Ancora
qui, davanti al regista con la “Losange” suggerito da SimoMi, chiudendo
il trittico con Alain Guiraudie. Nel 2024, il “geniale” regista di Ayron con “L’uomo
nel bosco” (t.o. “Miséricorde”) realizzò il suo settimo
lungometraggio. Il nostro preferito, forse perché più incastonabile.
Letto il titolo originale e ricordata la pietas mostrata nel suo film visto
precedentemente, chissà quale sarà il gesto di misericordia allestito da
Guiraudie in questo nuovo capitolo del suo cinema Queer? Ancora un
intruso nella piccola comunità? Ma no, è una vecchia conoscenza. Una vedova che
certamente non vuole “isolarsi nel dolore”. Dialoghi, sempre loro, calibrati, humor
nero pure…Momenti bressoniani, addirittura! Incomunicabilità, promiscuità
nei rapporti, ambiguità nelle relazioni, ipocrisie e menzogne. Puoi rivoluzionare
i generi, resta l’uomo.
(depa)


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