Donna Vita Libertà

Il buon “Circuito Cinema” propone un film afghano che entra subito nel nostro mirino. “No good men”, scritto e diretto dalla regista classe 1990 Shahrbanoo Sadat, al suo terzo lungometraggio, film d’apertura della 76° Berlinale, è un’ottima commedia, più amara che dolce, sulla condizione della donna nella terra scossa da guerre e integralismi. In mezzo a tanta assurdità, due volti difficili da dimenticare che testardamente si aggrappano ad una vita finalmente e fieramente vissuta.
Uno dei due volti, quello della protagonista Naru, è anche quello della regista, espatriata in Germania da 5 anni e dove, incredibilmente (data l’abilità nel ricreare una convincente ambientazione afghana), ha girato l’intero film.  Nei titoli di testa trame floreali con colori e musiche mediorientali. Ottima firma. Siamo a Kabul, nel febbraio 2021. Troviamo la nostra a combattere quotidianamente per la propria emancipazione, non solo professionale. Su Kabul TV, programmi dai contenuti non molto stimolanti. A Kabul News, c’è il secondo volto, di Anwar Hashimi. Anche lui a scansare, più agevolmente vestendo panni maschili, le irruzioni di talebani e governo afghano. Una piccola provocazione, diviene scorcio di informazione. Interviste ai passanti a San Valentino. Le opinioni delle donne. Zero mariti buoni. Tutti prepotenti e di cattivo umore. O, forse, almeno uno?
In una vivida e dettagliata fotografia, una pellicola di volti, contraddizioni e suoni afghani (colonna sonora firmata dai musicisti italiani Antonio Aiazzi (ex tastierista Litfiba) e Gianni Maroccolo (storico bassista Litfiba e CCCP). “Louie, Louie, Louie…” cantata da Wahid Omid (“Bego, bego, bego”, 1998) o da Tahir Shubab, aspetta...BOOM. Non c’è pace pei sorrisi in una terra falciata. 14 aprile 2021. La ritirata degli americani e l’irrompere dei talebani. Sino ad un bellissimo bacio, di addio.
Emozionante, più per me che per Elena; eppure…
(depa)

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