“L’uomo del Sud” del 1945, scritto e diretto da Jean Renoir, nel suo periodo statunitense. Per Renoir esule nel Lontano Ovest, in sala Navetta, c’è una certa curiosità. Al pittorico regista di conflitti di classe e tra uomo e natura, forse, non sembrò vero avere tanto spazio…
Renoir esule negli USA obbligato dal mercato ad inscenare drammi tra cowboy e contadini. Sam Tucker, questa è la sua storia, il suo album di famiglia, amici e vicini. Che siamo nei pressi di Hollywood, lo ricordano le musiche disneyane di Janssen. “Coltiva il tuo campo”, stop ammazzarsi per un padrone, consiglia il nonno Pete ucciso da una vita di servitù. Il nostro Sam non ha chiara l’antifona, per lui “il padrone è un brav’uomo”, ma si metterà in proprio, Tucker, evidentemente acciecato anche dall’altro occhio. Anzi, dagli altri… “l’acqua del vicino”, cerrrrto! Che fatica, la campagna, colle proprie mani!
Rispettati personaggi e luoghi della letteratura cowboy, Renoir ci mette qualche di suo: complessità dei sentimenti e delle relazioni dei personaggi. Finley furioso e “Matita di piombo”! In Zona Cesarini c’è caciara, sbornia colossale, determinati e fortunelli i Tucker…sino alla mazzata meteodivina che, come in ogni favola, rafforzerà anche i legami più stracciati. Curiosità.
(depa)


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