catalana, classe 1980, Neus Ballús. "La plaga" ("L'infestazione") è un buon film di qualità, ambizioso il giusto, attento uguale. Essendo venuto a conoscenza della genesi della pellicola, ne sottolineo l'affascinante effetto di film-documentario, amalgamato da ottimo film, intelligente quanto un documentario dovrebbe.
Nuovissimo cinema polacco?
Il secondo film presentato alla rassegna milanese inerente il TFF (W gli acronimi: "Torino Film Festival"), lunedì scorso, è stato un film polacco che colpisce per purezza stilistica, sostenuto da una fotografia in bianco e nero in grado di adagiare lo spettatore, con movimenti eleganti, sui una storia, su di un'atmosfera che di pesante, invece, ha molto. "Ida" è l'ottima pellicola di Pawel Pawlikowski, nato a Varsavia nel 1957, il quale ha già girato una decina di lungometraggi (che io ignorante non ho mai visto né sentito, così come il nome dell'autore), dimostrando di aver messo a frutto l'esperienza maturata.
Bentornato Woody
Ohhh, Woody torna nelle sale con una delle sue abituali spiritose ed eleganti commedie, riuscendo a far dimenticare, in poco più di un'ora, il suo ultimo ed unico scivolone. "Blue Jasmine", oltre ad una protagonista in stato di grazia (l'australiana Cate Blanchett, classe 1979), mette in evidenza l'eterna capacità del regista newyorkese di cogliere tutti i contrasti e controsensi della nostra meschina e dolce specie.
Mondo e paese
Lungo la strada della New Hollywood, l'ormai celebre "Circolino" propone "Tutti gli uomini del presidente", ancor più nota pellicola del 1976, diretta dal newyorkese Alan Jay Pakula, scomparso 15 anni fa. I fatti nudi e crudi, lì sullo schermo; episodi che, ormai, accettiamo come l'aria irrespirabile, ma sempre in grado di chiamare il pubblico a quell'attenti che ogni persona con un pizzico di dignità dovrebbe assumere. Nixon Boia che, vien da sorridere, si dimise. Lui.
Un filmettain
E via, si riparte, altro giro. Roba del nordovest italiano, questa volta. E' il capoluogo piemontese a fare da megafono all'arte cinematografica, suonando la "Torino Film Festival". La prima nota, riproposta la settimana scorsa a Milano, è stata allegra, ma da musichetta da camera. "2 autunni 3 inverni", dell'aquitano classe 1975 Sébastien Betbeder, con buona pace dell'organizzatrice della manifestazione, entusiasta della pellicola, è un filmetto senza pretese, anzi forse qualcuna...
Ma quante ne sapevi, Buster?!
Ribadisco che, alla faccia della
storica rivalità che c’era trai due, secondo me chi ama Charlie non può non
amare anche Buster! Così, dopo essermi rituffato, settimana scorsa, nell’arte
di Chaplin, ieri sera mi sono gustato un’opera di Keaton.
Il suo cortometraggio “The Love Nest” (Il nido d’amore) è un’ennesima
perla. Ultimo suo corto, datato 1923, questa pellicola è uno splendido mix di comicità, suspense e ironia, messo in scena alla grande dall’artista del Kansas
Anch’io voglio viaggiare sul Gattobus!
Anche questo sabato, ho trovato
un’oretta e mezza da dedicare al relax e all’arte di Hayao Miyazaki. “Il mio vicino Totoro” è una pellicola
del 1988 gradevole e spensierata.
Iscriviti a:
Post (Atom)








_01.jpg)

