Sempre l'amour, mai lui

In solitaria all’ex Hop-Altrove per chiudere il trittico dedicato a Guy Gilles. Il regista francese dell’amor rosaspinato e ricordato, nel 1964, esordì col lungometraggio “L’amour à la mer”: ah, l’amore, che dolce illusione! Che brusca formazione!
L’appassionato curatore: “Il suo primo film, in pienissima Nouvelle V. Come nei 2 precedenti film visti, la nostalgia e l’amore anche ingenuo sono gli elementi principali. In questo film, a Brest, il “nostro” vivrà la solitudine…la passione si sfalderà. Ma l’aspetto più importante è la poetica, spesso musicata. Celebri interpreti, grandi ammiratori di Gilles: Romy Schneider, Jean-Pierre Léaud, Alain Delon (Belmondo altrove). Crescita attraverso le disillusioni. Malinconia in B/N, non quello contrastato di…chessò (!) Bergman, ma più sfocato (“Slavato!” suggeriscono)”.
Sempre con repentini attacchi musicali si rincorre ‘sta vita. Carrellata su flash dei ricordi: di un “mare coccolone”, le “belle canzoni”, i vent’anni! Occhielli suoi giorni dell’amore, tra una luminosa farfalla e un tenebroso…Già s’annusa nell’aria la fine dell’“estate dei ricordi e dei momenti conservati”. Ognuno “bello come un volto umano”, “né pazzo, né malato, ma inquieto e indeciso”, può trasformarsi nel più comune dei “balordi” con una Lola di città portuale…assieme ad un amico, vivace e sensibile, che è lo stesso Gilles., et voilà si scoprirà l’Amicizia. “La vita è un cinema, no, che stupida! È il cinema che è come la vita!”.
(depa) 

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