I ragazzi dell’ “Altrove”, come li continueremo a chiamare, l’avevano annunciato: un regista giapponese! Con Elena a muginare tra i papabili…scontato: Akira Kurosawa. Non è in saldo la qualità del regista apprezzabile finalmente non in costume. Né vi è alcuna scontistica da applicare al meschino omuncolo delle metropoli del Progresso cancerogeno: "Vivere", del 1952.
[20-27 Visto] Vitalità, una perdita di tempo. Questo non è vivere. Sgomberare, spianare, deforestazione…che poi diviene “viabilità” (“Ahah non sappiamo che farcene dell’acqua sporca! W il welfare!”. “Burocrazia, presa in giro!”. Record di spaghetti! Ohi, ohi, bruciori e fitte! W lo stomaco da cui tutto passa! Insomma, non è mai come dice il medico (“e se le feci sono…”, “mangiare carne, CIAO!”. 3 mesi. I luoghi, le stanze della paura: “Mi dica la verità…”. Ma no, ulcera! Vabbè, 6 mesi, 18, “che c’è da fare?”. Un vecchio solo nel traffico. Immagine raggelante. Eredità, sì, presto!
Grida urgenti del regista giapponese. Stava urlando! Attestati di fedeltà aziendale, di 25 in 25 onoratamente [sprazzi di alienazione]. Solidarietà da pillole che lascia sgomenti. Con un cancro allo stomaco si DEVE bere. Disperazione da sakè, anche se non piace, poiché “dimentica” (“colma tutto”, “meno crudele”). “Insegnare come spendere!”, “Apprezzare le mancanze”. W Mefistofele! Affabilità di commercianti. Moraleggiante K.: siamo sicuri che questa sia vita? Parole, voci, echi, ebbrezza di chissà che! Breve ‘sta vita! Tra morti può terrificare: prova a dire a qualcuno di VIVERE. “Ama, vecchio mio”, non è una boutade, ma una litote ozuiana, in questa pellicola che è a tutti gli effetti un canto funebre, in inglese (Watanabe).
Liquidazione, risparmi, che gioia! Siamo barzellette del lavoro (“sempre annoiato”), come i caramba e manco ce ne accorgiamo. I sorrisi in K. Sono feroci. Pare quasi che il sorriso non possa che essere stato (e giù sui pattini!). Ma c’è una curva, c’è un tot di carburante, che poi finisce (non se ne esce). Se Ozu era un disinvolto 7, K. era un possente 10. Film che muore da sé…“Crisi energetica”, si fa presto. W i benefici economici! L’infanzia che non parla la lingua dell’uomo. “Annaspare nel buio” dinanzi a un male fatale. Tutto, FARE GIOCATTOLI, tutto, giostre mai armi di Leonardo SPA fabbrica di morte che ogni Stato ha. Ennesimo “eroe dei nostri tempi”, nella “complessità dei problemi”. Ma ci sono le lacrime che, anche a “Tursi”, non capiranno mai. Senza sapere, le ipotesi sono vere: W l’amicizia! Opera moralista, tra buoni propositi alcolici e giardini al posto di night. Sicuramente insinuante (chi non ha quel male, non si perderà in gingilli umanitaristico-esistenziali). “La vita d’ufficio cambia tutti! [“Timbrare e timbrare!”]...Ma bisogna reagire!”. Alla F. Capra, cantando…Vuoi vedere che la sindaca Salis è una regista giapponese ormai nella storia?
(depa)


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