Ma sì, perché non chiudere l’anno anche in compagnia di uno spaghetti western, magari diretto da Franco Giraldi, capace di cimentarsi nei generi più diversi, dalla commedia nostrana alla polvere del Lontano Ovest. “Sugar Colt”, del 1966, non è indimenticabile, ma qualche sequenza ed un volto si faranno tarli…
1886, New Messico. La Guerra di Secessione è terminata, in teoria…e mentre truppe nordiste ritornano a casa…Il capitano venduto ha già pagato pegno. Dalla “Mega Film”, una pellicola con Hunt Powers aka Jack Betts (1929-2025), sulle milizie “Sharp Shooters” che non riconobbero la sconfitta (ufficialmente dismesse due anni prima). Nei paraggi c’è un’“Accademia per i Diritti Spirituali”, diretta da Tom Cooper, cecchino che spara all’indietro. C’è molto da imparare. Emancipazione a mano armata, non solo per le donne (le “streghe” erano già tornate). Personaggio con un trascorso, ex contrabbandiere, ex agente segreto USA, sbruffone, “Sugar Colt”, è pronto a tutto. Le inchieste sugli “Sharp” non servono a nulla, meglio chiedere a lui. Non furono né disertori, né trucidati dagli indiani, l’intreccio è spionistico (“sporca faccenda organizzata”). “Ti sei rammollito”, gli dicono…Trovate gustose, pillole speciali (“Mi fido poco, ma voglio vedere che succede” era la frase più diffusa al “Kama”) e anti oppiacei padani non sollevano i dialoghi e le interpretazioni sopra, o sotto, le righe. Morti da far resuscitare solo coi soldi. Scene, scene efficaci. Ah, Pinkerton e Snake Valley, Sugar è in trappola. [Bess, Gina Rovere classe 1936, deve lavorare]. Senza paura, ci si va, trallallà. Grande incassatore Colt, nell’ostile "West" è una dote preziosa. Interessanti carrellate sui volti sospettosi, ma è sufficiente? Il cane di Agonia! Villagio di omertosi e codardi, altro che matti. “Assassini! Assassini!”. Tra Gable e Favino, bella tromba questo Powers.
(depa)


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