Ueila 'rofum. Ieri sera, nessuno ha risposto affermativamente alla proposta della Ele di vederci un sano film del 1940, al cinema; e così, questo brioso ed ironico "Scandalo a Filadelfia", del regista newyorkese George Cukor, lo abbiamo assaporato solo noi. Il regista americano, esperto nel dirigere le grandi icone rosa del cinema, in questo film lancia la travolgente Katharine Hepburn tra le star, dopo che essa la RKO la cestinò. Lungimirantemente, come spesso accade, ci furono critici che dissero "è capace di recitare tutta la gamma delle emozioni dalla A alla B", mentre il pubblico raffinato, snobbandola, le causò un bel "Avvelenatrice di botteghini"...
Extra: Germi sposa la commedia
Ueila Cinerofum, Pietro Germi abbiamo già visto due commedie. Quella di cui scriverò ora è precedente le altre due (è del 1961) e rappresenta una rottura con la sua precedente produzione, che descriveva le contraddizioni della società italiana in toni meno "leggeri". Per puro caso il film che segna questa rottura s'intitola "Divorzio all'italiana".
Extra: Se potessi avere 1000 euro al mese...
Ma sì dai, il cinema può anche essere questo. Attimi divertenti scanditi da buoni sentimenti. Il varesotto Massimo Venier, classe 1967, viene dall'entourage della Gialappa's, Aldo, Giovanni e Giacomo etc etc...insomma scordiamoci una denuncia sociale d'urto, piuttosto un tacchino natalizio che fa venire davvero voglia di comporre il numero in sovraimpressione e donare quel benedettissimo euro.
Film d'amore e d'anarchia
Libere VXVII:
In sala Blauzer, siamo quasi i soliti: Albert Monzy, Depa, Doris, Elena e Tigre. Quest'ultimo, la cui infallibilità in fase propositiva è ormai studiata dagli statistici di tutto il mondo (giapponesi in primis), sfodera ancora una volta un film da brividi (no, non siamo nella "calda" sala Sbargioff...). Alcuni vibrano per la storia raccontata abilmente, altri per quel qualcosa che il film accarezza in maniera sensibile, forse un ideale. Cerchiamo un posto, tra i molti divani della sala, per la regista romana Lina Wertmüller: -Cinerofum: "Salve, prego si accomodi", -Lina: "Ueila, com'è? Che film avete scelto?", -C: "Mah...avevamo pensato ad un suo film del 1973: "Film d'amore e d'anarchia, ovvero: stamattina alle 10 in via Dei Fiori, nella nota casa di tolleranza"". Alla fine del titolo, di Lina non c'è più traccia...
In sala Blauzer, siamo quasi i soliti: Albert Monzy, Depa, Doris, Elena e Tigre. Quest'ultimo, la cui infallibilità in fase propositiva è ormai studiata dagli statistici di tutto il mondo (giapponesi in primis), sfodera ancora una volta un film da brividi (no, non siamo nella "calda" sala Sbargioff...). Alcuni vibrano per la storia raccontata abilmente, altri per quel qualcosa che il film accarezza in maniera sensibile, forse un ideale. Cerchiamo un posto, tra i molti divani della sala, per la regista romana Lina Wertmüller: -Cinerofum: "Salve, prego si accomodi", -Lina: "Ueila, com'è? Che film avete scelto?", -C: "Mah...avevamo pensato ad un suo film del 1973: "Film d'amore e d'anarchia, ovvero: stamattina alle 10 in via Dei Fiori, nella nota casa di tolleranza"". Alla fine del titolo, di Lina non c'è più traccia...
Extra:...il lavoro mobilita l'uomo.
Ciao 'rofum. Ieri sera io ed Elena siamo riusciti a chiacciare una zanzarina che ci ronzava intorno da qualche mese...tra "dati inutilizzabili" e cambi repentini, questo "Il vangelo secondo Precario" del 29enne Stefano Obino (del 2005) non voleva proprio finire sullo schermo della vostra sala preferita (ammettetelo...). Da dove cominciamo? Ah sì, il titolo del post è presa dal film. Il film, ecco: uhm, difficile essere molto cattivo con una produzione "dal basso"...
La notte
Fantasia LXVI:
In sala Uander, qualche settimana fa, abbiamo tardivamente riparato ad una gaffe durata più di settanta incontri. Però l'abbiamo fatto col botto, con sì qualche sbadiglio e qualche espressione perlessa, ma questo film è di quelli che devono essere pensati, perlustrati, magari sì, proprio "La notte" seguente la proiezione; io, i due Albert, Elena e il Tigre, tutti in piedi per il ferrarese Michelangelo Antonioni. 1961.
In sala Uander, qualche settimana fa, abbiamo tardivamente riparato ad una gaffe durata più di settanta incontri. Però l'abbiamo fatto col botto, con sì qualche sbadiglio e qualche espressione perlessa, ma questo film è di quelli che devono essere pensati, perlustrati, magari sì, proprio "La notte" seguente la proiezione; io, i due Albert, Elena e il Tigre, tutti in piedi per il ferrarese Michelangelo Antonioni. 1961.
