Ad uso e dominio

Altra lezione francese. Di lingua, per Elena. Di cinema, per entrambi. Classicissimo: al di là delle valutazioni, assistiamo al corso di storia del cinema all’Università del Cinerofum. Docente prof. “Foglio”, come una baguette la bobina del primo lungometraggio di Robert Bresson. Del 1945, in piena IIWW, “La conversa di Belfort” (t.o. “Les anges du péché”).
Narrazione senza alcun intento particolare, solo “rendere…l’atmosfera dei conventi”, nella didascalia iniziale. Con addirittura tre superiore in missione, diventano salvifiche le nicchie. Via da tutto!
Regia ponderata, solenne, classica. Le suore salvano/reclutano galeotte. Carcere femminile e convento. Tanta devozione sprecata. Bresson va al nodo, non subito evidente. Suor Anne vede in Thérèse il mezzo per esprimere l’amor proprio. Egocentrismo…occhio, che si vede! Scambi d’accuse, chi maltratta e chi accarezza il gatto nero. Suor Anne mostra segnali di cedimento. E come la caserma, così il convento: nessuna esperienza utile, solo autorità, comando, dominio. Il primo giorno dei cent’anni sarà anche l’ultimo…
(depa)

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