Nuovi quartieri

È un piacere non perdere di vista le sale in compagnia di una cinefila come Elena che, spesso, può spronarmi ad andare. Anche per pellicole a sfondo storico-politico, non il suo pane. Nessuno annoiato, però, con la (tragi) commedia messa in piazza dall’esordiente rumeno Bogdan Muresanu: “L’anno nuovo che non arriva”, del 2024 (“Premio Orizzonti” a Venezia), intrattiene e ricorda.
[Mica eravamo gli unici: sabato ore 18:30, la gente litigava per aggiudicarsi uno dei 40 posti della deficitaria "FilmClub"]. “Milioni di rumeni” da cogliere con camera oscillante, e zoomante, rievocando le riprese amatoriali, baistrocchiane, che allora supplivano alla censura (“E smettila di scuotere quella telecamera!” grida un regista sul set). Balsamo di tigre, valium. Sbirri in borghese ovunque, informatori, madri incazzate. “Quegli stronzi sparano alla gente”. Timisoara. Florina compagna affidabile, avrà la possibilità di farsi vedere. “Vuoi scendere in piazza e protestare?”, “Sì”. E aspettiamo la classe numerosa, operaia. Ma chi guarda, e vede la situazione, deve pur avere un malessere. [Ceausescu genovese] Ma povero zio Nicu Kikam, “non ha fatto nulla di male!”. Relazioni tossiche, allusioni, doppi sensi, retorica. Decine di migliaia di vite spezzate in nome del cambiamento alle porte. I più riescono a tirar dritto, distogliendo lo sguardo, facendo finta che non stia succedendo niente. “Ma lei non ha un fidanzato che la possa picchiare?”, gran scena. Infine, a marcia di Bolero verso grandi novità, con stile tridimensionale che poggia su un’ottima sceneggiatura. A volte basterebbe “una scintilla che faccia scoppiare tutto”. "Daba da" e te ne vai a casa, come minimo. “È finita. Siete tutti liberi”. La suggestiva fotografia (Biró Boróka e Tudor Platon) mi commuove sulle folle brucianti bandiere. Grazie.
(depa)

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