Eh lo so. Sono fatto così. Io ed Elena arriviamo al Cinema all'aperto nei chiostri di San Barnaba e ci mettiamo in fila, pochi minuti ed un braccio si frappone tra noi e quelli davanti: "Spiacenti, posti esauriti", "Possiamo sederci per terra?", "No". Ma sparatevi, tu, Garrone, "Reality" e l'"Arianteo". Andiamo a casa ché mi guardo un film. No! Scuola guida perché "se no quando la facciamo!?" Va bene, Ele. Però al ritorno, in sala Uander ultimo spettacolo h23.30, potrò guardarmi un film in relax? Ed ecco che recupero il regalo di compleanno che mi fece Barabba: "Aguirre, Furore di Dio" è un film del 1972, il 5° del regista tedesco Werner Herzog...
Hitchcock voto 10
Ieri pomeriggio, dopo circa un mese, gran ritorno all'"Oberdan". Quello proposto è un super film del 1946, da voto 10, la "quintessenza di Alfred Hitchcock" per Truffaut, dell'arte cinematografica per me: tornando alla quasi ormai dimenticata metafora del Partenone della Settima (che utilizzammo anni fa), dico che "Notorious" ne rappresenta il frontone, lato orientale!
Il cinema maledetto di Stroheim
Dopo un periodo di
bagordeggiamenti e un po’ di sana pigrizia, ieri sera ho ripreso il mio
percorso di "formazione cinematografica". Erich Von Stroheim (1885 – 1957) è
stato uno dei primi artisti della Settima a muovere uno sguardo indagatore e
critico nei confronti della realtà umana e sociale e “Greed” (Rapacità) del 1924 è uno dei suoi film più importanti e
significativi.
La storia di Vasco
Mercoledì scorso, in quel di
Bologna, Vasco mi ha regalato l’ennesima grande emozione, così il giorno
seguente ho tirato fuori un film che era lì da un po’ a prendere polvere...
Dunque altra irruzione musicale
sul Cinerofum con “Questa storia qua”,
film documentario del 2011, firmato dai registi Alessandro Paris e Sibylle
Righetti, che racconta la vita dell’ultimo baluardo del rock and roll italiano.
Il tempo, l'aspetto...
E' tornata Elena! Sì, rapita con la forza a Parigi dalla famiglia, obbligata con la violenza a cibarsi di macaron e crêpe suzette ("abbiam visto più gastronomie che musei"), ieri sera s'è adagiata sul divano 4 posti della sala Uander, catapultata dall'altra parte del mondo: intendo Sud Corea, intendo Kim Ki-Duk: "Time" è un film del 2006 in cui, come al solito, la sceneggiatura la fa da padrona e le immagine reggono il confronto.
I tre "cercamoglie" di Tokyo
Ieri sera, nella sala Uander silenziosa, dopo la seconda scoppiettante edizione di "Disco Samp in Savi" (2013, grazie a tutti ragazzi), ho deciso di invitare al Cinerofum un regista che inseguo da anni, con risultati falllimentari. Quindi è con gran piacere che prego il regista giapponese Yasujiro Ozu di accomodarsi tra noi appassionati. "Tardo autunno" è un film del 1960, fase finale della produzione del gran regista: non il modo più corretto per affrontare l'opera di un regista, ma questo mi è capitato tra le mani, passando per la cassetta della posta di Marigrade (grazie a Sergio, il vicino di "vecchia data"); ciò nonostante, soddisfazione massima, per questo cinema poetico e leggero, sensibile e maturo.Due moschettieri e un merlo
A mezzanotte dello scorso venerdì scorso, tutti, cioè io e me, in sala Negri, perché il tempo per una bella VHS della collana "Cinema Italia" de "L'Unità" c'è. E ci sarà sempre, se le emozioni regalate dal Cinema nostrano avranno cotanta potenza emotiva ed artistica. Eh già, "Una giornata particolare" di Ettore Scola mi ha stregato. Questo film, del 1977, lascia sensazioni intatte a distanza di giorni, vedere per credere la dolce tragica storia raccontata dagli autori, sostenuti dalla coppia d'oro Sophia Loren e Marcello Mastroianni.Birra e tempo, lenti e inesorabili
Ciao a tutti i 'Rofumati sparsi sul pianeta. Dovrei ancora scrivere qualche riga su uno dei film visti all'ultima rassegna "Cannes e dintorni". "Nebraska" è il titolo dell'ultima opera del regista statunitense Alexander Payne (classe 1961) che diventa la sua prima, però, nel nostro caro Cinerofum. Non male questo road-movie in lucido bianco e nero su fantasie ottenebrate da alcol e tempo.
Turbe tra tubature e matrimonio
L'esordio alla regia dello statunitense David Lynch destò scalpore in sala Sbargioff, qualche anno fa. Doris scappò addirittura di là (che ricordi!). Quelli rimasti seduti, ad ogni modo, non riuscirono ad assimilare le immagini di "Eraserhead" ("La mente che cancella"), pellicola del 1977. Ci ho riprovato ieri, come mi ripromisi, con qualche piccolo risultato in più.
