Con l’ultimo film di Fatih Akin nelle sale, l’occasione è ghiotta (vegan raw) per risalire alla scelta dei ragazzi del “Soul Kitchen” di piazza dell’agnello, così spesso frequentati. Pellicola del 2009, il sesto lungometraggio del regista di Amburgo è una commedia leggera, ammiccante, non priva di critica verso il feroce mondo del commercio (ristorazione). Ma...
Cucina sgangherata, da urlo direbbero in tv. Preparati, lo sono. Emigrati greci, fratelli in difficoltà, colpi della strega. Incontri, nomi passati, conoscenze…innamoramenti. Ma già i monitor s’insinuavano nelle vite. Il cuoco è al limite. Le incomprensioni (e i vaffanculo) coi clienti (“Razzisti del palato!”) e i dolci afrodisiaci. Stress da impresa e le mitiche insinuazioni di fidanzate distanti! Si ride. La regia di Akin nei movimenti camera e in una “certa” fotografia piovosa (che il regista comunque perfezionerà), oltre che nei momenti musicati, of course. Questi greci sui tetti di Amburgo risultano davvero divertenti, grazie ad attori capaci di rendere la combriccola. ...ma con il quarto lavoro che abbiamo visto del regista tedesco, siamo nel campo del “filmetto”.
(depa)


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