Venerdì sera di giugno con 35° percepiti, Elena propende per un film nella nostra sala “Navetta”. “Una pellicola seria” dice e, chissà da dove, Mino 1° sospettato, fa capolino un film belga del già apprezzato Lukas Dhont. Finiti gli anni delle piccole produzioni sommesse, il coming out di genere esonda nella “Settima”, spesso con risultati notevoli, come nel caso di “Close”, del 2022, coi primissimi amori adolescenziali per strade diverse, alcune dolorose e tragiche.
Beate gioventù, sono due tra tante. Un’amicizia profonda che fa restare vicini due satelliti tra tanti pianeti. Ma i “migliori amici” fanno scattare subitanei pettegolezzi tra i cuccioli del branco. Alle scuole medie fioccano innocentemente gli epiteti (ereditati da grandi meno onesti). Età chiusa, a proteggere nei silenzi il proprio universo. Bivi che allontanano, lo sport sempre a disposizione per integrarsi, omologandosi. Rumori e parole di sottofondo per questa fase della crescita tutta curve e chiarimenti (“essere forte non vuol dire trattenersi”). Ottime riprese, tra cui la corsa disperata di Leo. Cuori teneri, tra sentimenti da capire e sensi di colpa. Seconda parte addolorata, dietro un “Ah, ah. Tutt’ok” un grido inespresso. Un genitore ferito può far male a sua volta, seminando impropri “Vattene”, ma con leggerezza e coscienza può riabbracciare e stringere forte tutto il dolore attorno. Leo riprenderà la corsa, senza Remì dietro, uno sguardo a lui e a noi, chiamati in causa, per poi rivolgersi all’orizzonte della sua vita. Intenso, come il precedente del 2018. Elena entusiasta forse per non ricordare le interruzioni lavorative ("Per me, da 8!"). Non resta che vedere se, inoltre, Dhont sia in grado di compiere il vivifico errore d’un “fuori tema”.
(depa)


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