Tornando al cinema giapponese mai abbandonato, cogliamo il
suggerimento delle sale che ripropongono la filmografia di Hirokazu Kore’eda. Il
regista nipponico dei moti familiari dell’animo, nel 1996, esordì con un’opera addolorata.
Sottotitolo nostro “Lutto”, non “I bagliori dell’anima”, “Maborosi”
annuncia fedelmente la cifra futura dell’acclamato autore.
Siamo in tre nella piccola Sala 2 del “City”, gremita. Kore’eda nasce nella
famiglia...La nonna vuole morire nel luogo cui appartiene (l’isola dii Shikoku).
Appizzare collo zampirone. Scorci di vita popolare, suggestivi frammenti di quotidianità
su celluloide. K. a ripetizione da Antonioni e taiwanesi. Attimi di spensieratezza,
vicinanza, affetto, nuova ondata sulla costa nipponica. TRAGEDIA. Senza fischi,
né freni. Rotaie ovunque. Anzi, NELLE famiglie. Splendidi bimbi nel tunnel. Cinema
pacato del lutto. Ma il pianoforte sui luoghi dei ricordi, no, dai…Momenti apparentemente,
sufficienti ma fragili come una lampadina mossa dalla corrente. Cura
paesaggistica pittorica, ma più che bagliori, tentennamenti.
(depa)


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