Assunzione di Bella

Vuoi per i consueti suggerimenti di “Foglio”, cui non ci sottrarremo mai, o per imparare la lingua francese, così musicale, fatto sta che anche Jean Cocteau (1889-1963), stavolta dall'ingresso principale come directeur, accede al Cinerofum: lo scrittore, poeta, attore transalpino nel 1946 volle riesumare a modo suo una fantasia dal “Magazzino dei bambini” di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (1711-1780): “La bella e la bestia”, la favola di un amore che vince.
Un film che si dedica all’immaginazione, dimenticando il presente. Vero che mostra sia meno, sia più, anni di quanti ne ha. Il rallenti dell’ingresso di Bella al palazzo della Belva. Corridoi, androni con statue, candelabri, vivi. Musiche e cori onnipresenti, teatralissimo, coi due protagonisti stanchi di ormai di due secoli. Il mostro che si imbosca adirato a quattro zampe. Ma poi, persa la curiosità per le trovate fantastiche appese alla scenografia, si attende senza gioia l’ovvia conclusione della fiaba. Immaginiamo che questo sia solo un campioncino tester della poetica inventiva del celebre artista. Nous attendons
(depa)


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