Grazie alla proposta di Mino, Masaki Kobayashi è tornato ad
effondere il suo proscenio potente, la sua fotografia rigorosa. Né alpini, né bianchetti
possono scalfire la poderosa intensità di “Harakiri”, dal 1962. Dal
regista nipponico di sinistra, una feroce narrativa anti-sistemica, anti
gerarchica.
Una tensione che deve essere sorretta da interpretazioni che rasentano la frattura:
ormai nella storia del cinema l’attore Tatsuya Nakadai scomparso l’anno scorso
(1932-2025)...
(depa)


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