Extra: le biciclette di De Sica
Antonio e Bruno Ricci camminano in sala Uander. Sciarpino intorno al collo su camminata ondeggiante. Io ed Elena guardiamo questo film tutto d'un fiato, niente pause, solo il respiro. Alla fine, quando padre e figlio tornano mano nella mano in direzione di casa, in sala manca l'ossigeno. Ma non sono stato io. E' tutta colpa e grazia di "Ladri di biclette", del 1948, made in Vittorio De Sica. Sciroppo amaro di neorealismo italiano...
Extra: tre volte Maestro Mario
Ciao a tutti, la scorsa settimana qualcuno mi segnalò un'iniziativa dello "Gnomo", qui a Milano, in cui si concedeva al Maestro Mario Monicelli un piccolo tributo. Imbarazzante che non si riesca a fare di più di una tre giorni composta da 5 film, quasi meglio niente, ma vabbè, dal lato nostro glielo dobbiamo, quindi m'incammino verso Sant Ambrogio...
The cameraman
Parole LXV:
Allora, faccio un lungo e respiro e inizio. Ieri sera, sala Uander, serata che rimarrà nella storia del Cinerofum. Più importante del solito, quindi, la lista dei presenti: io, Lelena, Albert Monzy, Paolino e, gran ritorno, il Tigre. Fa il suo maestoso ingresso nelle nostre serate un omuncolo texano dalla faccia triste, per alcuni "Stone Face", classe 1895...Signore e Signori: Joseph Frank Keaton, per tutti "Buster". Il film con cui ha fatto letteralmente esplodere la sala, dopo 67 soli minuti di cinema emozionante, è "The cameraman", del 1928.
Allora, faccio un lungo e respiro e inizio. Ieri sera, sala Uander, serata che rimarrà nella storia del Cinerofum. Più importante del solito, quindi, la lista dei presenti: io, Lelena, Albert Monzy, Paolino e, gran ritorno, il Tigre. Fa il suo maestoso ingresso nelle nostre serate un omuncolo texano dalla faccia triste, per alcuni "Stone Face", classe 1895...Signore e Signori: Joseph Frank Keaton, per tutti "Buster". Il film con cui ha fatto letteralmente esplodere la sala, dopo 67 soli minuti di cinema emozionante, è "The cameraman", del 1928.
Extra: in odor di cinema.
Ciao a tutti, l'altro ieri io ed Elena abbiamo deciso di guardare un film che consegnasse: a me un'altra prova della grande coppia Dino Risi / Vittorio Gassman, a lei un'altra versione, quella originale, di un film con Al Pacino che vide un po' di tempo fa...
"Profumo di donna", del 1974.
"Profumo di donna", del 1974.
L'enfant
Recensione LXIV:
Cinerofum esiliato dalla sala Uander per la prima serata del festival di San Remo. Quale disfatta. Ma con quale orgoglio, a testa alta, i tre ragazzi (Depa e i due Albert) si sono riuniti, come carbonari, in sala Blauzer, per portare avanti, imperterriti, la propria missione, figlia di passione e celluloide! Ritornano nelle nostre sale, come hanno fatto solo pochi altri, i fratelli Dardenne; dopo "Rosetta", ci porgono un'altra Palma d'Oro, datata 2005: "L'enfant".
Cinerofum esiliato dalla sala Uander per la prima serata del festival di San Remo. Quale disfatta. Ma con quale orgoglio, a testa alta, i tre ragazzi (Depa e i due Albert) si sono riuniti, come carbonari, in sala Blauzer, per portare avanti, imperterriti, la propria missione, figlia di passione e celluloide! Ritornano nelle nostre sale, come hanno fatto solo pochi altri, i fratelli Dardenne; dopo "Rosetta", ci porgono un'altra Palma d'Oro, datata 2005: "L'enfant".
Extra: Notte Americana
Ciao Cinerofum (mi sembra di parlare da solo...), ieri sera uscita solitaria, freddo e nebbia ovunque, solo una sala cinematografica può scaldare a fondo (beh oddio, anche la Gradinata...), figurarsi una sala che proietta un film culto di François Truffaut, del 1973. Mi precipito.
Il film che mi terrà compagnia è "La nuit américaine", tradotto in italiano con "Effetto notte", del 1973. Dopo circa una decina di film, il regista parigino ci vuole raccontare un po' di quello che c'è dietro: dietro alla cinepresa, dietro le scenografie, dietro alla sua opera e al cinema, in tutti i sensi.
Il film che mi terrà compagnia è "La nuit américaine", tradotto in italiano con "Effetto notte", del 1973. Dopo circa una decina di film, il regista parigino ci vuole raccontare un po' di quello che c'è dietro: dietro alla cinepresa, dietro le scenografie, dietro alla sua opera e al cinema, in tutti i sensi.
