Peccati imperiali

Nella piccola “FilmClub” per altro cinema palestinese. Dalla testimonianza della feroce attualità dell’occupazione israeliana, alla rievocazione storica; al nostro terzo incontro con Anne-Marie Jasir, per il film “Palestina ‘36” (sottot. “Quando tutto ebbe inizio”), compie una sterzata condivisibile, cedendo alla divulgazione, trascurando la forma.
Sulle immagini di Gerusalemme degli anni ’30 del XX° secolo, scorrono i nomi noti degli interpreti del cinema palestinese. E notiamo il taglio classico, nuovo per la regista. Anche nelle parole dei personaggi e nelle immagini (suono, musiche). Onesto, lontano da semplici apologie, si assume il ruolo di ricostruzione e testimonianza storica. Le parole delle autorità e dei proprietari terrieri palestinesi, le stesse in ogni dove (contano gli affari). In agosto il ferro è ardente. Commissioni su commissioni, ufficiali inglesi sionisti impegnati nel “primo esercito ebraico della storia” (vanto di guerra e morte). Lo stacco tra le immagini di repertorio e quelle filmiche finisce per rarefarsi (ottimo lavoro della fotografia).
Di “complicato” non c’è nulla. 7/7/1937. La suddivisione, L’illusoria compattezza di siriani, libanesi, iracheni, drusi…Per gli arabi musulmani e cristiani solo violenza e rappresaglia (stato e imperi). Col ritmo dell’abominio (e degli eccidi), si inchiodano anche su pellicola le responsabilità e complicità dell’impero britannico.
La lotta di resistenza continua tra danze, bandiere, fucili.
(depa)

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