I sogni e gli incubi di Kurosawa
Ultimamente in sala Ninna va forte il made in Oriente. Dopo aver visto un Miyazaki e un Kim, ieri sera mi sono gustato un meraviglioso Akira Kurosawa.
Ben 40 anni dopo il già visto “guerriero e la sua ombra”, l’artista giapponese scrisse e diresse “Sogni”, film che uscì nelle sale quindi nel 1990, anno in cui ricevette anche l’Oscar alla carriera.
Chaplin contro gli U.S.A.
Qualche sera fa, in sala Ninna, ho visto “Un re a New York” (1957), primo film inglese del mitico Charlie Chaplin dopo il ritorno alla terra natia a causa del maccartismo, penultimo della sua carriera e ultimo come attore protagonista.
Che geniaccio, Keaton!
C'è un'ora libera in sala Uander. Prima della visione serale, mentre la Ele va a farsi abbronzare, posso giusto godermi un film di Keaton. Scartabellando tra quelli recensiti dal compagno di 'Rofum, Bubu, mi rendo conto che sul blog manca una perla del geniaccio statunitense, che guardammo ai tempi della bella compagnia del Tigre, Doris e i due alberti. Non lo recensimmo, chissà perché. E allora, trascinato dall'entusiasmo di Bubu, pongo qui qualche riga per imprimere nel Cinerofum la nostra (ne sono sicuro) ammirazione per quest'altra gemma del maestro del comico muto: "Sherlock Jr.", del 1924.Big Odessa non è più graziosa
Il penultimo film visto alla "Cannes 2013" milanese è stato un più che anonimo blockbuster che ha lasciato, me e Marigrade, con un punto interrogativo sulla testa durante tutte e due le ore di pellicola: "Perché fare questo film?", figurarsi vincere un concorso. "L'emigrante" (t.o. "The immigrant") è stato diretto dal regista newyorkese James Gray.
Il caldo autunno dell’amore
Dopo un po’ che non compare in sala Ninna, come per altro in sala Uander, sale irrefrenabile la voglia di Kim Ki-duk. Così, ieri sera, mi sono lasciato deliziare dal “La samaritana”, pellicola che il regista coreano, eletto ad idolo del Cinerofum, girò nel 2004.
Quasi un buco di Ozon...
Parto dal secondo film visto ieri sera, ponendo fine alla partecipazione mia e di Marigrade alla rassegna milanese su Cannes 2013. "Giovane e carina" è l'ultimo lavoro del regista parigini François Ozon (classe 1967, benvenuto al Cinerofum): strano, gradevole, a tratti sconcertante, più per le scelte stilistiche, che per i contenuti, ci racconta sopra ogni cosa la bellezza mozzafiato della protagonista, Marine Vacth, venere moderna in vendita su internet.
Guillaume à la fête de la banalité
Domenica scorsa, la solita coppia di sbandati, io e Marigrade, s'è dovuta accontentare di una sola visione e, per quanto mi riguarda, anche scadente e urticante. Eppure, la favoletta personale che il francese Guillaume Gallienne ha portato sul grande schermo, pare proprio riscuotere successo, "I ragazzi e Guillaume, a tavola!" (dalla "Quinzaine des Réalisateurs").
Scambio a Tokyo: gran caos
Sabato scorso, film giapponese in concorso a Cannes 2013: "Tale padre, tale figlio" del 51enne regista nipponico Hirokazu Kore'eda. La pellicola parte bene, trattando il tema principale, la paternità, con attenzione e ironia, per poi perdersi in direzioni emotive continuamente contrastanti che, alla lunga, mi hanno spinto a disaffezionarmi alla vicenda narrata.
Sorrentino racconta (bene) Andreotti
Come mi ero ripromesso dopo aver visto “La grande bellezza” ed esserne rimasto molto deluso, qualche sera fa, ho cominciato ad approfondire la conoscenza del regista napoletano Paolo Sorrentino per provare a capire se effettivamente vale quello che dicono o se il cinema italiano sia proprio alla frutta. In sala Ninna è passato “Il divo”, pellicola biografica - drammatica che narra la vita di Giulio Andreotti fino agli anni ’90. Fu presentato in concorso al Festival di Cannes 2008, dove si aggiudicò il premio alla regia.
La colpa è sempre degli addetti
Nella sezione "I Dintorni" della rassegna milanese ruotante intorno a Cannes 2013, sabato pomeriggio, è stato presentato un film tedesco, diretto da Lars-Gunnar Lotz, classe 1982. Quindi io e Marigrade ci siamo spupazzati "La colpa è sempre degli altri".
Sì, sì, fidati dei metodi tradizionali...
Sabato pomeriggio, solita rassegna "Cannes 2013" milanese; film cileno a produzione USA che può essere definito thriller psicologico, quasi psichedelico. "Magic magic" non emerge tra i film presentati quest'anno, ma, seppur lasciando qualche dubbio, non lo considero un fallimento totale. Del regista cileno, classe 1979, Sebastian Silva.
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