Il mattatore
Riflessione LXIII:
In sala Uander poca roba...ma buona: Io, Elena ed Albert Aporty (che rischia di sorpassare il buon Taigher in assiduità...io la butto lì). Dopo un quarto d'ora accademico di Germania-Italia (in cui, pur giocando bene, riusciamo a prenderne uno), scatta la scelta del film. Dopo essere passati davanti alla porta di molti maestri della "Settima", è una in particolare ad aver solleticato la nostra attenzione, sulla targa: "Dino Risi". Classe 1916 milanese, il suo "Sorpasso" lo conosciamo a mena dito, capolavoro di frizzante drammaticità. Innamorati del binomio Risi/Gassman scegliamo di elevarlo all'ennesima potenza: stasera "Il mattatore", 1959. Film che mette in mostra tutta l'abilità dell'attore di Struppa, classe 1922. Ma non solo.
In sala Uander poca roba...ma buona: Io, Elena ed Albert Aporty (che rischia di sorpassare il buon Taigher in assiduità...io la butto lì). Dopo un quarto d'ora accademico di Germania-Italia (in cui, pur giocando bene, riusciamo a prenderne uno), scatta la scelta del film. Dopo essere passati davanti alla porta di molti maestri della "Settima", è una in particolare ad aver solleticato la nostra attenzione, sulla targa: "Dino Risi". Classe 1916 milanese, il suo "Sorpasso" lo conosciamo a mena dito, capolavoro di frizzante drammaticità. Innamorati del binomio Risi/Gassman scegliamo di elevarlo all'ennesima potenza: stasera "Il mattatore", 1959. Film che mette in mostra tutta l'abilità dell'attore di Struppa, classe 1922. Ma non solo.
Rosetta
Considerazioni LXII:
Sala Uander ancora priva della nostra colonnona portante sepinese, ma noi non molliamo: io, Ele e Albert Aporty inossidabili. Un'altra volta premiata la nostra costanza. Che bel film questo "Rosetta" dei due fratelli belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne! Secondo lungometraggio dei due registi (molta esperienza documentaristica "socialmente impegnata" alle spalle), vince la Palma d'Oro nel 1999. Per realizzazione e contenuti, ne consiglio la visione senza indugio.
Jules e Jim
Recensione LXI:
Per il 61° appuntamento, in sala Uander, è presente anche l'altrà metà di Albert Aporty, Michela, bentornata. E non è vero che, quando ci sei anche tu, scoppia un casino e ci tocca guardare "La corazzata Potemkin" (magari!)...ne sia prova il fatto che, per l'occasione, torna al Cinerofum uno dei nostri maestri preferiti, François Truffaut, con un film entrato nella storia: "Jules e Jim", del 1962. La vera novità è l'assenza del Taigher, eh vabbè, supereremo anche questa.
Extra: FILM DA NON FARE/VEDERE
"The Tourist" del grandissimo regista Florian Henckel von Donnersmarck è, a mio parere, uno dei film più brutti che abbia visto in tutta la mia esistenza. Incredibile il senso di vuoto, di nulla, a cui lo spettatore è costretto ad assistere.
Il gabinetto del Dottor Caligari
Recensione LX:
Per il 60° appuntamento il nostro Cinerofum si è voltato indietro, è andato a ravanare tra le prime orme lasciate dall'arte "Numero 7" che tanto gli piace. E, lente d'ingrandimento alla mano, scorto un piccolo dettaglio, gli è toccato alzare lo sguardo, centimetro dopo centimetro, per scoprire così, che, di fronte a sé, si stagliava un gigante, sino ad ora a lui sconosciuto: Robert Wiene (1873-1938), è suo "Il gabinetto del dottor Caligari", del 1920.
Il tesoro della Sierra Madre
Spunto LIX:
La settimana scorsa (poca gente qui a Milano), in una sala Sbargioff da freddo siberiano, ha mosso i primi passi nel nostro Cinerofum un nuovo grande regista, del Nevada, classe 1906: John Huston. Nel 1948 il regista americano, dopo essersi ripreso un po' dalle brutture della Seconda Guerra Mondiale (a cui prese parte combattendo anche nelle Isole Aleutine (Alaska) e a San Pietro Infine (Caserta), confezionando in tali occasioni anche dei documentari), diede un colpo di telefono al padre, inviò un sms ad Humphrey Bogart ed imbastì questo bel film dal sottotitolo "Chi troppo vuole nulla stringe": "Il tesoro della Sierra Madre".
Extra: C'era una volta Sergio...(e Claudia in fiore!)
Ciao Cinerofum. Ci sono ricascato: a pochi giorni dai 162 minuti di "Giù la testa", non ne ho avuto abbastanza e, alle 22.30, decido di affrontare i 175 di "C'era una volta il West". Sergio Leone, sempre lui. 1968. Il regista romano continua a lasciare il segno nel mio personalissimo score cinematografico.
Extra:...e la damigella di Chabrol
Ciao Cinerofum, ieri sera altro Chabrol, altra inquietante suspence d'amore. "La damigella d'onore" è un film del 2004, quindi uno degli ultimissimi del regista parigino, scomparso pochi mesi fa. Non c'è che dire, Claude Chabrol danza sulla pellicola, sono passi magici i suoi; ogni atmosfera è ricostruita con grazia e precisione; ma soprattutto, guardando questo film, avverto il suo senso del ritmo. Non sarà il rock degli Eagles, o del Celentano nostrano, ma si sta su eccome, non ci si ferma.
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